Lavoro Sicurezza

Meno morti sul lavoro in Italia

Il numero dei morti sul lavoro in Italia su base mensile è calato del 26%. Si intravede finalmente una versione di tendenza

I dati dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega relativi all’ultima dettagliata indagine elaborata fanno ben sperare: il calo dei morti sul lavoro in Italia si è registrato per due mesi consecutivi, per la prima volta in 17 anni.

I primi due mesi del 2026
L’elaborazione dati relativa al primo bimestre dell’anno rappresenta un segnale interessante. Spiega l’ingegner Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega: “raramente, nel corso degli ultimi 17 anni, ci è capitato di registrare un decremento della mortalità per due mesi consecutivi. Questo risultato è particolarmente rilevante perché lascia intravedere una possibile inversione di tendenza, che ci auguriamo possa consolidarsi nei prossimi mesi”.

I morti sul lavoro in Italia nel primo bimestre
Nonostante il miglioramento, il numero dei decessi resta comunque significativo: le vittime totali sul lavoro nel bimestre gennaio-febbraio sono 102, il 26,1% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025, quando i decessi erano 138”.

I dati di febbraio
Nel secondo mese del 2026 si contano 102 infortuni mortali: 72 in occasione di lavoro e 30 in itinere. Lombardia, Lazio, Campania, Toscana, Sicilia, Veneto e Piemonte registrano il maggior numero di vittime totali. In zona rossa 6 regioni: Molise, Liguria, Toscana, Campania, Sicilia e Piemonte.

Il rischio di morte regione per regione
A finire in zona rossa a febbraio 2026, con un’incidenza superiore al 25% rispetto alla media nazionale (3 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori) sono: Molise, Liguria, Toscana, Campania, Sicilia e Piemonte. In zona gialla: Lazio, Lombardia, Veneto, Umbria e Puglia. In zona bianca: Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Calabria e Marche. Abruzzo, Basilicata, Sardegna, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta, che al momento non hanno registrato vittime in occasione di lavoro.

Approfondimento morti sul lavoro in Italia e infortuni
A febbraio 2026 sono 102 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 72 in occasione di lavoro (29 in meno rispetto a febbraio 2025) e 30 in itinere (7 in meno rispetto al 2025). La maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro va ancora alla Lombardia (13). Seguono: Toscana (9), Campania (8), Piemonte e Lazio (7), Sicilia e Veneto (6), Emilia-Romagna e Liguria (4), Puglia (3), Molise, Umbria, Friuli-Venezia Giulia, Calabria e Marche (1).

Infortuni sul lavoro: gli over 65 i più colpiti
L’Osservatorio mestrino elabora anche l’identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d’età e lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (numero di decessi per milione di occupati). A febbraio 2026, guardando le vittime in occasione di lavoro, l’incidenza più elevata si registra ancora nella fascia d’età degli ultrasessantacinquenni (12,7). Seguono la fascia di lavoratori tra i 15 e i 24 anni (5,7) e quella compresa tra i 55 e i 64 anni (4,6). Numericamente, invece, la fascia più colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni (26 vittime su un totale di 72).

Le vittime donne
In totale sono 8 le donne decedute nel 2026 (7 in meno rispetto al 2025). Di queste, 5 hanno perso la vita in occasione di lavoro (2 in meno del 2025) e 3 in itinere (5 in meno del 2025), cioè nel percorso casa-lavoro.

Lavoratori stranieri più a rischio
Sono 30 gli stranieri vittime di infortuni sul lavoro, su un totale di 102, di cui 21 deceduti in occasione di lavoro e 9 in itinere. Il rischio di morte sul lavoro è oltre tre volte superiore rispetto a quello per i lavoratori italiani: 8,1 morti ogni milione di occupati, contro il 2,4 degli italiani.

I settori più colpiti e i giorni peggiori
Alla fine di febbraio 2026 i settori più colpiti sono stati: Trasporti e Magazzinaggio, Attività Manifatturiere e Costruzioni. Il giovedì risulta essere il giorno più luttuoso della settimana, ovvero quello in cui si sono verificati più infortuni mortali a febbraio 2026 (22,2%), seguito da lunedì e venerdì (19,4%).

Le denunce di infortunio
Le denunce di infortunio totali, registrate a fine febbraio 2026 sono 91.912, leggermente in aumento rispetto alle 89.556 di febbraio 2025. Il numero più elevato di denunce totali si registra nelle Attività Manifatturiere (8.980). Seguono: Sanità (4.932), Costruzioni (4.460), Trasporto e Magazzinaggio (4.346), e Commercio (4.304). A febbraio 2026 le denunce di infortunio presentate dalle lavoratrici sono 35.057 (28.122 in occasione di lavoro), mentre quelle degli uomini ammontano a 56.855 (50.124 in occasione di lavoro).

Nell’immagine di copertina: a sinistra la rilevazione del primo bimestre 2025 e a destra quella del primo bimestre 2026.

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