Uno studio del CNR evidenzia i danni del caldo sulle imprese, provando che le conseguenze del cambiamento climatico non si limitano all’ambiente

Lo studio del CNR-Itiam (Istituto di Tecnologie e Intelligenza Ambientale del Consiglio Nazionale delle Ricerche), pubblicato su Business Strategy and the Environment, evidenzia che il caldo estremo colpisce anche le imprese, incidendo sempre più direttamente sul tessuto produttivo italiano.

I danni del caldo sulle imprese
I danni dunque non si limitano all’ambiente: l’aumento delle temperature influenza significativamente la sopravvivenza delle imprese italiane. Se nel dibattito internazionale ci si concentra soprattutto sugli effetti per l’ambiente e per la salute umana, il rapporto con l’economia pur essendo meno evidenziato è altrettanto rilevante.

Lo studio del CNR-Itiam
Lo studio “Do High Temperatures Affect Firm Demography? Evidence From Italy” utilizza oltre 100.000 dati relativi all’universo delle imprese italiane, raggruppate in cinque settori produttivi, nel periodo 2009-2022 combinandole con dati meteorologici ad alta risoluzione. Esso mostra che l’aumento delle temperature accresce in modo significativo la probabilità di uscita dal mercato, fornendo nuove evidenze sugli effetti economici dei cambiamenti climatici sul sistema produttivo.

Le nuove evidenze
“Le stime mostrano che ogni giornata estiva con temperature comprese tra 29 e 32 gradi centigradi è associata a un aumento di circa 0,014 punti percentuali del tasso di uscita delle imprese dal mercato rispetto a una giornata compresa tra 23 e 26 °C. Quando la temperatura raggiunge o supera i 32 °C, l’incremento sale a circa lo 0,016% per giornata” dichiara Francesco De Simone, uno dei ricercatori che ha portato avanti lo studio.

Gli effetti del caldo all’interno delle imprese
I danni del caldo sulle imprese non si limitano all’uscita dal mercato ma all’intero contesto imprenditoriale. Il concetto di uscita non va interpretato semplicemente come cessazione dell’attività produttiva, “per il territorio, tuttavia, l’effetto è analogo: si perdono capacità produttiva, occupazione, competenze, servizi e relazioni economiche costruite nel tempo”.

Oltre la cessazione d’impresa
Lo studio va oltre la semplice correlazione statistica tra temperature e cessazioni d’impresa. I modelli econometrici confrontano province, settori e anni diversi, tenendo conto delle caratteristiche strutturali dei territori, degli shock temporali comuni e di ulteriori variabili di controllo che potrebbero influenzare la dinamica.

I diversi effetti del caldo sull’impresa
“Le temperature elevate possono contribuire all’uscita di un’impresa dal mercato attraverso diversi canali, quali riduzione della produttività, aumento dei costi energetici e organizzativi, interruzioni dell’attività, minore affluenza dei clienti o salute dei dipendenti”, prosegue De Simone. Questi meccanismi saranno approfonditi in ulteriori lavori, già in fase di sviluppo.

Non tutte le imprese reagiscono allo stesso modo
Le imprese non reagiscono tutte allo stesso modo al caldo. Le più vulnerabili sono le microimprese e le ditte individuali. “Queste realtà, una componente fondamentale del sistema produttivo italiano, dispongono di minori risorse finanziarie e organizzative per misure di adattamento e risultano quindi maggiormente esposte agli effetti delle alte temperature” aggiunge il ricercatore Cnr-Itiam.

Nelle aree calde del Paese
“Gli effetti in termini di uscita dal mercato risultano concentrati nelle aree più calde del Paese, aspetto particolarmente rilevante considerato che il Mediterraneo è una delle principali aree hotspot del cambiamento climatico. Le maggiori criticità emergono nel manifatturiero, nel commercio e nei servizi, mentre il settore agricolo appare più resiliente, anche grazie alla presenza di misure di sostegno e adattamento specifiche”.

Le conclusioni
Nel periodo osservato, i giorni estivi con temperature massime superiori a 29°C in Italia sono passati da circa 42 del primo decennio a circa 60 nel 2022. “Un contesto climatico che esercita una pressione continua sul sistema produttivo. E una parte delle imprese italiane dispone ancora di limitata capacità di adattamento alle nuove condizioni. Le temperature elevate influenzano anche il sistema produttivo, modificando gradualmente geografia economica e dinamica imprenditoriale del Paese” conclude il ricercatore.

I ricercatori
Lo studio è stato realizzato da Francesco De Simone, ricercatore Cnr-Itiam, assieme a Concetta Carnevale, Danilo Drago e Francesco Trivieri dell’Università della Calabria. Esso contribuisce a evidenziare la dimensione poco conosciuta degli impatti economici del cambiamento climatico e si inserisce nella mission dell’Istituto di sviluppare conoscenze e strumenti per comprendere come le trasformazioni ambientali influenzino sistemi complessi.

 

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