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Il network marketing femminile in Italia

Una professione che sta prendendo sempre più piede in Italia, soprattutto tra le donne: è il network marketing, spesso legato a grandi marchi internazionali

Il network marketing è un modello di distribuzione commerciale e vendita diretta molto particolare: l’azienda produttrice invece di distribuire ai dettaglianti vende direttamente ai clienti, i quali possono decidere di “avviare l’attività” in proprio sia vendendo direttamente i prodotti ai propri conoscenti sia “reclutando” altre persone tra i propri conoscenti che facciano la stessa cosa.

La struttura gerarchica
Con questo metodo si viene a creare una struttura – perfettamente lecita e legale – che un tempo veniva definita erroneamente piramidale o multilivello, gerarchica. In pratica ogni persona guadagna, oltre a quanto ricava dalla propria vendita diretta, una percentuale estrapolata dai guadagni della propria rete di incaricati, il network appunto. Questo significa che oltre alla percentuale diretta sulle proprie vendite personali a parenti e amici, l’affiliata guadagna una provvigione su quanto ricava la persona da lei instradata e formata per questa stessa attività.

Il network marketing in Italia
Le più grandi realtà di network marketing in Italia provengono dall’estero, si tratta soprattutto di colossi multinazionali oltre ad alcune importanti eccellenze 100% italiane. I giganti internazionali leader di mercato in Italia sono capitanati dall’Amway, marchio storico globale con un catalogo vastissimo (prodotti per la pulizia della casa e l’igiene personale, integratori alimentari, prodotti per il trucco, pentole, ecc.). Un altro marchio molto popolare è Herbalife nutrition (integratori alimentari, prodotti per il controllo del peso, ecc.), affiancato da Vorwerk (Bimbi e Folletto). Senza dimenticare la Avon, con i suoi cosmetici e prodotti di bellezza.

I marchi italiani
Meno note a livello popolare ma in forte ascesa ci sono le aziende create in Italia che stanno realizzando reti commerciali multimilionarie basate sul network marketing. Citiamone alcune: Evergreen Life Products in primis, poiché è considerata una delle più grandi aziende di network marketing interamente italiane. Ha brevettato in particolare un infuso di foglie d’olivo (Olivum®) con cui fa integratori e prodotti per il corpo. Un altro marchio in forte ascesa è Chogan Group, azienda pugliese di profumi, cosmetici e prodotti per la casa. Altra realtà italiana multisettore (dalla cura della casa a quella della persona) è rappresentata da Sorgenta. E poi abbiamo NWG Italia, un marchio molto particolare poiché applica il network marketing alla vendita di servizi e prodotti legati alla sostenibilità ambientale (impianti fotovoltaici, sistemi di efficientamento energetico, ecc.).

La regolamentazione in Italia
Non esiste una legge che citi letteralmente il termine network marketing, ma il settore è ufficialmente regolamentato e tutelato dalla Legge n. 173 del 17 agosto 2005, che disciplina la vendita diretta a domicilio e vieta esplicitamente le strutture piramidali e i giochi a catena, ovvero sistemi in cui il guadagno è legato unicamente al reclutamento di nuove persone e non alla vendita di prodotti o servizi reali. Inoltre, la quasi totalità dei marchi leader del settore in Italia fa parte di Avedisco (Associazione vendite dirette servizio consumatori), l’organismo nazionale che tutela la legalità e la correttezza del settore nel nostro Paese.

Una professione scelta dalle donne
I dati statistici ufficiali delle associazioni nazionali di categoria della vendita diretta confermano che le donne costituiscono l’assoluto motore trainante del network marketing in Italia, con una quota compresa tra il 70% e il 90% del totale degli operatori attivi. Nelle indagini campionarie svolte in collaborazione con Confcommercio, emergono motivazioni sociologiche ed economiche molto chiare: la motivazione principale è la flessibilità degli orari (si è completamente autonome) e di conseguenza la conciliazione tra tempi di lavoro e vita privata. Il secondo motivo è l’emancipazione, con l’empowerment economico femminile. Questo modello offre un’importante opportunità di riscatto sociale e indipendenza finanziaria, riducendo le disuguaglianze di genere. Inoltre, non sono richiesti capitali iniziali significativi né limiti di età (l’età media delle incaricate è leggermente sopra i 50 anni, con titoli di studio medio-alti) né esistono il famoso “soffitto di cristallo” per l’avanzamento di carriera o il divario salariale di genere (Gender Pay Gap).

I settori commerciali preferiti dal genere femminile
Le donne scelgono e operano prevalentemente in tre grandi macro-aree merceologiche del network marketing, storicamente basate sulla fiducia e sulla condivisione dell’esperienza d’uso del prodotto:

  • Cosmesi e Cura della Persona: Prodotti per il trucco, skincare, profumi e trattamenti per il corpo. È il comparto con la più alta densità storica di figure femminili (es. reti Avon, Chogan).
  • Alimentare e Nutrizionale (Wellness): Integratori alimentari, sostituti del pasto, nutrizione sportiva e prodotti per il controllo del peso (es. Herbalife, FitLine).
  • Beni per la casa e per la famiglia: Sistemi di pulizia, utensili per la cucina e piccoli elettrodomestici evoluti (es. Bimby e Folletto del gruppo Vorwerk).

Quanto si guadagna. Il fatturato
I dati aggiornati dei report istituzionali fotografano una realtà solida e multimilionaria: l’intero comparto della vendita diretta a domicilio e del network marketing genera in Italia un giro d’affari complessivo stimato intorno ai 3,2 miliardi di euro, posizionando il nostro Paese al 3° posto in Europa per volume d’affari. I dati ufficiali dell’Assemblea Univendita evidenziano che le sole aziende associate hanno registrato una crescita del 6%, portando il loro fatturato aggregato a 1,6 miliardi di euro, con una rete di incaricati composta per l’88% da donne. Nelle reti manageriali superiori, le donne raggiungono picchi del 66%. Il report ufficiale di Avedisco certifica per le proprie aziende associate un fatturato di 675 milioni di euro, generato da 279.838 incaricati alla vendita, di cui il 70,22% donna. Calcolando l’intero comparto italiano, si contano oltre 550.000 addetti attivi e la stragrande maggioranza (oltre 400.000) è di genere femminile.

Fatturato espresso in migliaia di euro degli Incaricati alle Vendite che nel 2025 operavano nelle Aziende Associate AVEDISCO per il 70,22% donne).

Il regime fiscale più agevolato d’Italia
Quello del network marketing è un mondo fiscale a parte si potrebbe dire. In Italia non esiste un regime fiscale più agevolato di quello che lo riguarda. Il sistema è stato studiato dallo Stato proprio per incentivare la micro-imprenditorialità, con zero burocrazia per chi inizia e con una tassazione fissa anche per chi fa fatturati alti. L’inquadramento fiscale per le incaricate alle vendite a domicilio e le networker è regolato dalla già citata Legge 173/2005. Vediamo nel dettaglio quali sono i vantaggi.

Tassazione agevolata ed aliquota fissa
I guadagni derivanti dal network marketing non si sommano mai agli altri redditi personali (come lo stipendio da lavoro dipendente, la pensione o i redditi da locazione). L’azienda di network marketing trattiene le tasse alla fonte e le versa direttamente allo Stato per conto della venditrice. Si applica una ritenuta d’acconto a titolo d’imposta pari al 23%, calcolata però su una base imponibile ridotta del 78% (il restante 22% viene riconosciuto dallo Stato come deduzione forfettaria per le spese di trasferta e gestione, senza necessità di presentare scontrini o fatture). Tutto ciò significa che l’impatto fiscale effettivo sul guadagno netto è solo del 17,94% (il 23% del 78%), indipendentemente da quanto si guadagna. Anche se si percepiscono provvigioni altissime, non si sale mai negli scaglioni IRPEF ordinari.

Nessun obbligo di Dichiarazione dei Redditi
Trattandosi di una “ritenuta d’acconto definitiva”, le provvigioni percepite non devono essere inserite nel Modello 730 o nel Modello Redditi (ex Unico). La venditrice riceve l’estratto conto delle provvigioni già tassate e il reddito è considerato “fiscalmente isolato”, ovvero non si cumula con altri redditi e non si rischia di perdere eventuali detrazioni familiari o di far aumentare le tasse sugli altri redditi del nucleo familiare.

I due scaglioni di guadagno e la Partita IVA
Il regime fiscale si divide in due fasi a seconda dei risultati economici raggiunti nell’anno:

  • sotto i 6.410 euro lordi (Attività Occasionale) zero burocrazia: l’attività è considerata occasionale fino a un guadagno netto di 5.000 euro (pari a 6.410 euro lordi provvigionali). In questo caso non serve aprire la Partita IVA e non si devono versare contributi previdenziali INPS. L’azienda liquida i bonus applicando solo il 17,94% di trattenuta fiscale.
  • Sopra i 6.410 euro lordi in un anno, c’è invece l’obbligo di apertura Partita IVA poiché l’attività viene considerata professionale e continuativa. Il codice ATECO relativo è quello del Commercio al dettaglio di prodotti effettuato per mezzo di incaricati alla vendita. Nonostante l’apertura della Partita IVA, si mantiene l’agevolazione della ritenuta d’acconto fissa al 17,94% e questo è un caso unico in Italia. Non si applicano le regole del regime forfettario o ordinario e non si pagano i costi fissi dei commercialisti tradizionali, poiché la contabilità resta estremamente semplificata.

La gestione della Previdenza (INPS)
Al superamento dei 6.410 euro annuali lordi (5.000 netti), scatta anche l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS. I contributi previdenziali vengono calcolati sempre sulla base imponibile del 78%. La venditrice non paga l’intera quota INPS poiché per legge, i due terzi del contributo sono a carico dell’azienda di network marketing, mentre solo un resto resta a suo carico della venditrice. Questo permette alle donne che svolgono l’attività in modo professionale di accumulare una regolare posizione pensionistica con un impatto economico ridotto.

 

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