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Intervista esclusiva a Crisula Stafida

Dal set di Election Day alla vita vera: l’attrice Crisula Stafida racconta la sua corsa verso il successo, vissuto con i piedi per terra

Gentilezza, determinazione e semplicità, una delle caratteristiche che considera la sua più grande forza. È questa l’immagine che emerge dall’incontro con l’attrice Crisula Stafida. Dai primi passi tra Rovereto e Roma fino ai set cinematografici, Crisula è a tutti gli effetti protagonista di un percorso costruito con tenacia e passione. In questi giorni è nelle sale con Election Day, una commedia che, attraverso la satira politica, punta soprattutto a divertire il pubblico. Accanto ad attori del calibro di Angela Finocchiaro e Giorgio Tirabasi, Crisula interpreta Sara, social media manager e consulente d’immagine alle prime armi: un personaggio spontaneo, ironico e un po’ pasticcione, capace di alleggerire anche i momenti più concitati della vicenda.

Una donna che, oltre il set, crede profondamente nella forza della perseveranza e nell’importanza di restare autentici. Un’intervista in cui ripercorre le difficoltà degli inizi, i tanti provini affrontati fino al sogno di aprire una scuola di recitazione. Chi è Crisula Stafida se non un’attrice che vive il successo con i piedi ben saldi a terra e lo sguardo sempre rivolto al prossimo obiettivo.

A chi ancora non la conosce, come si descriverebbe Crisula Stafida?
Che domanda difficile! Parlare di sé è sempre complicato, perché forse non abbiamo mai una visione completamente obiettiva di noi stessi. Direi che sono una persona gentile, sicuramente, che ama la semplicità. Nel mondo in cui viviamo, le persone gentili cercano di costruirsi una corazza, altrimenti i “pescecani” ti mangiano. È importante saper riconoscere l’anima della persona con cui essere gentile. Purtroppo, nel momento storico e sociale che stiamo vivendo, non sempre questa gentilezza può essere applicata indistintamente a tutti. È brutto da dire, ma è così. Bisogna comunque cercare di esserlo il più possibile. Ecco, mi definirei una persona semplice e gentile. Poi c’è tutto il resto.

Come si diventa Crisula Stafida?
Con la cocciutaggine. Partire da un paesino del Trentino, Rovereto, con il sogno di fare l’attrice a Roma non è stato semplice. Sono andata prima a Milano, ma gli affitti erano troppo alti. Così ho trovato casa a Piacenza, dove studiavo recitazione mentre lavoravo. Piano piano ho iniziato ad andare a Roma per sostenere i provini, facendo continuamente avanti e indietro, finché sono riuscita a trasferirmi definitivamente. Tra l’altro, sono nata proprio a Roma, ma a undici anni mi sono trasferita a Rovereto dopo la separazione dei miei genitori. Questo è il mio vissuto.

Quando ha capito che la recitazione sarebbe stata la sua strada?
È qualcosa che mi è sempre piaciuto fin da bambina. Noi non giocavamo con le bambole: io volevo fare i film con i miei amichetti. Mi dicevano che ero strana. La vera folgorazione, però, è arrivata in un villaggio vacanze dove lavoravo d’estate per guadagnare qualche soldo. Una sera dovetti sostituire un’attrice che non stava bene. Mi diedero il copione da imparare e mi buttarono sul palco. Ero terrorizzata, ma la serata andò benissimo: la gente rideva, io mi divertivo tantissimo. Mi dissi: “La vita è così corta… perché non provare a trasformare in un mestiere ciò che mi fa stare così bene?”. È stato talmente bello che ho capito che quella poteva essere la mia strada. Lì è arrivata la vera folgorazione.

C’è stato un episodio difficile che si è rivelato decisivo per la sua carriera?
Non è un mestiere semplice. All’inizio le porte in faccia sono inevitabili, ma non bisogna prenderle sul personale. Io insegno recitazione e vedo tanti ragazzi scoraggiarsi quando non vengono scelti. In realtà, a volte un regista cerca semplicemente una persona con gli occhi azzurri invece che verdi. Sono dettagli che possono fare la differenza. Quando sono arrivata a Roma ho fatto tantissimi provini: alcuni sono andati bene, altri no. La cosa importante è non perdere mai di vista il proprio obiettivo e non demordere.

Che differenza c’è tra Crisula donna e Crisula attrice?
La differenza c’è eccome. Sono diversa dai personaggi che interpreto, ed è proprio questo il bello del mio lavoro: poter vivere tante vite. Mi è capitato di interpretare personaggi molto particolari, come una donna mentalmente instabile. Fortunatamente, almeno per ora, nella vita reale sono una persona piuttosto equilibrata. E oggi non darei questa cosa per scontata. Credo dipenda anche dal fatto che amo la semplicità. Semplicità non significa banalità. Mi basta poco per essere felice: stare a casa, sistemarla, portare fuori il mio cagnolino, fermarmi a chiacchierare con il panettiere o con il parrucchiere. Per me l’importante è stare bene. Certo, lavorare è fondamentale, ma mi piace vivere una vita genuina. Infatti, frequento pochissimo il mio ambiente di lavoro. Lo conosco e, quando esco dal set, mi piace frequentare persone che fanno tutt’altro. Per me il set è come un grande gioco: vado, lavoro, gioco, poi torno a casa e la mia casa è un altro mondo.

Com’è lavorare con le donne nel mondo del cinema? C’è collaborazione o prevale la competizione?
Dipende. Ho trovato molta competizione da parte delle donne. Però ho anche notato una cosa: più ho lavorato con attrici affermate, più ho trovato generosità. Con Angela Finocchiaro mi sono trovata benissimo. Mi trovo bene con le attrici che hanno già raggiunto una loro serenità professionale. È una risposta sincera. Non mi va di dire che mi trovo bene con tutti, perché non sarebbe vero. È un ambiente molto competitivo.

Cosa c’è dietro l’angolo per Crisula Stafida?
Oltre a fare l’attrice insegno recitazione, sia ai ragazzi sia agli adulti, come acting coach. È un’attività che amo tantissimo e che si integra perfettamente con il mio lavoro. Un domani mi piacerebbe aprire una scuola di recitazione. Non so se a Roma, perché ce ne sono già moltissime, ma è sicuramente un piccolo sogno che coltivo. E naturalmente spero di continuare a lavorare in film di qualità.

 

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