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A Roma fino al 10 gennaio la mostra “Fare i presepi”

“Fare i presepi. Saperi e pratiche delle comunità” è il titolo della mostra che si terrà a Palazzo Altemps – Museo Nazionale Romano

Una mostra dedicata ai presepi realizzati in varie regioni italiane, espressione di abilità artigianale legata alle tradizioni locali ma anche momento annuale di rinnovo delle relazioni sociali all’interno delle comunità.

La mostra
All’interno di Palazzo Altemps, nella chiesa di Sant’Aniceto e nella adiacente cappella di San Carlo Borromeo sarà esposto, fino al 10 gennaio 2026, un piccolo gruppo di presepi provenienti da diverse Regioni italiane che raccontano, assieme alla Natività, le specificità culturali, territoriali e paesaggistiche dei contesti di provenienza. Attraverso i presepi esposti e le loro storie, la mostra vuole evocare la ricchezza culturale e sociale dell’attività presepiale quale forma espressiva dinamica legata alla vitalità delle comunità, con il suo continuo processo di elaborazione e ibridazione di saperi e valori. La mostra sarà aperta al pubblico dal martedì alla domenica dalle ore 9,30 alle 19,30 (www.museonazionaleromano.beniculturali.it).

La semplicità della famiglia, Candido Manzullo e Francesca Manzullo, Petrella Liri (AQ)

Gli organizzatori
A organizzare la mostra “Fare i presepi. Saperi e pratiche delle comunità” sono l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale e l’Associazione Nazionale Città dei Presepi in collaborazione con il Museo Nazionale Romano – Palazzo Altemps. L’esposizione è stata realizzata con il supporto della Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati

Il commento del Ministro della Cultura
Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli commenta la mostra spiegando che quella dei presepi è “una costellazione nella quale ogni regione, ogni territorio, ogni borgo, manifesta un radicamento, rituale e devozionale, attraverso forme uniche di artigianato e d’arte. I presepi sono espressione di un ‘sapere dei luoghi’ che, per il nostro intento culturale e politico, è il bene immateriale più prezioso ed essenziale per la comunità italiana. L’universo dei presepi italiani è lo specchio, plurale ma unitario, della nostra identità di Nazione”.

Un filone culturale da riscoprire
Il Presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, On.le Federico Mollicone, specifica che l’arte presepiale, “oltre a essere un simbolo religioso e cristiano, è un filone culturale importantissimo che va riscoperto e salvaguardato come patrimonio immateriale. Con il Ministero della Cultura e l’Istituto centrale per il patrimonio immateriale (ICPI) stiamo lavorando per la valorizzazione dei presepi viventi, dei presepi storici e dell’arte presepiale”.

Dettaglio Il presepe della comunità di Castelfranco di Sotto, Luigi Nuti, Castelfranco di Sotto (PI)

Un patrimonio immateriale da tutelare
Il Direttore dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, Leandro Ventura, aggiunge che il rapporto di collaborazione dell’Istituto con l’Associazione Nazionale Città dei Presepi si è sviluppato negli ultimi anni a partire da una richiesta di supporto giunta dal territorio e dalle realtà dell’artigianato presepiale. “Il lavoro che ha condotto a questa mostra è stato avviato con il progetto di mappatura dei presepi tradizionali che l’Istituto sta conducendo in collaborazione con l’Associazione, sulla base dell’attenzione per i presepi che, per l’Istituto, è legato fondamentalmente ad alcuni elementi di interesse che vanno oltre le fondamentali motivazioni devozionali”.

Saperi artigiani, saperi delle comunità
In primo luogo – spiega il direttore Ventura – va ricordato il coinvolgimento e la partecipazione di intere comunità attente al presepio come momento di riconoscibilità di un borgo o di un territorio, e poi i molti saperi artigiani, talvolta a rischio di scomparsa, che sono alla base della realizzazione del presepio e che costituiscono la base ineludibile della sua qualità formale. “Un altro aspetto da considerare è il legame del presepio con i vari aspetti descrittivi di un territorio che solitamente diventa fonte di ispirazione per la costruzione della scenografia. E infine va segnalato il rapporto, spesso molto stretto, della rappresentazione presepiale con la tradizione iconografica della Natività nelle immagini dipinte o scolpite”.

Nel Museo Nazionale Romano
La Direttrice del Museo Nazionale Romano, Federica Rinaldi, sottolinea: “Ospitare la Mostra ‘Fare i Presepi. Saperi e pratiche delle comunità’ unisce storia, arte e tradizioni popolari. Arte e storia si incontrano nel Museo Nazionale Romano a Palazzo Altemps nella chiesa di Sant’Aniceto, papa vissuto nel II secolo d.C., e nella Cappella di San Carlo Borromeo, luoghi di culto privati della famiglia Altemps. Le tradizioni popolari rivivono nel valore simbolico e assieme culturale del presepe, elemento centrale della nostra identità, in grado di promuovere la consapevolezza dell’importanza di preservare e trasmettere il patrimonio immateriale a futura memoria”.

Presepe diorama La Natività tra le montagne e gli artigiani della Basilicata, Vito Traficante, Campomaggiore (PZ)

Le Città dei presepi
Il Presidente dell’Associazione Nazionale Città dei Presepi, Fabrizio Mandorlini, spiega che l’impegno dell’associazione è “valorizzare le comunità italiane anche attraverso la valorizzazione del presepe come sintesi di arte, artigianato, bellezza, fede e tradizione, dove la trasmissione dei saperi diventa una trasmissione di valori. Fare i presepi vuol dire fare comunità, creare socialità e occasione di incontro. Ce n’è bisogno oggi più che mai”.

La mappatura dei presepi italiani
La collaborazione tra l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale e l’Associazione Nazionale Città dei Presepi nell’attività di salvaguardia e valorizzazione della ricca ed eterogenea attività presepiale, ha avuto tra i suoi principali risultati l’avvio di una mappatura dei presepi locali raccontati nei loro legami con la cultura locale, a partire dalla voce dei presepisti e delle comunità che li hanno realizzati. La mappatura online (L’Italia dei Presepi: https://www.cittadeipresepi.com/litalia-dei-presepi/, https://icpi.cultura.gov.it/presepi-ditalia/), in continuo aggiornamento, è stata realizzata coinvolgendo anche le Soprintendenze Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Ministero della Cultura e l’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia.

 

La foto di copertina rappresenta un presepe circolare in mostra e precisamente il presepe della comunità di Castelfranco di Sotto, Luigi Nuti, Castelfranco di Sotto (PI)

 

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