Le aziende sperimentano l’intelligenza artificiale con l’AI Act, ma la diffusione su larga scala procede ancora lentamente
L’intelligenza artificiale sta modificando in profondità il modo in cui le imprese organizzano i processi, per questo serviva un AI Act. La recente survey dedicata all’utilizzo dell’AI nel settore della grande distribuzione organizzata, realizzata grazie alla collaborazione tra Aton, GTN, E.N.I.A. Fondazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale e Fòrema, evidenzia infatti un panorama in forte evoluzione. Lo studio mostra come il 68% delle aziende coinvolte stia già sperimentando soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, segnale evidente di un crescente interesse verso tecnologie considerate ormai strategiche per il futuro.
Le imprese riconoscono che l’AI può migliorare l’efficienza operativa e, allo stesso tempo, aumentare la competitività sul mercato. Molte organizzazioni stanno investendo nella raccolta e nell’analisi dei dati perché comprendono che le informazioni rappresentano una risorsa fondamentale per ottenere risultati concreti. Inoltre, l’automazione di numerose attività consente di ridurre i tempi di lavoro e di ottimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili.
La sfida del passaggio alla fase industriale
Nonostante l’elevato numero di sperimentazioni, la ricerca mette in evidenza una criticità significativa. Soltanto una azienda su settanta è riuscita a portare i progetti di intelligenza artificiale alla fase di scaling industriale. Questo dato dimostra che esiste ancora una distanza importante tra la fase di test e quella di applicazione diffusa all’interno delle organizzazioni.
Le imprese incontrano diversi ostacoli durante questo percorso. In molti casi mancano competenze specialistiche adeguate e, contemporaneamente, risulta complesso integrare le nuove tecnologie con i sistemi informatici già esistenti. Inoltre, gli investimenti necessari per sviluppare progetti avanzati possono rappresentare una barriera soprattutto per le realtà di dimensioni più contenute.
Un ulteriore elemento di attenzione riguarda la qualità dei dati. Senza informazioni affidabili e ben strutturate diventa difficile ottenere risultati realmente efficaci. Per questo motivo numerose aziende stanno rafforzando le attività di governance e di gestione delle informazioni.
L’impatto dell’AI Act sulle imprese
L’entrata in vigore dell’AI Act europeo rappresenta un passaggio fondamentale per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale nel continente. Il regolamento punta infatti a garantire trasparenza, sicurezza e tutela dei diritti dei cittadini, creando un quadro normativo comune per tutti gli Stati membri.
Le aziende stanno osservando con attenzione questa evoluzione normativa perché saranno chiamate ad adeguare processi e strumenti alle nuove disposizioni. Tuttavia, il regolamento viene considerato anche un’opportunità. Regole chiare possono infatti aumentare la fiducia nei confronti delle tecnologie intelligenti e favorire una diffusione più ampia delle applicazioni innovative.
Le prospettive per il futuro
Le evidenze della survey confermano che l’intelligenza artificiale non rappresenta più una semplice tendenza tecnologica. Le imprese stanno investendo in progetti concreti e, nel frattempo, cercano di comprendere come trasformare le sperimentazioni in vantaggi competitivi duraturi. La crescita delle competenze, l’adozione di strategie mirate e la definizione di un quadro normativo stabile potranno contribuire a rendere l’AI uno strumento sempre più centrale nello sviluppo economico e industriale dei prossimi anni.
