Lavoro Pari opportunità

Trasparenza retributiva sostenibile

La trasparenza retributiva sostenibile è al centro dell’audizione di Valore D alla Camera. Formazione e gradualità essenziali

La trasparenza retributiva sostenibile rappresenta, secondo Valore D, una leva di equità e modernizzazione. Inoltre durante l’audizione presso la Commissione XI della Camera dei Deputati sono state indicate formazione e assistenza tecnica come priorità. Pertanto l’attuazione del decreto legislativo sulla Direttiva (UE) 2023/970 dovrà seguire un principio di gradualità.

 

 

Le priorità indicate in Commissione

In particolare, Paola Trotta ha sottolineato la fondamentale necessità di accompagnare con attenzione soprattutto le piccole e medie imprese (PMI), che spesso si trovano a dover affrontare sfide complesse e risorse limitate. Per questo motivo, diventa essenziale prevedere un periodo iniziale di supporto operativo dedicato, durante il quale le aziende possano ricevere assistenza concreta nella gestione delle procedure e degli adempimenti più critici. Tale approccio consente non solo di ridurre gli errori, ma anche di favorire un inserimento graduale delle imprese nelle nuove dinamiche di mercato e regolamentari.

Parallelamente, l’associazione propone l’organizzazione di campagne informative nazionali coordinate, con l’obiettivo di diffondere conoscenze aggiornate e uniformi tra tutte le realtà coinvolte. Queste campagne mirano a sensibilizzare gli operatori sulle migliori pratiche, a stimolare la partecipazione attiva e a creare una rete di condivisione di esperienze, garantendo così un impatto più esteso e duraturo su tutto il territorio. In tal modo, si combinano strumenti operativi concreti e strategie comunicative efficaci, per assicurare un sostegno completo e strutturato alle PMI.

Indicatori e criteri tecnici

La trasparenza retributiva sostenibile passa anche da un rigoroso impianto metodologico. Tuttavia Valore D ha evidenziato la necessità di distinguere tra Raw Pay Gap, Explained Pay Gap e Adjusted Pay Gap. Inoltre un’interpretazione tecnica corretta evita letture fuorvianti dei dati. A tal proposito i dati dell’Inclusion Impact Index Plus su 412 aziende mostrano in diversi casi un divario grezzo superiore al 5%. Quindi emerge l’urgenza di strumenti chiari e condivisi. Infine l’associazione propone un tavolo tecnico permanente presso il Ministero del Lavoro per monitorare l’impatto della norma.

 

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