Società Salute e benessere

Obesità infantile intervento precoce

Nuove evidenze scientifiche dal progetto RESILIENT. Nell’obesità infantile è essenziale agire con tempestività

In vista della Giornata Mondiale dell’Obesità del 4 marzo emergono nuovi dati. L’iniziativa richiama l’attenzione su un tema sempre più urgente. In particolare i numeri arrivano dal progetto RESILIENT sull’obesità infantile.

Il progetto è coordinato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Inoltre l’iniziativa è finanziata dal PNRR. Si tratta quindi di un programma sostenuto con fondi pubblici dedicati alla ricerca e alla salute.

Lo studio ha coinvolto 120 bambini. Tutti presentavano sovrappeso o obesità. I piccoli partecipanti sono stati seguiti con percorsi clinici mirati. L’obiettivo era valutare interventi personalizzati. Allo stesso tempo i ricercatori hanno raccolto dati utili per comprendere meglio il fenomeno.

Obiettivi

Il modello proposto dimostra che nell’Obesità infantile un intervento precoce può migliorare in modo significativo peso corporeo, parametri metabolici e funzioni cognitive. In particolare, intervenire nella fascia d’età compresa tra i 6 e gli 11 anni consente di agire efficacemente sulla plasticità cerebrale, fase in cui il sistema nervoso è ancora altamente modulabile e recettivo agli stimoli educativi e comportamentali. Inoltre, il percorso multidisciplinare della durata di 5 mesi integra in modo strutturato educazione alimentare, attività fisica adattata e training cognitivo mirato, favorendo un cambiamento stabile delle abitudini quotidiane. Pertanto, i risultati evidenziano benefici non solo sul controllo del peso, ma anche sulla qualità del sonno, sulle capacità di autoregolazione emotiva e comportamentale e, più in generale, sulla qualità della vita del bambino e della sua famiglia.

I numeri in Italia

Secondo il sistema OKkio alla Salute dell’Istituto Superiore di Sanità, il 29,7% dei bambini presenta eccesso ponderale. Tuttavia le percentuali restano tra le più alte in Europa, nonostante un lieve calo negli ultimi anni. Inoltre l’approccio integrato del progetto apre nuove prospettive cliniche, grazie anche all’uso di strumenti digitali replicabili su larga scala.

 

Potrebbe interessarti