La collaborazione scientifica tra CREA e FAO si rafforza con nuovi obiettivi dedicati alla sostenibilità e alla sicurezza alimentare
Il recente incontro tra il Presidente del CREA, Andrea Rocchi, e il Chief Scientist della FAO, Charles Spillane, ha rappresentato un momento importante per consolidare una collaborazione che negli anni ha prodotto risultati significativi nel settore agroalimentare. L’appuntamento si è svolto a Roma e ha consentito di analizzare i progetti già realizzati, favorendo inoltre l’individuazione di nuove opportunità di lavoro condiviso.
Secondo quanto evidenziato dal Presidente Rocchi, la cooperazione tra le due istituzioni assume un valore ancora più rilevante nell’anno in cui la FAO celebra il proprio ottantesimo anniversario. Tale ricorrenza offre infatti l’occasione per riflettere sul ruolo della ricerca scientifica nella costruzione di sistemi alimentari più efficienti e sostenibili.

I temi della cooperazione
La collaborazione tra il CREA e la FAO interessa numerosi ambiti strategici. Tra questi figurano la sostenibilità ambientale, il contrasto ai cambiamenti climatici e la promozione dell’innovazione tecnologica. Allo stesso tempo, una particolare attenzione viene riservata alla transizione digitale dell’agricoltura, considerata uno strumento essenziale per migliorare la produttività e ridurre gli impatti ambientali.
Anche la qualità degli alimenti e la sicurezza nutrizionale rappresentano settori centrali dell’impegno comune. Inoltre, le due organizzazioni lavorano per ridurre le perdite e gli sprechi alimentari lungo l’intera filiera produttiva.
Le prospettive future
Guardando al futuro, il CREA e la FAO intendono rafforzare ulteriormente le attività dedicate ai piccoli produttori agricoli e alla cooperazione internazionale. Questi interventi risultano fondamentali perché contribuiscono allo sviluppo delle comunità rurali e al miglioramento delle condizioni economiche di molte aree del mondo.
La sinergia tra ricerca scientifica e politiche alimentari continuerà pertanto a svolgere un ruolo decisivo. Grazie a questa collaborazione, infatti, sarà possibile sostenere modelli agroalimentari sempre più inclusivi, innovativi e capaci di rispondere alle sfide globali dei prossimi anni.