Il Ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone ha tracciato il bilancio delle azioni governative in materia di politiche del lavoro
L’8 ottobre in occasione dell’evento promosso dal gruppo di Forza Italia, intitolato “Salario giusto, lavoro vero” presso la Sala dei Gruppi Parlamentari, sono state illustrate le linee guida per la prossima manovra di bilancio e la visione dell’esecutivo sul futuro dei salari e della contrattazione.
I principio: contrasto al sussidio e centralità del lavoro
Nel suo intervento, il Ministro Calderone ha ribadito con forza il cambio di paradigma intrapreso fin dall’inizio del mandato con il superamento del Reddito di Cittadinanza e l’introduzione di nuovi strumenti come l’Assegno di Inclusione e il Supporto per la formazione e il lavoro.
«Il lavoro non si fa per legge, ma ci sono le leggi che possono distruggere il lavoro. Quella che mette in competizione il sussidio con il lavoro e fa pensare che il sussidio sia meglio del lavoro. Il nostro obiettivo è l’opposto: fare in modo che il lavoro sia l’elemento che fa la differenza e crea progresso», ha sottolineato il Ministro del Lavoro Marina Calderone.

Dal Decreto Primo Maggio alla contrattazione collettiva
Il percorso delineato dal Governo culmina nel Decreto Legge 62/2026 (Decreto Primo Maggio), che punta al “salario giusto” individuandolo nel trattamento economico complessivo garantito dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.
Il Ministro del Lavoro ha ricordato l’eccellenza del modello italiano sul panorama internazionale:
«La copertura contrattuale in Italia arriva quasi al 97%. Siamo un’eccellenza europea e mondiale, un risultato raggiunto negli anni attraverso il confronto continuo tra organizzazioni sindacali e datoriali».
L’obiettivo dell’esecutivo è sostenere la puntualità dei rinnovi contrattuali per tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori dall’impatto dell’inflazione. I primi dati resi noti dall’Agenzia delle Entrate indicano un impatto superiore alle attese, superando i 3,8 milioni di lavoratori inizialmente stimate nelle relazioni tecniche.

Partecipazione, formazione e sfide tecnologiche
Guardando alle prossime scadenze legislative, il Ministro ha annunciato la volontà di rifinanziare e rafforzare nella prossima legge di bilancio le misure a sostegno dei rinnovi contrattuali, della defiscalizzazione dei premi di produttività e dell’attuazione dell’articolo 46 della Costituzione sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese.
Un passaggio centrale è stato dedicato alle trasformazioni digitali, alle tutele contro il caporalato digitale e all’esigenza di aggiornare le declaratorie contrattuali di fronte ai rapidi cambiamenti tecnologici:
«La formazione continua deve diventare un obbligo e non un’eventualità. È fondamentale per riconvertire e riposizionare le aziende e ridefinire nuovi modelli di impresa e di lavoro. Dobbiamo guardare al futuro con gli occhiali del futuro, non normare con gli occhiali del passato»
