Lavoro Mestieri e professioni

Contratti medici di famiglia nelle case di comunità

Ok definitivo sull’accordo collettivo nazionale per i medici di famiglia, di medicina generale, per il lavoro nelle case di comunità

Con una riunione straordinaria della Conferenza Stato-Regioni è arrivato l’ok definitivo sull’Accordo Collettivo Nazionale per i medici di medicina generale finalizzato al funzionamento operativo delle Case di Comunità.

Ora l’accordo è operativo
Grazie all’intesa raggiunta a fine giugno e al parere positivo della Corte dei Conti, si è completato l’iter procedurale che permette all’Accordo di diventare pienamente operativo nel rispetto dei tempi previsti dal PNRR. Dopo serrate interlocuzioni tra Governo, Regioni e organizzazioni sindacali, il testo era stato sottoscritto nella serata di martedì 23 giugno da SISAC, la Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati che rappresenta le Regioni, e dai sindacati FIMMG e FMT.

Il lavoro dei medici di famiglia nelle Case di Comunità
L’Accordo raggiunto consente di assicurare alle Case di Comunità la presenza di professionisti essenziali per la cura e la gestione dei pazienti, secondo un modello di assistenza più vicino alle persone. Per garantire la continuità dell’attività, sarà compito della singola Azienda sanitaria definire il fabbisogno orario della struttura, dopo aver impiegato il personale già assegnato ad attività orarie e consultato il referente dell’AFT (Aggregazione Funzionale Territoriale), ove presente, e quindi di distribuire le ore residue tra i medici operanti nel territorio della Casa della Comunità.

I contenuti del contratto
L’accordo prevede l’obbligo per i medici di medicina generale (cd medici di famiglia) di svolgere nelle Case di Comunità fino a 6 ore settimanali per 48 settimane annue, nella fascia oraria tra le 8 e le 20, con turni di almeno 3 ore continuative. Per ciascuna ora di attività il compenso sarà di 38,72 euro, oltre oneri, secondo un principio di tariffazione unica valido su tutto il territorio nazionale, che evita la frammentazione in venti sistemi regionali diversi.

In conclusione
L’Accordo raggiunto consente di assicurare alle Case di Comunità la presenza di professionisti essenziali per la cura e la gestione dei pazienti, secondo un modello di assistenza più vicino alle persone.

 

L’immagine di copertina è stata realizzata con il supporto dell’IA su nostre indicazioni.

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