Imprenditoria Made in Italy

Ricettario dell’acquacoltura sostenibile

L’associazione piscicoltori presenta il ricettario dell’acquacoltura sostenibile, uno strumento per avvicinare al pesce di allevamento italiano

Scopo del volume presentato domenica 23 agosto al Meeting di Rimini dall’API (Associazione piscicoltori italiani) è di valorizzare la produzione di pesce allevato in Italia, con il  metodo dell’acquacoltura sostenibile.

L’acquacoltura italiana
L’API rappresenta oltre il 90% delle imprese attive nell’acquacoltura e maricoltura italiane. L’acquacoltura è un’attività agricola e consiste nell’allevamento di organismi acquatici (pesci, crostacei, molluschi e alghe) in ambienti controllati, che possono essere sia bacini naturali (mari, fiumi e laghi) sia artificiali (stagni, bacini e recinti). L’acquacoltura italiana ad oggi conta circa 800 siti produttivi concentrati per il 60% al Nord, il 15% al Centro e il 25% al Sud, dove vengono allevate più di 25 specie ittiche.

La piscicoltura italiana
Parlando esclusivamente dell’allevamento di pesci, il fatturato della piscicoltura italiana supera i 400 milioni di euro. Il pesce più allevato è la trota (oltre 30.000 tonnellate) seguito da orata e spigola (17.000 tonnellate). L’Italia produce 160 milioni di avannotti (i “piccoli” di pesce) di specie ittiche marine pregiate. La piscicoltura in Italia è controllata e l’API sta portando avanti una serie di iniziative per divulgare il concetto che il pesce allevato in Italia è “buono, sicuro, controllato, tracciabile e semplice da cucinare”. Tra queste il ricettario dal titolo “I sapori dell’acquacoltura”.

 

Matteo Leonardi, presidente API

Il ricettario
Il libro raccoglie le 45 ricette più visualizzate su www.acquacoltura.org (il sito web dell’associazione) andando incontro agli interessi concreti di chi cucina: preparazioni accessibili, adatte alla quotidianità, capaci di unire salute, gusto e praticità. Il mondo dell’acquacoltura sostenibile suole “prendersi cura del pesce, dell’uomo e dell’ambiente” con un approccio attento ai sistemi di allevamento ittico, alla cura della salute e dell’alimentazione, nonché alle risorse naturali. Questi concetti hanno ispirato la pubblicazione de “I sapori dell’acquacoltura”.

Pesce Made in Italy
“Il Made in Italy ittico come scelta consapevole” spiega il presidente dell’Associazione, Matteo Leonardi. “Scegliere pesce allevato in Italia significa sostenere imprese e territori, conoscere l’origine del prodotto e contribuire a un sistema alimentare più sostenibile. L’acquacoltura come agricoltura a mare è una realtà ancora poco conosciuta, ma strategica per il Paese. Produce proteine di qualità, crea occupazione e valore nelle aree costiere e interne, riduce la dipendenza dalle importazioni e merita di essere considerata con maggiore attenzione nelle politiche di sviluppo”.

Il consumo di pesce in Italia
L’Italia vanta il primato per qualità e sicurezza anche nel comparto ittico, un valore aggiunto riconosciuto a livello internazionale, che merita di essere valorizzato. L’Italia è anche il Paese con il più elevato consumo di pesce in Europa, circa 31 kg/anno pro capite. I modi di cucinarlo sono tanti e con queste ricette si aggiunge un’ulteriore nota di fantasia alla nostra famosa cucina.

 

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