78 giri e 33 giri in gommalacca, rarità da ascoltare, i dischi antichi per collezionisti e studiosi di storia della musica
I 78 giri in gommalacca rappresentano una delle prime forme di diffusione della musica registrata e costituiscono oggi una preziosa testimonianza della storia del suono. Accanto ad essi – rarissimi e ricercati – i 33 giri di gommalacca, prima sperimentazione dei dischi a 33 giri che poi si sarebbero fatti in vinile.
La gommalacca
La gommalacca è una resina naturale ottenuta dalla secrezione di un piccolo insetto, il Kerria lacca, che vive principalmente in India e nel Sud-est asiatico. Dopo essere stata raccolta e lavorata, questa sostanza viene utilizzata da secoli per numerose applicazioni, tra cui vernici, lucidature per mobili, finiture artistiche e, fino alla metà del Novecento, per la produzione dei dischi fonografici.
I dischi in gommalacca
Prima dell’avvento del vinile, tra la fine dell’Ottocento e gli anni Cinquanta del Novecento, la maggior parte delle registrazioni musicali veniva pubblicata su questi dischi, realizzati principalmente con questa resina naturale molto più fragile e pesante rispetto al vinile moderno. I dischi erano realizzati in una miscela composta da gommalacca, polveri minerali e altri materiali che conferivano al supporto la necessaria rigidità. Questa composizione rendeva i dischi molto robusti all’usura dell’ascolto, ma anche particolarmente fragili agli urti e alle cadute.
Dalla gommalacca al vinile
Il nome 78 giri deriva dalla velocità di rotazione del disco, pari a circa 78 giri al minuto. Questi supporti avevano una capacità limitata: ogni facciata poteva contenere generalmente soltanto tre o quattro minuti di musica. Per questo i produttori cercavano di aumentare la durata della registrazione. Riducendo la velocità di rotazione e modificando la larghezza dei solchi, era possibile registrare più musica su ogni facciata. Alcune case discografiche sperimentarono quindi dischi a 33 giri destinati soprattutto a uso professionale, radiofonico o a particolari sistemi di riproduzione.
L’arrivo del vinile
La vera diffusione del 33 giri arrivò soltanto nel 1948, quando la Columbia Records introdusse il disco Long Playing (LP) in vinile. Il nuovo materiale plastico era molto più leggero, flessibile e resistente della gommalacca e consentiva la realizzazione di solchi più fini (microgroove), capaci di contenere fino a 20-25 minuti di musica per facciata. Da quel momento il 33 giri divenne sinonimo di LP in vinile e sostituì progressivamente i vecchi 78 giri.
La datazione storica
Disco tradizionale pre-1950 Gommalacca 78 giri/min
Alcuni formati sperimentali Gommalacca 33⅓ giri/min
LP moderno (dal 1948) Vinile 33⅓ giri/min
Il collezionismo
La rarità dei dischi in gommalacca è legata a diversi fattori. Innanzitutto, la fragilità del materiale ha causato la perdita di un enorme numero di esemplari nel corso dei decenni: bastava una caduta per spezzare un disco. Inoltre, molti 78 giri furono eliminati quando il mercato passò al vinile, perché considerati ormai obsoleti. Di conseguenza, le copie sopravvissute in buono stato sono oggi molto meno numerose rispetto alla produzione originaria.
Il valore economico dei 78 giri
Per quanto riguarda il valore economico dei 78 giri in gommalacca, è importante distinguere tra interesse storico e valore commerciale. Non tutti i 78 giri hanno grande valore ma alcuni esemplari possono raggiungere quotazioni significative quando presentano caratteristiche particolari, come una tiratura ridotta, la presenza di artisti celebri, registrazioni rare, etichette storiche o uno stato di conservazione eccellente. In questi casi, il mercato del collezionismo può attribuire loro un valore anche molto elevato.
La particolare rarità dei 33 giri in gommalacca
Quando si parla di gommalacca, la maggior parte delle persone pensa automaticamente ai 78 giri, perché furono il formato dominante dalla fine dell’Ottocento fino agli anni Cinquanta. Tuttavia, negli anni precedenti all’affermazione del vinile esistettero anche alcuni dischi in gommalacca che ruotavano a velocità diverse, tra cui i 33⅓ giri. Alcuni collezionisti considerano i 33⅓ giri in gommalacca particolarmente interessanti proprio perché rappresentano una fase di transizione tecnologica tra il mondo dei vecchi dischi acustici e quello dei moderni LP in vinile. Essendo stati prodotti in quantità molto inferiori rispetto ai normali 78 giri, oggi risultano molto rari.
Il metodo di ascolto
I giradischi che esistevano prima del passaggio ai CD avevano tutti tre opzioni di giro: a 45, a 33 e a 78 giri. In realtà però non è solo il conteggio dei giri a fare la differenza. Conta anche l’ascolto sonoro e l’apparecchiatura adatta. I collezionisti ricercano puntine adatte all’ascolto dei dischi in gomma lacca poiché se ben conservati hanno una dinamica notevole; i solchi sono più larghi e profondi; le registrazioni dell’epoca erano spesso realizzate con pochi microfoni e poca elaborazione. Il risultato può sembrare più “vivo” e naturale, anche se il supporto è più rumoroso.
Storia della musica
I dischi a 78 giri (e ancor di più i 33 giri in gommalacca) sono oggetti ricercati da appassionati, studiosi e collezionisti della musica d’epoca proprio perché permettono di ascoltare le registrazioni nel formato originale per cui furono concepite e offrono un contatto diretto con la cultura musicale del passato. Ogni disco racconta una storia: quella dell’artista, della tecnologia che lo ha prodotto e del periodo storico in cui è stato inciso. Per questo motivo, i dischi in gommalacca non sono soltanto vecchi supporti musicali, ma autentici documenti storici che conservano la memoria sonora di un’epoca.
Il fascino storico
Il fascino di questi dischi risiede sia nella rarità materiale sia nel valore culturale e testimoniale che continuano a rappresentare ancora oggi. Rispetto ai successivi dischi in vinile, quelli in gommalacca risultano più pesanti, più spessi e caratterizzati da una superficie meno silenziosa, con un tipico fruscio di fondo che oggi molti appassionati considerano parte del loro fascino storico. Proprio per la delicatezza del materiale, numerosi esemplari sono andati distrutti nel corso degli anni, contribuendo alla rarità delle copie giunte fino a noi in buono stato di conservazione.
Il patrimonio sonoro del Novecento
Oggi la gommalacca rappresenta un elemento distintivo che permette di riconoscere immediatamente questi antichi supporti sonori, simbolo di un’epoca pionieristica della registrazione musicale e della diffusione della musica nelle case di milioni di persone. Il vero valore dei 78 giri non risiede soltanto nella loro quotazione economica: si tratta di documenti sonori unici, capaci di restituire le voci, le interpretazioni e l’atmosfera culturale di un’epoca lontana. Per questo sono ricercati non solo dai collezionisti ma anche dagli appassionati di storia della musica, come testimonianze del patrimonio sonoro del Novecento.
Gli artisti
Bisogna infine considerare il valore degli artisti. Molti appassionati amano i dischi in gommalacca perché contengono le prime incisioni originali degli artisti; master registrati prima di successive copie, rimasterizzazioni e manipolazioni; interpretazioni storiche che non esistono in altre versioni.
Un 78 giri originale di Glenn Miller, Louis Armstrong o Caruso può restituire una sensazione di immediatezza e presenza sorprendente, soprattutto se ascoltato con apparecchiature adatte.
Dischi antichi per collezionisti
I dischi in gommalacca per collezionisti, studiosi e appassionati della storia della musica non sono in vendita nei negozi di dischi usati. Questo perché sono particolarmente fragili e non hanno il mercato dei dischi in vinile, più “popolare”. Per vendere questi dischi bisogna trovare una via diversa, mettendo un annuncio specifico. Noi qui proviamo a metterne uno per una nostra lettrice che ne vende alcuni piuttosto rari e ricercati (perfino qualche 33 giri in gommalacca)
Dischi in gommalacca in vedita
Lotto di 78 giri originali anni ’40-’50 in gommalacca – jazz, swing, mambo e canzone italiana. Vendo raccolta di dischi originali dell’epoca in buone condizioni. Il lotto comprende titoli di Louis Armstrong, Glenn Miller, Tommy Dorsey, Lionel Hampton, Renato Carosone, Xavier Cugat, Nilla Pizzi, Renato Rascel e altri artisti storici. Presenti etichette DECCA, PATHÉ, La Voce del Padrone, Columbia, Cetra, Odeon e Fonit. Vendita in blocco a 500 euro. Consegna a mano compresa se nel Lazio o nel centro Italia.
Elenco dischi in gommalacca in vendita
SEZIONE 1: Jazz, Swing e Rock’n’Roll
- Louis Armstrong / Jelly Roll Morton – Sugar foot stomp / King porter stomp (DECCA NY n. 6).
- Renato Carosone – Carosello Carosone n. 4 (8 tracce) (PATHÉ n. 3).
- Renato Carosone – Carosello Carosone n. 5 (8 tracce) (PATHÉ n. 4).
- Lionel Hampton Orchestra – Chicken Shack Boogie / Benson’s Boogie (DECCA NY n. 3).
- Bill Haley – Rock a Beating Boogie / Burn that candle (FONIT n. 2).
- Glenn Miller – In the mood / Out of space (LA VOCE DEL PADRONE n. 2) – stampa del 1945.
- Nat “King” Cole – That’s my girl / Too young (CAPITOL/CETRA n. 2).
- Lionel Hampton – Hamp’s boogie woogie (8 tracce) (FONIT n. 5).
- Tommy Dorsey – I’m getting sentimental of you / Song of India (LA VOCE DEL PADRONE n. 3).
SEZIONE 2: Cool Jazz, Rhythm & Latini
- Renato Carosone – Darktown Strutter’s Ball / Original Charleston (PATHÉ n. 1).
- Renato Carosone – Colonel Bogey / Allegro motivetto (PATHÉ n. 2).
- Renato Carosone – Te voglio bene / T’aspetto e nove (PATHÉ n. 5).
- Edmundo Ros (Tutta la serie DECCA NY) – Mambo with Ros, Cuanto le gusta, El toreador.
- Franco e i G5 (COLUMBIA n. 2 e n. 5) – Fondamentali per il genere Mambo/Samba in Italia.
- Xavier Cugat – Copacabana / Lonely rancho (COLUMBIA n. 3) – Il “Re del Mambo”.
- Harry James (Serie PARLOPHON e COLUMBIA) – The flight of the bumble bee, La Paloma.
SEZIONE 3: Colonne Sonore e Grandi Voci Americane
(Dischi legati al cinema dell’epoca).
- Fred Astaire & Red Skelton – Nevertheless / Who’s sorry now (MGM n. 2) – Dal film “3 Little Words”.
- Bing Crosby – Long ago / Is you is or is you aint (DECCA NY n. 8).
- Doris Day & Harry James – Do do do / Would I love you (COLUMBIA n. 7).
- Anton Karas (Cafe Vienna Quartet) – Il terzo uomo (COLUMBIA n. 4).
- Flo Sandon’s – Bongo Bongo Bongo / Come out come out (TELEFUNKEN) – Dal film “Hotel Mocambo”.
- Gino Conte Orchestra – Moulin Rouge / Dans une petite rue de Paris (VIS RADIO).
SEZIONE 4: Canzone Italiana e Classici
- Renato Rascel – Arrivederci Roma / Sole de Roma (ODEON n. 2).
- Nilla Pizzi & Angelini – Rumba Azul / Harlem Notturno (LA VOCE DEL PADRONE n. 1).
- Nilla Pizzi & Duo Fasano – Chiquita Bacana / Me voy pa’l pueblo (CETRA n. 1).
- Luciano Tajoli – L’amore sotto la luna / Stornellata romana (ODEON n. 1).
- Giacomo Rondinella – Come le rose / Surriento de ‘nnammurate (FONIT n. 1).
Gli interessati possono inviare un’email direttamente alla nostra redazione: redazione@donnainaffari.it.

