Lavoro Opportunità

Rendiconto di Genere 2025

Il Rendiconto di Genere 2025 evidenzia divari ancora profondi tra uomini e donne in Italia. Il documento del CIV fotografa criticità 

Il Rendiconto di Genere 2025 del INPS, presentato dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza, conferma un quadro di persistente squilibrio. Inoltre il report analizza occupazione, retribuzioni, istruzione, strumenti di conciliazione e violenza di genere con dati aggiornati al 2024.

Occupazione e divari strutturali

La fotografia demografica e occupazionale restituisce un Paese ancora segnato da profonde differenze di genere.

Innanzitutto la popolazione residente al 1° gennaio 2025 conta 58.943.464 abitanti, con una maggioranza femminile pari al 51,1%. Tuttavia il saldo naturale del 2024 registra un dato negativo di 272.468 unità, confermando la crisi demografica. Nel frattempo il tasso di occupazione femminile si attesta al 53,3%, contro il 71,1% maschile, con un divario del 17,8%. Inoltre le assunzioni femminili rappresentano solo il 42,2% del totale annuale. Analogamente tra i contratti a tempo indeterminato le donne sono appena il 36,7%, a fronte del 63,3% degli uomini. Peraltro il part time coinvolge soprattutto le lavoratrici, che costituiscono il 67,2% dei rapporti a tempo parziale. Conseguentemente il part time involontario incide per il 13,7% sull’occupazione femminile, contro il 4,6% maschile.

 

 

Retribuzioni e carriere

Il nodo salariale resta uno degli aspetti più critici evidenziati dal Rendiconto.

In particolare il gap retributivo supera i 25 punti percentuali a sfavore delle donne. Ad esempio nelle attività finanziarie e assicurative la differenza raggiunge il 31,7%. Inoltre nel commercio il divario è del 23,6%, mentre nella manifattura si attesta al 19,7%. Parallelamente nei servizi di alloggio e ristorazione la distanza è del 15,7%. Di conseguenza le posizioni dirigenziali sono occupate da donne solo nel 21,8% dei casi. Al contrario tra i quadri la presenza femminile si ferma al 33,1%. Eppure nel 2024 le donne superano gli uomini tra i diplomati con il 52,6% e tra i laureati con il 59,4%.

Cura, violenza e pensioni

Il carico familiare e le tutele sociali completano il quadro delineato dal Rendiconto.

Difatti nel 2024 le giornate di congedo parentale utilizzate dalle donne sono state 15,4 milioni, contro 2,8 milioni degli uomini. Tuttavia l’offerta di asili nido resta insufficiente, con solo Umbria, Emilia-Romagna e Valle d’Aosta vicine all’obiettivo dei 45 posti ogni 100 bambini. Nel contempo crescono le denunce per violenza di genere, segnale di una maggiore emersione del fenomeno. Inoltre il Reddito di libertà ha accolto 3.711 domande nel 2025 dopo lo sblocco dei fondi. Infine sul fronte pensionistico le donne sono 7,99 milioni rispetto ai 7,37 milioni di uomini, ma percepiscono assegni inferiori fino al 44,2% nelle pensioni di vecchiaia, riflesso diretto delle disuguaglianze maturate nel mercato del lavoro.

 

Potrebbe interessarti