Ambiente Imprenditoria

FOCUS CENSIS: disastri ambientali e costi

Il report FOCUS CENSIS CONFCOOPERATIVE fotografa l’impatto economico dei disastri ambientali in Italia causati dal clima

Negli ultimi quarant’anni l’Italia ha sostenuto un costo economico pari a 210 miliardi di euro per eventi estremi che hanno portato disastri ambientali e cambiamenti climatici. Tuttavia, questo importo equivale all’intero valore del PNRR e a circa dieci manovre finanziarie. Inoltre, 111 miliardi sono attribuibili direttamente agli effetti del climate change, secondo il FOCUS CENSIS CONFCOOPERATIVE. Pertanto, la cura del territorio emerge come un investimento strategico per la stabilità del sistema Paese.

 

 

L’Italia paga il prezzo più alto in Europa

Tra il 1980 e il 2022, un terzo dei danni causati da eventi estremi nell’Unione Europea è stato sostenuto dall’Italia. Infatti, il nostro Paese guida la classifica europea con il 27,4% delle perdite complessive. Inoltre, Germania, Francia e Spagna seguono con percentuali inferiori, confermando la particolare vulnerabilità del territorio italiano. Conseguentemente, il rischio economico nazionale appare strutturale e richiede politiche di prevenzione più incisive.

Impatto sulle PMI e rischio fallimento

Le piccole e medie imprese risultano tra i soggetti più esposti ai rischi fisici. In particolare, una PMI su quattro si trova in comuni vulnerabili a frane e alluvioni. Inoltre, la probabilità di fallimento per queste aziende è superiore del 4,8% rispetto alle imprese situate in aree non colpite. Parallelamente, i ricavi risultano inferiori del 4,2% e il numero di addetti diminuisce dell’1,9%. Di conseguenza, gli effetti negativi degli eventi avversi possono protrarsi fino a cinque anni, colpendo soprattutto micro e piccole imprese dei settori Costruzioni e Servizi.

Agricoltura in crisi per il climate change

L’agricoltura rappresenta il comparto più colpito dai cambiamenti climatici. Nel 2022, la produzione del settore agricolo ha registrato un calo dell’1,5%, pari a circa 900 milioni di euro. Inoltre, siccità e carenza di precipitazioni hanno reso il 2022 l’anno più caldo mai registrato. Di conseguenza, numerose coltivazioni hanno subito forti contrazioni, tra cui legumi (-17,5%), olio d’oliva (-14,6%) e cereali (-13,2%). Analogamente, anche il comparto zootecnico ha evidenziato una riduzione produttiva dello 0,6%.

 

 

Tipologie di eventi e perdite economiche

Le principali cause delle perdite economiche includono terremoti e fenomeni geofisici, responsabili di 99,1 miliardi di euro. Inoltre, le alluvioni hanno generato danni per 57,1 miliardi, mentre le ondate di calore hanno inciso per 30,6 miliardi. Successivamente, le precipitazioni intense e altri eventi estremi, come siccità e incendi, hanno contribuito a ulteriori perdite. In conclusione, il FOCUS CENSIS CONFCOOPERATIVE evidenzia la necessità di strategie preventive e investimenti mirati per ridurre i costi futuri dei disastri ambientali.

 

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