Nell’ambito della cd. Riforma della Disabilità, l’Inps attiva i nuovi servizi online dedicati al Progetto di Vita, un percorso personalizzato
Nuovi servizi digitali per il percorso personalizzato che parte dai bisogni, dalle aspettative e dagli obiettivi della persona disabile, il Progetto di Vita previsto dalla Riforma della Disabilità (https://riformadisabilita.gov.it/progetto-di-vita/).
Il ruolo dell’Inps nella Riforma della Disabilità
La riforma della disabilità varata nel 2024 ha trasformato il Progetto di Vita da semplice opzione a un “diritto obbligatorio” e unificato, mettendo al centro i desideri della persona anziché la sola diagnosi medica. Con la riforma, l’INPS è diventato l’unico ente che valuta la disabilità basandosi su come la persona interagisce con l’ambiente, eliminando la vecchia burocrazia frammentata: ora basta infatti un’unica domanda digitale (tramite il portale SISDA, vedi paragrafi seguenti) per attivare contemporaneamente aiuti del Comune, cure dell’ASL e sostegni scolastici o lavorativi. Ora tutti i vecchi servizi e i bonus vengono sostituiti dal Budget di Progetto, un portafoglio virtuale unico.
Progetto di Vita
Il Progetto di Vita è oggi un “piano d’azione personalizzato e dinamico” introdotto dalla riforma della disabilità (Decreto legislativo 62/2024) per “garantire l’inclusione sociale e l’autonomia della persona con disabilità superando la vecchia logica dei sussidi a pioggia”. In pratica è uno strumento che raggruppa in un solo documento tutti i sostegni sanitari, educativi e sociali che occorrono alla persona con disabilità nelle varie fasi della sua esistenza. Ciascun avente diritto avrà così un proprio budget disponibile (un “budget di progetto” economico).
Il budget di progetto
Il “portafoglio virtuale” personalizzato raccoglie in un unico conto tutte le risorse economiche, i servizi sanitari e gli aiuti del Comune, che prima erano divisi e frammentati. Non si calcola in base a una tabella fissa o a una percentuale di invalidità, ma viene costruito su misura partendo dai bisogni reali della persona e dai suoi desideri. In pratica, gli assistenti sociali e i medici calcolano quanto costano i sostegni necessari per abbattere le barriere nella vita quotidiana di quella specifica persona disabile e uniscono i fondi pubblici disponibili per finanziare direttamente quel piano, permettendole di gestire questi soldi da sola.
Cosa finanzierà il budget
Il budget si divide in tre grandi aree di spesa:
- Abilitazione e cura
Terapie riabilitative, assistenza infermieristica, cure mediche a domicilio e supporto psicologico.
- Inclusione e socialità
Iscrizione a corsi di formazione, attività sportive, laboratori culturali, vacanze accessibili e supporti per l’inserimento lavorativo.
- Autonomia e ambiente
Acquisto di tecnologie domotiche per la casa, protesi avanzate, computer, modifiche all’auto e canoni di locazione per soluzioni di co-housing (vivere da soli o con amici).
L’unità di valutazione
L’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM) è l’équipe di professionisti che ha il compito di ascoltare la persona con disabilità, capire i suoi bisogni e costruire il suo Progetto di Vita. Si tratta di un gruppo di esperti che “studia” la persona con disabilità non solo dal punto di vista della salute. Le figure professionali che compongono l’UVM cambiano a seconda dell’età della persona. In generale si tratta di medici specialisti, psicologi o infermieri della ASL; assistenti sociali del Comune; eventuali esperti esterni (per esempio insegnanti o responsabili dell’inserimento lavorativo); la persona con disabilità e i suoi familiari.
La riunione valutativa
L’équipe si riunisce con l’interessato e svolge tre azioni principali: valuta la situazione studiando come la persona disabile si muove e vive nel suo ambiente (usa la classificazione internazionale ICF per individuare gli ostacoli da eliminare); ascolta i desideri della persona con disabilità (ad esempio se desidera studiare, lavorare, andare a vivere da sola, ecc.); scrive il Progetto di Vita stabilendo ufficialmente quali aiuti, terapie e tecnologie servono e calcolando poi il relativo Budget di Progetto. Il denaro servirà a pagare qualsiasi servizio, professionista o tecnologia che l’Unità di Valutazione abbia approvato nel Progetto di Vita.
Il case manager
Il Case Manager (o Coordinatore dei sostegni) è la figura professionale che, a scelta dell’interessato, può accompagnare la persona con disabilità e la sua famiglia in ogni fase del Progetto di Vita, fungendo da punto di riferimento unico. La figura del Case Manager non è obbligatoria, ma è un diritto a disposizione della persona con disabilità. La legge stabilisce che l’Unità di Valutazione Multidimensionale deve proporre questa figura come supporto per semplificare la gestione del Progetto di Vita, ma l’interessato può rifiutare la nomina e scegliere di coordinare autonomamente i propri servizi e il Budget di Progetto. Il Case Manager è un servizio totalmente gratuito poichè a carico delle istituzioni pubbliche (ASL e Comuni).
La sperimentazione
La Riforma della Disabilità prevede un percorso a tappe, ovvero una sperimentazione che parte in alcune città e via vai si allarga alle altre. Per quanto riguarda il Progetto di Vita (insieme alla Valutazione Multidimensionale e al Budget di Progetto che servono a costruirlo) parte solo in alcune città per evitare il blocco degli uffici pubblici durante questo cambiamento radicale, usando un percorso iniziato nel 2025 in poche città ed esteso progressivamente ad oltre 50 province. Il debutto ufficiale in tutta Italia (ovvero a completamento della copertura del servizio in tutte le province italiane) sarà nel 2027.
Le novità del percorso sperimentale
L’accertamento dell’invalidità civile di base (la visita medica INPS) è la porta d’accesso ai servizi, serve in questo contesto come punto di partenza per far scattare il nuovo Progetto di Vita sul territorio delle province pilota. In queste province si testano tre novità: la Visita Unica dell’INPS che sostituisce le vecchie commissioni mediche e valuta la persona secondo i criteri internazionali ICF; il calcolo dell’impatto reale delle barriere del territorio sulla vita quotidiana dell’individuo; il rodaggio del Budget di Progetto, ossia la fusione pratica dei fondi di Comuni e ASL per permettere alle famiglie di sperimentare l’autogestione del denaro per i propri sostegni.
Le province pilota
Dove è attiva la sperimentazione
- Dal 1° gennaio 2025: Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari e Trieste.
- Dal 30 settembre 2025: Alessandria, Genova, Isernia, Lecce, Macerata, Matera, Palermo, Teramo e Vicenza.
- Dal 1° marzo 2026: Ancona, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Bergamo, Bologna, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Caserta, Catania, Chieti, Como, Cosenza, Crotone, Cuneo, La Spezia, Mantova, Massa Carrara, Messina, Milano, Pavia, Piacenza, Pordenone, Potenza, Ravenna, Reggio Calabria, Rimini, Roma, Savona, Sondrio, Terni, Torino, Treviso, Udine, Venezia, Verona e Vibo Valentia.
Il SISDA
Il SISDA è il Sistema Informativo Salute, Disabilità e Anziani (SISDA) e racchiude i servizi che favoriscono lo scambio delle informazioni tra INPS, Ambiti Territoriali Sociali (ATS) e altri Stakeholder, al fine di ridurre gli adempimenti e rendere il percorso più integrato, rapido e vicino alle esigenze della persona. Tali servizi semplificano l’accesso al Progetto di vita, consentendo alle persone con disabilità di presentare l’istanza di avvio e mettendo a disposizione degli ATS e degli enti regionali gli strumenti necessari per la consultazione e la gestione delle richieste.
Il servizio attivato dall’Inps
Con il servizio “Invalidità Civile – trasmissione istanze per il progetto di vita”, la persona con disabilità, residente nelle province interessate dalla sperimentazione della Riforma (vedi sopra), può chiedere all’INPS di trasmettere la documentazione all’ATS competente per il comune di residenza. La trasmissione consente di avviare il procedimento per l’elaborazione del Progetto di vita. Le istanze presentate vengono quindi rese disponibili agli operatori degli Ambiti Territoriali Sociali e agli altri enti eventualmente individuati dalle Regioni, che possono così avviare e gestire il procedimento di competenza secondo quanto previsto dalla normativa.
Come accedere
Dal portale istituzionale dell’INPS. Le modalità di accesso, i requisiti, le funzionalità e le istruzioni operative per l’utilizzo dei servizi da parte dei cittadini e degli operatori degli ambiti territoriali sociali sono illustrate nel Messaggio numero 2550 del 4 agosto 2026 e nel Messaggio numero 2551 del 4 agosto 2026.
