Una nuova Agenda toscana per il lavoro: 25 milioni per giovani, competenze e ricollocazioni, un patto condiviso con le parti sociali
La nuova Agenda Toscana Lavoro per sostenere le politiche per l’occupazione, lo sviluppo con un piano di interventi per i prossimi anni.
L’Agenda Toscana Lavoro 2030
È un nuovo Patto che implementa e aggiorna quello sottoscritto cinque anni fa, aprendo una nuova fase di azioni regionali dopo la conclusione di Gol, il programma di riforma delle politiche attive previsto dal PNRR con cui la Toscana si è resa protagonista come la Regione più performante d’Italia per tasso di occupazione.
Le 6 direttrici
L’Agenda Toscana Lavoro punta a raggiungere circa 10.000 beneficiari e avrà un budget di 25 milioni di euro che verrà impiegato in 6 ambiti: formazione dei giovani, competenze, contrasto al mismatch, conciliazione vita-lavoro, creazione di impresa, potenziamento della capacità di intervenire nelle crisi.
Nuove azioni
“Nuove azioni con una dimensione regionale costruite sulla base delle richieste formative e occupazionali espresse localmente”, spiega l’assessore al lavoro Lenzi, facendo notare che “l’infrastruttura delle politiche attive cresciuta con Gol sarà la base del nuovo pilastro rendendolo più stabile, mirato e vicino alle trasformazioni dell’economia”.
Lavoro e imprenditorialità
“Vogliamo costruire passaggi reali, non limitarci a finanziare corsi o bandi” sottolinea il presidente della Regione Toscana Giani. “La nuova agenda è il primo capitolo a cui si affiancano l’insieme di iniziative a supporto delle imprese e l’idea di una legge, che vogliamo elaborare confrontandoci con il sindacato, per disciplinare la fase dell’intervento delle istituzioni pubbliche nella rigenerazione delle imprese in crisi”.
Il Patto per il Lavoro
La definizione di dettaglio della strategia dell’Agenda Toscana Lavoro 2030 emergerà attraverso un processo di confronto con i territori toscani. In ciascuna provincia toscana sarà infatti costituita una Rete provinciale per l’occupazione che promuoverà un Tavolo delle Politiche Attive, coinvolgendo il settore regionale formazione, ARTI, organizzazioni sindacali e associazioni di categoria. “Un progetto” osserva il presidente Giani “pensato per mettere in comunicazione la reale domanda di lavoro delle imprese con le persone in cerca di occupazione, valorizzando specificità economiche e produttive di ogni territorio e costruendo risposte mirate alle diverse esigenze provinciali”.
Dall’abbandono scolastico a una qualifica professionale
La programmazione stanzia 4 milioni di euro per i percorsi IeFP (stima circa 500 beneficiari). Il rafforzamento dell’Istruzione e formazione professionale punta a evitare che un ragazzo che ha interrotto gli studi resti ai margini. Il Patto intende migliorare l’offerta di una seconda opportunità educativa, contrastare la dispersione e, nello stesso tempo, rispondere alle imprese che non trovano figure tecniche e professionali.
Dalla condizione di Neet all’ingresso nel lavoro
Sono 4,3 i milioni di euro dedicati al consolidamento del metodo già sperimentato con “Talenti in Azione”, avviso rivolto a giovani 18-34 anni disoccupati o inattivi (Neet). I progetti, attraverso cui si stima il coinvolgimento di circa 2.500 giovani, continueranno ad essere sostenuti solo se nasceranno da una rete territoriale composta almeno da un organismo formativo accreditato, un ente locale, un’impresa e un soggetto del terzo settore o del mondo artistico, culturale o sportivo.
Dall’idea al lavoro autonomo
Lezioni collettive e consulenze individuali per chi, disoccupato, ha un’idea imprenditoriale ma è privo di strumenti per trasformarla in un’attività sostenibile: dalla definizione dell’idea alla costruzione del piano di fattibilità, dalla stesura del business plan alla gestione delle criticità della fase di avvio. La misura è rivolta anche a chi intende acquisire un’azienda già esistente, contribuendo così al passaggio generazionale e alla continuità di attività artigiane e commerciali. Stanziati 3,8 milioni di euro per circa 1600 beneficiari.
Voucher individuali per disoccupati e percorsi formativi brevi
Sono circa 7 i milioni di euro per 2.000 beneficiari destinati ai voucher finalizzati, prima di una assunzione, ad una formazione breve e mirata per rispondere rapidamente alle manifestazioni di interesse presentate dalle imprese presso i Centri per l’Impiego. L’obiettivo è accrescere le competenze e facilitare l’incontro tra domanda e offerta in un’ottica di flessibilità e personalizzazione dei percorsi. I potenziali destinatari dei voucher trovano la consulenza degli operatori dei CPI, che procedono poi ad una selezione. L’offerta formativa è garantita da un apposito Catalogo di percorsi, aggiornato periodicamente.
Voucher di conciliazione
Contributi individuali a favore di persone disoccupate inserite in percorsi di ingresso o reinserimento lavorativo, per sostenere spese legate alla conciliazione vita-lavoro e alla mobilità geografica (servizi di cura per figli minori; assistenza a familiari non autosufficienti o con disabilità; spese di trasporto o mobilità per partecipare a percorsi formativi, colloqui, tirocini o altre attività di politica attiva; eventuali supporti collegati ad accomodamenti ragionevoli per persone con disabilità). Risorse stanziate: 500.000 euro per circa 400 beneficiari.
Dalla crisi aziendale a un nuovo investimento
In caso di crisi aziendali, la nuova programmazione destina alla ricollocazione dei lavoratori oltre 5,4 milioni di euro (per circa 3000 beneficiari), per intervenire prima che competenze e professionalità vadano disperse. Lo strumento sarà quello dei voucher aziendali, per un massimo di 3.000 euro per lavoratrice o lavoratore, a sostegno della formazione necessaria a nuove assunzioni collegate a insediamenti, espansioni o riconversioni produttive. Previste anche risposte a fabbisogni concreti: dalle abilitazioni professionali e dalle patenti superiori alla B, ai corsi di italiano per lavoratori stranieri, fino alle competenze sull’intelligenza artificiale e al supporto al passaggio generazionale.