Le founder italiane denunciano discriminazioni diffuse e pregiudizi duri ad essere sradicati: i dati dell’indagine
Carriera e vita privata
Molte imprenditrici evidenziano inoltre le difficoltà di conciliare lavoro e famiglia. Dopo la nascita di un figlio, il 41 per cento registra un rallentamento dell’attività professionale, mentre il 45 per cento segnala ripercussioni sul proprio benessere personale. In un caso su due, inoltre, le donne non vengono riconosciute immediatamente come titolari dell’azienda. Questi dati mostrano come persistano ancora forti disparità culturali e organizzative nel mondo dell’imprenditoria.

La necessità di un cambiamento culturale
Gli esperti sottolineano che favorire l’imprenditoria femminile significa aumentare innovazione, competitività e crescita economica. Parallelamente, diventa fondamentale promuovere politiche di sostegno alla genitorialità e all’accesso ai finanziamenti. Molte startup guidate da donne, infatti, incontrano maggiori difficoltà nell’ottenere investimenti rispetto alle imprese fondate da uomini. Le associazioni di categoria chiedono quindi strumenti più efficaci per garantire pari opportunità. Il superamento dei pregiudizi rappresenta pertanto una sfida culturale decisiva per costruire un ecosistema imprenditoriale più inclusivo e moderno.
