Imprenditoria Made in Italy

I dati Nomisma sulle bevande italiane

L’andamento delle bevande italiane, i consumi, l’export, le tendenze. Presentati i dati Nomisma durante il dibattito sulle nuove dinamiche di mercato

In occasione del Vinitaly si è tenuto un incontro sull’andamento delle bevande italiane, al quale hanno partecipato i rappresentanti delle principali categorie del settore.

L’analisi sul settore delle bevande italiane
A Vinitaly Agronetwork ha promosso l’incontro “Andamento delle bevande in Italia. Tematiche e tendenze” su questo comparto strategico per il Made in Italy. Dall’analisi presentata da Nomisma è emerso come il settore delle bevande in Italia conti oltre 3.100 imprese industriali dando lavoro a 42.700 addetti generando un fatturato di 26,3 miliardi di euro dei quali 11,9 miliardi di euro provengono dall’export, un valore pari ad oltre il 20% delle esportazioni complessive del food&beverage.

I consumi di bevande italiane
Negli ultimi due anni i consumi in volume hanno mostrato andamenti differenziati tra i vari comparti: calano vino, spirits e soft drinks, mentre crescono birra e acque minerali. È il segno di un mercato in evoluzione, nel quale il consumo non scompare ma si ricompone secondo nuove priorità, nuovi stili di vita e una maggiore attenzione al valore complessivo dell’esperienza. Le tendenze richiamate durante l’incontro hanno riguardato, tra l’altro, il benessere fisico e mentale, l’interesse per i prodotti low e no alcol, la mixology, la personalizzazione dell’offerta e la valorizzazione del Made in Italy anche attraverso i flussi turistici internazionali.

L’export delle bevande italiane
Sul fronte estero il settore conferma una forte vocazione internazionale: tra il 2019 e il 2025 l’export italiano di bevande è cresciuto del 28%, nonostante una flessione del 2,5% nel 2025, dovuta soprattutto al rallentamento di alcuni mercati chiave, in particolare Stati Uniti, Regno Unito e Germania. Bisogna considerare che questo comparto oggi è chiamato a misurarsi con uno scenario più complesso, segnato da incertezze macroeconomiche e geopolitiche, nuove pressioni inflazionistiche, aumento dei costi e trasformazione dei modelli di consumo.

Le necessità
In questa fase di incertezza e continui cambiamenti, è emersa la necessità di accompagnare con maggiore energia il settore delle bevande sostenendone competitività, capacità di innovazione e presidio dei mercati. Un lavoro che chiama in causa tutte le filiere e che rafforza il valore del dialogo tra imprese, rappresentanze e analisi economica, nella prospettiva di una crescita più solida e consapevole.

 

Le incertezze
Il direttore generale di Confagricoltura Roberto Caponi ha ricordato: “L’attuale situazione geopolitica sta generando una forte incertezza nei consumi, rendendo necessario un momento di riflessione per le associazioni di categoria. Le nuove tendenze evidenziano infatti l’importanza di orientare la produzione verso prodotti maggiormente in linea con le aspettative del mercato. Tra i segnali più rilevanti emerge una crescente attenzione dei consumatori verso la salute e la qualità degli alimenti”.

I partecipanti al dibattito
Il dibattito sulla situazione delle bevande italiane ha visto la partecipazione di Giordano Emo Capodilista, vicepresidente di Confagricoltura, Piero Mastroberardino, vicepresidente Federvini e coordinatore del Tavolo nazionale della filiera vitivinicola, Emanuele Di Faustino, responsabile Industria retail e servizi di Nomisma, David Dabiankov, direttore generale Assobibe, Giovanni Clerici, direttore generale Mineracqua, Paolo Merlin, vicepresidente Assobirra, Bruno Malavasi, presidente del Consorzio Vermouth di Torino, Cesare Mazzetti, presidente del Comitato nazionale acquaviti e liquori di AssoDistil, e Sebastiano Caffo, presidente del Consorzio Nazionale Grappa.

Agronetwork
Giulia Callini, segretario generale di Agronetwork, ha ribadito: “Agronetwork per il terzo anno a Vinitaly, nello spazio di Confagricoltura, fa dialogare tutto il comparto beverage. È emerso oggi l’interesse al cibo di qualità e alla salute. Un dato significativo che trova conferma anche nell’ultima ricerca demoscopica realizzata da Format sui consumi alimentari in Italia, che presenteremo in occasione delle giornate del Made in Italy”.

 

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