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Didattica digitale: le università telematiche

Pubblicato il primo Rapporto Censis-United sulla didattica digitale realizzato sui laureati di 7 università telematiche

Negli ultimi 10 anni gli iscritti alle università telematiche sono cresciuti del 470% e i laureati dell’860%, arrivando a rappresentare il 18% del totale dei laureati italiani.

L’indagine Censis-United
L’indagine è stata realizzata intervistando 3.993 laureati delle 7 università telematiche associate United. Il primo dato emerso è che secondo l’86,8% dei laureati delle telematiche gli atenei digitali rispondono meglio alle nuove esigenze tecnologiche. Per il 45,1%, senza la didattica digitale, la laurea sarebbe rimasta un obiettivo irraggiungibile. Per questi laureati dunque gli atenei digitali non rappresentano più soltanto una modalità alternativa di fruizione della didattica, ma una risposta sempre più rilevante ai cambiamenti del lavoro, alla domanda di aggiornamento continuo delle competenze.

Due modelli formativi integrati
L’86,8% dei laureati intervistati ritiene che le università telematiche siano più in grado di rispondere alle nuove esigenze tecnologiche della società contemporanea, mentre l’82,7% ne sottolinea il contributo alla promozione dell’apprendimento permanente e al miglioramento delle competenze professionali. Per quanto concerne il rapporto con le università tradizionali, secondo l’81,6% degli intervistati i due modelli formativi si integrano reciprocamente, contribuendo ad arricchire il panorama dell’offerta universitaria italiana e a rispondere a bisogni formativi sempre più differenziati.

Gli studenti delle università telematiche
Più della metà dei laureati in queste università ha conseguito una laurea triennale (57,1%), il 53,7% è donna e quasi il 40% ha almeno 46 anni. Al momento dell’iscrizione, il 75,3% degli studenti risultava occupato e il 48,4% proveniva da percorsi di istruzione tecnica e professionale. Oltre la metà risiede nel Mezzogiorno (51,2%), segnale della capacità delle università telematiche di contribuire a ridurre i divari territoriali nell’accesso all’istruzione universitaria. Ma non si tratta soltanto di lavoratori adulti che riprendono studi interrotti: anche giovani neodiplomati scelgono la formazione online per la maggiore flessibilità organizzativa e per la possibilità di integrarla con esperienze internazionali.

Il contributo culturale delle università telematiche
Positiva anche la valutazione del contributo culturale e scientifico delle università digitali: il 48,1% dei laureati si dichiara abbastanza d’accordo e il 30,8% molto d’accordo con l’idea che le università telematiche favoriscano il progresso culturale e scientifico del Paese. D’altronde la didattica digitale amplia l’accesso alla laurea e riduce i divari educativi intercettando una domanda di formazione che più difficilmente trova risposta nei percorsi accademici tradizionali.

Le ragioni della scelta
La principale motivazione che spinge alla scelta dell’università telematica resta infatti la possibilità di conciliare studio e lavoro, indicata dal 73,7% dei laureati, seguita dalle esigenze legate alla gestione dei tempi di vita e familiari (55,5%). Il 45,1% dei laureati intervistati dichiara che, senza la possibilità di frequentare un’università telematica, con ogni probabilità non avrebbe conseguito la laurea, mentre il 39,4% ritiene che avrebbe raggiunto il titolo con tempi più lunghi. Solo il 15,5% è convinto che si sarebbe laureato indipendentemente dalla modalità di studio scelta.

Chi preferisce l’università online
L’opzione telematica è stata prevalente soprattutto tra chi proviene dall’istruzione tecnica (50,5%) e professionale (46,9%), tra chi ha genitori con al massimo la licenza media (circa 49%) e tra chi definisce “bassa” o “medio bassa” la condizione economica della famiglia di origine (48,8%). Si sono laureati solo grazie alla didattica digitale il 55,3% dei coniugati conviventi con figli e il 51,7% dei single con figli, che hanno potuto in questo modo conciliare non solo lo studio con il lavoro ma anche con gli impegni familiari.

 

L’esperienza universitaria
Oltre 9 laureati su 10 si dichiarano molto o abbastanza soddisfatti del percorso svolto, apprezzando soprattutto la possibilità di conciliare studio, lavoro e vita personale (82,5%) e l’autonomia nella gestione dello studio (47,7%). Molto positivi anche i giudizi sulla qualità della didattica e sulle tecnologie utilizzate: oltre il 96% degli intervistati considera facilmente accessibili i materiali online e intuitive le piattaforme di e-learning. Il 78,4% valuta positivamente anche l’impiego di strumenti avanzati come intelligenza artificiale, metaverso e laboratori virtuali.

Didattica di ultima generazione
Intelligenza artificiale, chatbot didattici, ambienti immersivi e strumenti di apprendimento personalizzato stanno progressivamente ridefinendo le modalità della formazione universitaria digitale, rendendo i percorsi sempre più accessibili, interattivi e flessibili. La modalità asincrona viene apprezzata soprattutto per la possibilità di personalizzare i tempi di apprendimento e rivedere più volte i contenuti.

Le possibilità di trovare lavoro dopo
Il Rapporto evidenzia anche una percezione positiva dell’utilità professionale del percorso universitario svolto nelle università telematiche. Tra coloro che hanno trovato o cambiato lavoro entro un anno dalla laurea, il 79,1% considera infatti il titolo utile nella ricerca di un’occupazione, soprattutto grazie alle competenze e alle conoscenze acquisite durante il percorso formativo. Resta tuttavia aperta la questione del riconoscimento del valore del titolo da parte dei datori di lavoro: il 57,2% degli intervistati ritiene che le lauree telematiche non siano ancora adeguatamente valorizzate nel mercato del lavoro.

Numeri in aumento
Gli iscritti agli atenei telematici hanno superato le 309.000 unità, pari al 15,3% del totale degli studenti universitari italiani, contro il 3,2% registrato dieci anni prima. In un decennio gli iscritti alle università telematiche sono cresciuti quasi del 470%, mentre i laureati sono aumentati di oltre l’860%, arrivando a rappresentare il 18% del totale dei laureati italiani. Si tratta di una crescita che riflette l’emergere di una domanda di formazione più flessibile, personalizzabile e compatibile con percorsi professionali e familiari sempre più articolati.

Sempre più donne scelgono le telematiche
Particolarmente significativa è anche la crescita della componente femminile. Se nel 2019 le donne rappresentavano ancora una minoranza tra i laureati delle università telematiche, oggi costituiscono il 53,1% del totale. Un dato che segnala come la formazione digitale stia ampliando le opportunità di accesso all’università anche per molte donne impegnate nella conciliazione tra lavoro, famiglia e percorsi di crescita professionale.

 

Le immagini di questo articolo sono state realizzate con il supporto dell’IA

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