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Lavoro in Italia, occupazione record nel 2026

Lavoro, occupazione record in Italia

Nel 2026 il mercato del lavoro italiano raggiunge 24,4 milioni di occupati, il livello più alto mai registrato secondo l’analisi del Centro studi Unimpresa. La disoccupazione scende al 5,6% nel secondo trimestre, mentre aumenta la presenza di contratti a tempo indeterminato. I dati, elaborati sulla base del Documento programmatico di finanza pubblica, mostrano un miglioramento del mercato occupazionale, ma aprono una nuova sfida: trasformare la crescita del lavoro in salari più elevati e maggiore produttività.

Occupazione ai massimi nel 2026
Nel secondo trimestre del 2026 gli occupati raggiungono quota 24,4 milioni, con una crescita dello 0,6% rispetto al trimestre precedente. Il tasso di occupazione nella fascia tra 15 e 64 anni sale al 63,1%.
La disoccupazione si attesta al 5,6%, dopo aver raggiunto il 5,5% nel primo trimestre. Per l’intero 2026 il Documento programmatico di finanza pubblica prevede una crescita dell’occupazione dell’1%.

Più contratti a tempo indeterminato
Uno degli aspetti evidenziati dall’analisi riguarda la stabilità dell’occupazione. Nel secondo trimestre del 2026 i lavoratori a tempo indeterminato rappresentano l’86,7% del totale dei dipendenti.
Per Unimpresa, il miglioramento del mercato del lavoro riguarda quindi non soltanto il numero degli occupati, ma anche la composizione dei rapporti lavorativi.

Diminuiscono inattivi e scoraggiati
Cresce anche la partecipazione al mercato del lavoro. Nel secondo trimestre del 2026 il tasso di attività raggiunge il 67%, mentre quello di inattività scende al 33%.
Rispetto allo stesso periodo del 2025 diminuisce di 107.000 unità, pari al 14,2%, il numero degli scoraggiati, cioè delle persone che hanno rinunciato a cercare un impiego.

Le previsioni fino al 2029
Le prospettive contenute nel Documento programmatico di finanza pubblica indicano una prosecuzione della crescita occupazionale.
Tra il 2027 e il 2029 il numero degli occupati dovrebbe aumentare mediamente dello 0,6% all’anno, mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe stabilizzarsi intorno al 5,6%.

Produttività e salari, la nuova sfida
Dopo la crescita dell’occupazione, Unimpresa individua nella produttività una delle principali priorità per l’economia italiana.
L’obiettivo è aumentare il valore prodotto dal lavoro attraverso investimenti, innovazione tecnologica e formazione professionale, creando le condizioni per una crescita delle retribuzioni reali.
Particolare attenzione viene riservata alle piccole e medie imprese, per le quali digitalizzazione, intelligenza artificiale e nuovi macchinari possono rappresentare strumenti per migliorare la competitività.

Longobardi: servono retribuzioni più alte
Il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, considera i risultati occupazionali una base sulla quale costruire una nuova fase economica.
«Non basta più aumentare il numero degli occupati: dobbiamo far crescere il valore del lavoro», sottolinea Longobardi, evidenziando il legame tra produttività e retribuzioni.
Secondo il presidente, la politica economica dovrebbe sostenere le imprese che investono contemporaneamente nelle tecnologie e nelle competenze dei lavoratori.

Formazione e investimenti per il futuro
Tra le priorità indicate da Unimpresa figurano il rafforzamento della formazione professionale, il collegamento tra scuola e imprese e gli incentivi agli investimenti produttivi.
L’associazione richiama inoltre l’attenzione sull’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro e sulla necessità di favorire una maggiore partecipazione femminile.
La fotografia del 2026 presenta così un mercato occupazionale in crescita, ma anche una sfida ancora aperta: trasformare l’aumento degli occupati in un miglioramento duraturo della produttività, delle retribuzioni e del benessere delle famiglie.

“L’immagine di copertina è stata realizzata con il supporto dell’IA”

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