Dalle Regioni Toscana

Bioeconomia circolare: strategia Toscana

La Toscana sostiene la nuova strategia europea di bioeconomia circolare. Le istituzioni regionali chiedono un approccio innovativo

Un documento congiunto a favore della Bioeconomia circolare è stato presentato dalle reti regionali europee. Infatti, la Rete ERIAFF, insieme a ERRIN e Bioregions Facility, ha accolto la decisione della Commissione Europea di aggiornare entro il 2025 la strategia dedicata. Inoltre, le tre reti hanno sottoscritto per la prima volta una dichiarazione comune come risultato di un percorso avviato nel 2024.

 

 

Un percorso europeo

Il lavoro sulla Bioeconomia circolare è partito durante il “Bioeconomy Regions Summit” e si è sviluppato nel corso della XI Conferenza annuale ERIAFF. Successivamente, i gruppi di lavoro ERRIN hanno approfondito i temi collegati allo sviluppo rurale e ai paesaggi resilienti. Pertanto, il documento rappresenta un contributo concreto alla consultazione pubblica avviata dall’UE.

La voce della Toscana

“La dichiarazione – ha sottolineato la vicepresidente Stefania Saccardi – dimostra l’importanza di un approccio dal basso per definire strategie europee e regionali. Di conseguenza, le Regioni intendono diventare protagoniste attive nella costruzione delle politiche future. Infatti, la Toscana, forte delle proprie caratteristiche agricole e forestali, considera la Bioeconomia circolare un’opportunità di sviluppo sostenibile e innovativo”.

Le proposte principali

La dichiarazione congiunta evidenzia alcuni punti chiave per la Bioeconomia circolare. Anzitutto, si chiede un quadro normativo armonizzato per i prodotti biologici e un utilizzo ottimale dei sistemi informativi sulla biomassa. Inoltre, c’è un forte coinvolgimento del settore primario per garantire nuovi modelli di business e un reddito stabile ai fornitori. Infine, vengono indicati meccanismi di sostegno finanziario coerenti e una legislazione stabile.

Innovazione e giovani

Tra le priorità per la Bioeconomia circolare emerge anche la promozione di nuove filiere biologiche e la creazione di centri di competenza. In questo contesto, le reti europee propongono la formazione dei giovani, eventi pubblici e strumenti di governance partecipativa. Pertanto, sensibilizzare i cittadini sui benefici della bioeconomia diventa un obiettivo essenziale.

 

 

La prospettiva futura

La Toscana ribadisce il proprio impegno nella Bioeconomia circolare e rafforza la collaborazione con le altre Regioni europee. Inoltre, l’adesione attiva a queste reti rappresenta un’occasione per difendere gli interessi territoriali e favorire una crescita sostenibile. Perciò, la strategia UE aggiornata potrà tradursi in nuove opportunità per l’economia regionale, l’ambiente e le comunità locali.

 

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