Imprenditoria Fisco e norme

EPR tessile: arriva CercaProdotti

Una maglietta tecnica rientra nell’EPR? E un paio di scarponi da sci? Le tende? Per aiutare le imprese a orientarsi tra prodotti, obblighi e nuove responsabilità, Ecotessili presenta un nuovo strumento digitale gratuito basato sull’intelligenza artificiale.

Una maglietta tecnica. Un paio di scarponi da sci. Una borsa. Una cintura. Persino una tenda. Quando parliamo di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) nel settore tessile, la prima difficoltà per un’impresa può essere molto concreta: capire quali prodotti del proprio catalogo potrebbero rientrare nel nuovo sistema. Ed è proprio da questa domanda che parte CercaProdotti, la nuova applicazione gratuita presentata dal consorzio Ecotessili, parte del Sistema Ecolight.

Dall’idea di prodotto alla responsabilità sul fine vita

Ma cosa cambierà concretamente per le imprese? E soprattutto: come possono le aziende iniziare a capire oggi quali saranno le proprie responsabilità quando il nuovo sistema EPR entrerà a regime? La Responsabilità Estesa del Produttore introduce un principio destinato a incidere sull’organizzazione delle imprese: chi immette per primo determinati prodotti sul mercato italiano può essere chiamato ad assumersi una responsabilità organizzativa e finanziaria anche per la gestione della fase finale del loro ciclo di vita. Il tema riguarda quindi fabbricanti, importatori e distributori che per primi immettono determinati prodotti sul mercato nazionale. Per queste aziende il primo passaggio non è soltanto comprendere la normativa, ma mappare il proprio catalogo.

Risolviamo qualche dubbio

Quali referenze sono interessate? Quali prodotti potrebbero essere soggetti al contributo ambientale? E, soprattutto, l’impresa può essere considerata “produttore” ai fini della disciplina?  Sono domande che possono diventare complesse quando un catalogo comprende centinaia o migliaia di referenze. È proprio in questa fase che Ecotessili propone il nuovo strumento.

Non soltanto vestiti

Quando pensiamo al tessile, la prima associazione è quasi inevitabilmente con l’abbigliamento. Il perimetro della disciplina, però, può riguardare categorie più ampie, comprendendo anche calzature e accessori moda, come borse, cinture e cappelli, oltre ai prodotti tessili per la casa. Per un’impresa significa dover guardare al proprio catalogo nel suo complesso. «L’introduzione dell’EPR comporterà un cambiamento importante per moltissime aziende. Il primo passo è quindi capire se e in quale misura saranno coinvolte», spiega Giancarlo Dezio, Direttore Generale del consorzio Ecotessili. Secondo Dezio, conoscere il perimetro della normativa e verificare la posizione della propria impresa rappresenta il punto di partenza per prepararsi alla nuova disciplina.

CercaProdotti: come funziona

Da questa esigenza nasce CercaProdotti, un’applicazione accessibile gratuitamente previa registrazione. Il funzionamento è pensato per essere semplice: l’impresa inserisce la tipologia di prodotto e lo strumento restituisce un’indicazione sulla possibile inclusione nel campo di applicazione dell’EPR tessile e sulla conseguente possibile assoggettabilità al contributo ambientale. La piattaforma consente inoltre di effettuare ricerche illimitate. Un elemento che può diventare particolarmente utile per le aziende con cataloghi articolati e numerose referenze. Dietro il sistema c’è l’intelligenza artificiale, che elabora il risultato sulla base del quadro normativo attualmente disponibile. C’è però un aspetto sul quale vale la pena soffermarsi.

Un aiuto per orientarsi, non una risposta definitiva

Il risultato fornito da CercaProdotti ha attualmente funzione orientativa. Lo strumento nasce infatti per accompagnare le aziende nella fase di preparazione alla nuova disciplina e non sostituisce la verifica degli obblighi applicabili alla singola impresa. È una distinzione importante. Quando cambiano le regole, infatti, il primo problema per un’azienda non è sempre quello di adempiere immediatamente a un nuovo obbligo. Può essere, prima ancora, capire se quell’obbligo la riguarda. In questo senso, un sistema che consente di iniziare a classificare le proprie referenze può diventare uno strumento di lavoro preliminare.

Il vero lavoro comincia dal catalogo

Abbiamo quindi un passaggio che potrebbe sembrare semplice, ma che per molte aziende può richiedere tempo: prendere il catalogo e analizzarlo. Non soltanto i prodotti più evidenti, ma anche quelli che possono creare maggiore incertezza. È qui che la preparazione all’EPR diventa una questione organizzativa. Le imprese devono infatti iniziare a raccogliere informazioni, verificare la propria posizione e comprendere quali prodotti potrebbero essere interessati dalla nuova disciplina.

«Aspettare che tutti gli adempimenti diventino operativi significherebbe perdere tempo prezioso», sottolinea Dezio. L’obiettivo dichiarato da Ecotessili è quindi quello di consentire alle aziende di iniziare già oggi questo lavoro di analisi.

Dalla gestione del rifiuto alla responsabilità del produttore

La questione dell’EPR si inserisce in una trasformazione più ampia del modo in cui viene affrontato il fine vita dei prodotti.  Il principio è quello di spostare una parte della responsabilità lungo la filiera, coinvolgendo i soggetti che immettono i prodotti sul mercato nella gestione della fase successiva al loro utilizzo. Per il settore tessile significa confrontarsi con un tema che riguarda contemporaneamente ambiente, organizzazione aziendale e gestione dei costi. La sfida sarà quindi anche quella di trasformare un nuovo adempimento in un’occasione per conoscere meglio la propria filiera e i propri prodotti.

Una domanda che riguarda già il presente

CercaProdotti è disponibile sul sito di Ecotessili e può essere utilizzato gratuitamente previa registrazione. Ma al di là dello strumento, la questione che emerge è più ampia. Quanto sono realmente preparate oggi le imprese a conoscere il destino dei propri prodotti una volta terminato il loro ciclo di vita? È una domanda che riguarda il settore tessile, ma che tocca un tema destinato ad avere un peso sempre maggiore nell’economia: la responsabilità lungo l’intero ciclo di vita di un prodotto.  Noi possiamo partire dai cataloghi, dalle norme e dagli strumenti che le imprese hanno oggi a disposizione. La vera sfida sarà capire come questo nuovo modello cambierà, nel concreto, il modo di progettare, vendere, gestire e recuperare i prodotti. Perché l’EPR non riguarda soltanto ciò che succede alla fine della vita di un prodotto.  Potrebbe iniziare a cambiare anche il modo in cui quel prodotto viene pensato all’inizio.

 

“L’immagine di copertina è stata realizzata con il supporto dell’IA”

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