TURISMO grandi eventi

Coltiviamo la cultura, eventi in 3 regioni

In Italia si celebra il patrimonio rurale italiano e Confagricoltura Donna ne dedica 3 allo sviluppo delle nuove tecnologie in agricoltura

Domenica 8 novembre, accanto alle aperture diffuse sul territorio nazionale per l’edizione 2026 di Coltiviamo la Cultura, tre appuntamenti dedicati allo sviluppo di nuove tecnologie in agricoltura, organizzati da Confagricoltura Donna in Calabria, Emilia-Romagna e Piemonte.

L’iniziativa Coltiviamo la Cultura
Le dimore storiche italiane da secoli rappresentano anche un presidio del paesaggio agricolo, della biodiversità e delle produzioni che hanno contribuito a modellare l’identità dei territori. Da questa consapevolezza nasce l’edizione 2026 di Coltiviamo la Cultura, iniziativa promossa dall’Associazione Dimore Storiche Italiane ETS e patrocinata del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste che quest’anno si svolge in collaborazione con Confagricoltura, con il coinvolgimento di Confagricoltura Donna.

Valorizzare il patrimonio rurale italiano
L’iniziativa rafforza il dialogo tra realtà impegnate nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio rurale italiano e pone al centro la capacità delle dimore storiche di coniugare conservazione, attività produttive e innovazione, contribuendo all’evoluzione dell’agricoltura e allo sviluppo economico e culturale delle comunità locali.

Aperture al pubblico
Attraverso aperture, visite e momenti di approfondimento, ville, castelli, cascine, masserie e tenute storiche racconteranno un patrimonio vivo, nel quale la conservazione si accompagna ad attività produttive, accoglienza e valorizzazione delle eccellenze locali, capaci di coniugare tradizione e innovazione. Le dimore storiche si confermano così presìdi attivi dei territori e parte di un sistema diffuso che mette in relazione patrimonio culturale, imprese agricole e sviluppo economico locale.

Il patrimonio culturale privato italiano
I dati del VII Rapporto dell’Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato confermano il ruolo delle dimore storiche come realtà capaci di integrare agricoltura, cultura e turismo: il 66% delle realtà agroalimentari coinvolte nell’indagine offre attività di agriturismo o altre forme di ospitalità rurale, mentre il 56% promuove percorsi di valorizzazione enogastronomica aperti al pubblico, tra degustazioni guidate, visite ai luoghi di produzione, itinerari tematici ed eventi.

 

Tenuta La Marchesa – Piemonte

 

La promozione dei prodotti tipici locali
Le attività prevalenti sono la coltivazione di cereali (35%) e la vitivinicoltura (26%), seguite da frutticoltura e agrumicoltura (13%), mentre olivicoltura e viticoltura rappresentano ciascuna il 9%. Le collaborazioni attivate per promuovere i prodotti coinvolgono soprattutto Comuni ed enti locali (22%), associazioni enogastronomiche (19%) e consorzi di tutela delle produzioni certificate (15%), confermando il ruolo delle dimore come nodi di reti territoriali che mettono in relazione imprese, istituzioni e comunità.

Dimore storiche e Made in Italy
Le dimore storiche si confermano non soltanto custodi del patrimonio culturale e delle tradizioni agricole italiane, ma anche presidi attivi di sviluppo sostenibile, attrattività turistica e promozione delle eccellenze del Made in Italy.

La dichiarazione della presidente Odescalchi
“Con Coltiviamo la Cultura vogliamo ricordare che le dimore storiche non sono soltanto custodi di arte e memoria, ma realtà vive, profondamente legate ai territori e alle loro attività produttive. Patrimonio culturale e patrimonio agricolo sono parti di un unico ecosistema, capace di generare valore economico, sociale e culturale per le comunità. Le dimore, attraverso la tutela del paesaggio, la valorizzazione delle produzioni locali e la diffusione di nuove conoscenze, contribuiscono ogni giorno a tenere insieme tradizione e innovazione” dichiara Maria Pace Odescalchi, presidente dell’Associazione Dimore Storiche Italiane ETS.

La sinergia tra cultura, agricoltura e turismo
Questa sinergia “consente di offrire esperienze autentiche, in cui paesaggio, storia e produzioni di qualità si integrano in una proposta distintiva” aggiunge Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura. “Si mette poi a disposizione un patrimonio che include anche importanti archivi e biblioteche, custoditi nelle residenze e fonte di studio e interesse per ricercatori e cittadini.

Coltiviamo la Cultura 2026
L’edizione 2026 amplia il dialogo tra tradizione e innovazione, promuovendo all’interno delle dimore storiche, in collaborazione con Confagricoltura e Confagricoltura Donna, un confronto sulle nuove tecnologie applicate all’agricoltura e, in particolare, sulle opportunità offerte dal miglioramento genetico delle piante.

Gli appuntamenti regionali
Accanto al programma di aperture diffuse, Calabria, Emilia-Romagna e Piemonte ospiteranno tre appuntamenti pilota intitolati “Scrivere il futuro di una storia antica”. Le dimore diventeranno luoghi di incontro tra cultura del territorio, ricerca scientifica e mondo produttivo, offrendo occasioni accessibili di conoscenza e confronto sulle trasformazioni dell’agricoltura contemporanea.

Un accordo a sostegno dell’imprenditoria femminile
La collaborazione tra ADSI e Confagricoltura Donna è stata ulteriormente consolidata dalla firma di un Protocollo d’intenti, con l’obiettivo di definire un quadro di impegno continuativo a sostegno dell’imprenditoria femminile e dello sviluppo di progettualità condivise nei settori agricolo, culturale e turistico.

Il commento della presidente Giovannini Pasti
“Le dimore storiche custodiscono la memoria dei nostri territori, in molti casi anche grazie a un’attività agricola viva e dinamica. A guidarle, custodirle e rinnovarle ogni giorno ci sono anche tante donne, che con competenza e visione ne accompagnano l’evoluzione. Con questo progetto vogliamo raccontare, proprio attraverso i luoghi e le donne che li animano, una verità semplice ma fondamentale: la storia dell’agricoltura è da sempre una storia di innovazione” commenta Paola Giovannini Pasti, presidente di Confagricoltura Donna.

Per ulteriori informazioni consultare il sito: https://www.associazionedimorestoricheitaliane.it/eventi-dimore/495387/v-festa-dellagricoltura-coltiviamo-la-cultura-2026

In copertina la foto della Masseria Tagliente, in Puglia.

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