Grazie al progetto europeo in Antartide, sul quale lavorano 14 laboratori, si sta realizzando un archivio climatico sugli ultimi 1,2 milioni di anni
Sono 14 i laboratori europei che stanno lavorando al progetto Beyond EPICA – Oldest Ice, compiendo un’impresa scientifica senza precedenti: il più completo archivio di informazioni sulla storia del clima e dell’ambiente degli ultimi 1,2 milioni di anni.
Dal ghiaccio dell’Antartide
Da una carota di ghiaccio lunga 2,8 chilometri prelevata in Antartide nell’ultima campagna del progetto, da poco conclusa, sono stati estratti frammenti di roccia e raccolti ulteriori spezzoni di carota a una profondità chiave per le ricerche. Dalle analisi in corso, sono attesi dati che ci permetteranno di capire la Transizione del Pleistocene Medio, periodo cruciale nell’evoluzione del clima terrestre. Il progetto, guidato dall’Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), è tra le imprese scientifiche più ambiziose nel campo della paleoclimatologia.
Il progetto di ricerca Beyond EPICA-Oldest Ice,
Il progetto (HTTPS://WWW.BEYONDEPICA.EU/EN/) per sei anni ha visto impegnate dodici istituzioni di ricerca di dieci Paesi europei. Nell’ultima fase, guidata dall’italiano Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISP), la collaborazione internazionale ha visto impegnato nei mesi scorsi, nel campo di Little Dome C, a 35 chilometri da Concordia, a 3.200 metri sul livello del mare, un team di 15 persone tra scienziate, scienziati e personale logistico, che ha lavorato due mesi dell’estate antartica con temperature medie di -35°C.
La spedizione attuale
I risultati raggiunti in questa ultima spedizione apriranno la strada a nuove sfide scientifiche. Per la prima volta, infatti, analizzando le informazioni racchiuse in una carota di ghiaccio, gli scienziati otterranno una registrazione continua del clima del nostro pianeta fino a 1,2 milioni di anni fa, e probabilmente anche più indietro nel tempo.
Ricercatori al lavoro
Sono stati estratti frammenti di roccia sepolta da milioni di anni e deviato il foro di perforazione sotto la calotta antartica. Mentre le ultime sezioni di campioni di ghiaccio prelevate sono appena giunte in Europa a bordo della nave rompighiaccio italiana Laura Bassi, in quattordici laboratori di dieci Paesi, ricercatrici e ricercatori sono già al lavoro per analizzare le informazioni “registrate” nelle carote di ghiaccio dell’Antartide arrivate precedentemente.
Il procedimento
Nel corso di questa ultima campagna, il team di ricerca ha raccolto frammenti del substrato roccioso coperto dai ghiacci che sarà analizzato per capire quando è estato esposto per l’ultima volta alla luce. Il risultato servirà a stabilire con precisione l’età della calotta glaciale. Altra fase fondamentale della campagna è stata la realizzazione, tecnicamente molto complessa, di una deviazione del foro principale di perforazione. Grazie a questa operazione, avvenuta a oltre due chilometri di profondità nella calotta glaciale, sarà possibile in futuro “raddoppiare” i campioni presumibilmente riferibili alla Transizione del Pleistocene Medio.
La Transizione
Così definita, la transizione del Pleistocene Medio è un momento importantissimo della nostra storia geologica e ambientale, perché è quello in cui l’alternanza tra periodi glaciali e interglaciali ha subìto un drastico cambio di frequenza, da 40mila a 100mila anni. Le ragioni di questa transizione sono ancora oggetto di studio nella comunità scientifica e i dati di Beyond EPICA potrebbero rivoluzionare la nostra comprensione della storia del pianeta, aprendo la strada a scoperte inedite sul funzionamento del sistema climatico.
Le sfide affrontate
“Avevamo di fronte sfide tecnologiche e ingegneristiche senza precedenti nella glaciologia antartica, il successo era tutt’altro che scontato” spiega Carlo Barbante, professore ordinario all’Università Ca’ Foscari Venezia, associato a CNR-ISP e coordinatore di Beyond EPICA – Oldest Ice. “Grazie alla competenza e alla tenacia del team a Little Dome C, con il supporto del personale alla stazione Concordia e, da remoto, dei principali centri europei dedicati alla glaciologia, siamo riusciti a raggiungere un risultato storico: consentire alla scienza di sfogliare il libro di storia più antico, ovvero analizzare il ghiaccio formatosi negli ultimi 1,2 milioni di anni”.
I laboratori al lavoro
Stanno lavorando sui campioni prelevati in Antartide i seguenti laboratori europei:
- Istituto di Scienze Polari del Cnr (CNR-ISP): analisi delle impurità (alogeni)
- Università Ca’ Foscari Venezia (UNIVE): analisi isotopiche del ghiaccio
- Università degli Studi di Milano-Bicocca (UNIMIB): analisi delle impurità (polveri)
- Università di Firenze (UNIFI): analisi delle impurità
- Laboratoire des Sciences du Climat et de l’Environnement (LSCE) di Parigi-Saclay (CEA, CNRS, UVSQ, UPS): analisi isotopiche del ghiaccio e nelle bolle d’aria
- Institut des Géosciences de l’Environnement (IGE) di Grenoble (UGA): analisi modellistica per la datazione
- Università di Berna (UBERN): analisi dei gas e impurità
- Università di Bergen (UiB/Norwegian Polar Institute (NPI): analisi isotopiche del ghiaccio
- British Antarctic Survey (BAS): analisi delle impurità, analisi isotopiche del ghiaccio
- Università di Copenaghen (UCPH): analisi del ghiaccio basale, studi sui cristalli di ghiaccio, analisi dei gas, analisi isotopiche del ghiaccio
- Alfred-Wegener Institute (AWI): processamento delle carote, analisi isotopiche del ghiaccio e delle impurità
- Università libera di Bruxelles (ULB): analisi del ghiaccio basale.
- Università di Stoccolma (SU): analisi isotopica delle impurità
- Università di Utrecht (UU): isotopi “clumped”, modellazione della Transizione del Pleistocene Medio
Il team scientifico
I partecipanti alla campagna 2025/2026 in Antartide sono stati: Barbara Seth (Università di Berna, CH); Henrique Traeger (Università di Berna-CH); Matthias Hüther (Awi-DE); Johannes Lemburg (Awi-DE); Gunther Lawer (Awi-DE); Katrin Ederer (Awi-DE); Mohammad Vafadarmianvelayat (Awi-DE); Iben Koldtoft (Università di Copenhagen, DK). Marion Lahuec (Ipev, FR); Philippe Possenti (Cnrs-FR); Gianluca Bianchi Fasani (ENEA, IT); Vincenzo Genovese (ENEA, IT), Sergio Zannini (ENEA, IT); Carlo Barbante (Università Ca’ Foscari/CNR-ISP, IT), Chiara Venier (CNR-ISP, IT).
I finanziatori
Il progetto Beyond EPICA (European Project for Ice Coring in Antarctica) – Oldest Ice è stato finanziato dalla Commissione Europea e sostenuto da partner nazionali e agenzie di finanziamento in Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Svezia, Svizzera, Paesi Bassi e Regno Unito. Per l’Italia, oltre al CNR e all’Università Ca’ Foscari Venezia, ha partecipato l’ENEA, responsabile, insieme all’Istituto polare francese (IPEV), della gestione logistica.
Le sinergie
Le attività di Beyond EPICA – Oldest Ice beneficiano della sinergia con le ricerche condotte nell’ambito del PNRA, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e gestito dal CNR per il coordinamento scientifico, dall’ENEA per la pianificazione logistica e l’organizzazione delle attività nelle basi antartiche e dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS per la gestione tecnico-scientifica della rompighiaccio Laura Bassi.
Credits per le foto pubblicate in questo articolo, gentilmente concesse dall’ufficio stampa del CNR: C. Barbante©PNRA/IPEV – Season 2025-2026
