Un’imprenditrice di successo fortemente spinta da cultura e formazione. Conosciamo meglio Alessia Mentella.
In un mondo professionale che cambia, quella di Alessia Mentella è la voce di una donna, una professionista che dimostra come competenza, coraggio, capacità comunicative e formazione continua possano diventare strumenti di libertà. Un’intervista che vuole essere anche uno stimolo per tutte le donne a occupare il proprio spazio con consapevolezza.
Alessia Mentella, a chi ancora non ti conosce, come ti definiresti?
Comincerei dall’ambito personale, che poi in qualche modo sfocia anche in quello professionale, perché la mia essenza è anche quella, non posso farci niente! Ingegnere di quasi 46 anni e da sempre la mia vita è stata caratterizzata da un’immensa curiosità. È stata il motore delle mie opportunità e delle mie scelte, e si è rivelata fondamentale anche nel mio percorso professionale. Se dovesse descrivermi con un aggettivo, direi: curiosa. Curiosa anche in senso più ampio, nel senso che non rientro sempre nei canoni classici di una pseudo-normalità… però insomma faccio del mio meglio.
Come si diventa Alessia Mentella? Dagli studi classici all’ingegneria meccanica: come prende forma la professione?
Sempre per via di quella curiosità. Racconto spesso un aneddoto: avevo cinque anni e, all’inizio del mio percorso scolastico, decisi che non volevo più andare all’asilo — l’ho deciso io — e quindi i miei genitori furono costretti a mandarmi a scuola a cinque anni. Ricordo un’estate in cui non ci fu verso di farmi desistere dal sistemare una cyclette. Quelle di una volta avevano ingranaggi e catena come le biciclette da corsa. Mi misi in testa di aggiustarla e ci lasciai addirittura una falangetta, perché mio fratello pedalò. Diciamo che da lì il mio futuro era un po’ segnato. Iniziai la scuola con la mano destra infortunata e dovetti imparare a scrivere con la sinistra. Ero la più piccola della classe, quindi ho fatto un po’ più fatica, ma non mi sono mai arresa. Ho sempre avuto anche un’indole creativa, per questo dopo le Scuole Medie scelsi il liceo classico, perché mi appassionavano le lettere e la letteratura. Frequentavo però la sezione sperimentale di matematica e fisica: di fatto era quasi un classico e uno scientifico insieme. Nonostante la passione per la letteratura — questo spirito un po’ dionisiaco contrapposto all’apollineo del rigore — sentivo una forte attrazione per l’ingegneria e alla fine scelsi ingegneria meccanica.
Da cosa sei stata attratta da questa branca dell’ingegneria?
All’inizio ero molto attratta dall’astronomia e pensavo all’ingegneria aerospaziale, poi per praticità ho scelto meccanica: la Facoltà era a Cassino, vicino casa, e potevo continuare a godermi i pranzi di mia nonna. Una scelta molto concreta. Non me ne sono pentita: ho proseguito con il dottorato e ancora oggi ho rapporti con l’Università di Cassino. Essere formata in un ateneo piccolo è stato un grande vantaggio per la mia carriera.
Alessia Mentella, dai sogni alla realtà: quale sfida professionale ti ha fatta crescere di più?
Aver deciso, a 30 anni, di diventare imprenditrice. Venivo dal mondo universitario e della ricerca, con ritmi più lenti rispetto all’impresa, e da un’esperienza da dipendente. Dopo il dottorato lavorai nella filiale italiana di una multinazionale a Bologna, dove ebbi l’opportunità di confrontarmi con molte realtà industriali, anche internazionali, perché seguivo il supporto per la business unit del Centro-Sud Europa. Viaggiavo tantissimo. A un certo punto mi sono detta: sto mettendo tutta me stessa per qualcun altro — ed è bellissimo — ma sento di poterlo fare per me. Così aprii la partita IVA a 30 anni, poi la prima azienda nel 2011 e la seconda nel 2013. Parallelamente, ho sentito il bisogno di restituire qualcosa: oggi insegno costruzioni aeronautiche all’ITIS Majorana di Cassino.
Alessia Mentella, quanto contano le competenze trasversali nel tuo lavoro, tra comunicazione e visione?
Moltissimo, e non solo oggi. Il mio background umanistico unito al rigore tecnico è sempre stato un valore. Durante il Covid ho sentito il bisogno di fare qualcosa di diverso e ho frequentato un Master in Digital Communication. Non perché volessi cambiare mestiere, ma perché sono convinta che ciò che si sa vale poco se non lo si sa comunicare. Non mi considero una comunicatrice di professione, ma credo sia fondamentale saper trasmettere e far appassionare chi ascolta.
Alessia Mentella, essere un riferimento per le ragazze che vogliono avvicinarsi all’ingegneria è ancora una sfida?
In parte sì. Personalmente, non ho mai vissuto grandi difficoltà legate al genere: non mi sono mai sentita trattata diversamente. Tuttavia, è un tema importante, soprattutto nel mio ruolo di docente in un istituto tecnico dove le ragazze sono poche. Cerco di sottolineare l’importanza di superare questo gap, che esiste anche perché a volte siamo noi donne a non sentirci pienamente alla pari, come se aspettassimo un riconoscimento esterno. È forse una visione impopolare, ma è ciò che penso.
Alessia Mentella, qual è il progetto più importante in questo momento?
L’introduzione dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali e nella mia attività. Non amo improvvisare, quindi ho seguito un corso di alta formazione sull’AI all’Università di Cassino. Sto lavorando su come integrare questi strumenti per risparmiare tempo, ridurre errori e coinvolgere le persone senza farle sentire sostituite. È una sfida stimolante.
Cosa c’è dietro l’angolo per Alessia come persona?
Qualcosa di personale, sicuramente. La sorpresa in realtà è arrivata già quasi dieci anni fa e ora stiamo pensando di formalizzarla… non aggiungo altro!