La manifestazione di Trento chiude un’edizione storica con numeri record e uno sguardo già rivolto al futuro
Si è conclusa con numeri record la ventunesima edizione del Festival dell’Economia di Trento, una delle manifestazioni culturali ed economiche più importanti del panorama nazionale. L’evento, che si è svolto dal 18 al 22 maggio 2026, ha registrato risultati straordinari, confermando il ruolo centrale della città e dell’intero territorio trentino nel dibattito pubblico italiano. Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha sottolineato come questa sia stata l’edizione più partecipata di sempre, grazie a numeri che testimoniano una crescita costante della manifestazione.

I numeri della manifestazione
Nel corso delle cinque giornate sono state registrate circa 45mila presenze, mentre i relatori coinvolti hanno raggiunto quota 830. Inoltre, il programma ha proposto ben 350 appuntamenti tra conferenze, dibattiti, incontri e momenti di approfondimento. La qualità degli interventi ha attirato studiosi, imprenditori, rappresentanti delle istituzioni e cittadini interessati a comprendere le principali sfide economiche contemporanee. Allo stesso tempo, il pubblico ha partecipato attivamente attraverso domande e confronti diretti con gli ospiti.
Il protagonismo dei giovani
Uno degli aspetti più significativi dell’edizione 2026 è stato il coinvolgimento delle nuove generazioni. Molti studenti provenienti da scuole e università hanno preso parte agli incontri, contribuendo a rendere il Festival uno spazio dinamico e inclusivo. I giovani, infatti, hanno potuto dialogare con esperti di livello internazionale e approfondire temi legati all’innovazione, alla sostenibilità e al futuro del lavoro.

L’impatto sul territorio
L’evento ha prodotto benefici rilevanti anche per l’economia locale. Le strutture ricettive della città hanno raggiunto il 95% di occupazione e, parallelamente, ristoranti, negozi e attività commerciali hanno registrato un importante incremento delle presenze. Il Festival si conferma dunque un motore di sviluppo culturale ed economico. Intanto l’organizzazione guarda già al 2027, con l’obiettivo di consolidare ulteriormente il prestigio internazionale della manifestazione.