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Investimenti finanziari, i dubbi degli italiani

Pubblicato il VI rapporto Assogestioni-Censis sull’educazione finanziaria degli italiani e la propensione agli investimenti finanziari

Investire sì, ma in sicurezza soprattutto considerando che il 47,8% degli italiani ha ricevuto proposte di investimenti finanziari che si sono rivelate truffe. Ciononostante, il 42,9% non ha tempo di approfondire gli ambiti dell’educazione finanziaria.

Investimenti finanziari ed educazione finanziaria
Se il 42,9% non ha tempo, il 55,7% degli italiani invece si dichiara interessato all’educazione finanziaria ed è disposto a dedicarne all’acquisizione o al rafforzamento delle proprie competenze economiche e finanziarie. Sono disinteressati all’educazione finanziaria: il 38,6% dei giovani, il 40,4% dei 35-64enni e il 50,4% degli over 65; il 58,7% delle persone con basso titolo di studio, il 43,1% con diploma di maturità e il 37,3% tra i laureati.

Le paure degli italiani in tema di investimenti finanziari
L’interesse agli investimenti finanziari c’è ma c’è anche la paura di subire una perdita o addirittura di essere truffati. Il 47,8% degli italiani dichiara di aver ricevuto proposte di investimento nel trading online, tramite social o telefonate, che in seguito si sono rivelate truffe. Inoltre, il 59,5% afferma di essersi più volte imbattuto in pubblicità accattivanti sui social relative a piattaforme di trading online. Il consiglio è ovviamente sempre di andare cauti per tutelarsi e di diffidare di chi telefona per offrire opportunità di guadagni.

 

La prudenza non è mai troppa
In ambito di investimenti finanziari, trattandosi di risparmi personali magari di soldi guadagnati dopo una vita di lavoro, è opportuno essere prudenti, soprattutto se si hanno poche competenze. Ma i dati del report dimostrano che lo sono un po’ tutti. L’80% dei disinteressati all’educazione finanziaria e l’82% di chi si dichiara interessato sarebbe cauto nel caso siano stimolati ad investire somme consistenti rispetto al suo risparmio totale, su un solo prodotto finanziario/mercato; il 79,3% e l’83,5% nell’investire in aziende che stanno ottenendo grandi risultati economici, ma della cui situazione finanziaria si conosce poco; il 78,9% e il 76,7% nell’investire da solo in autonomia totale in criptovalute, a cominciare dai bitcoin; il 76,4% e l’81,6% per proposte di investimento tramite App di trading che annunciano grandi guadagni con piccole cifre.

Essere consigliati è meglio
Lo dichiara il 60,6% dei disinteressati e il 62,6% degli interessati, che preferiscono il supporto di un esperto per investire i propri soldi. Riguardo a coloro che investono in strumenti finanziari emerge che il 48,4% dei disinteressati ricorre ad un consulente che lo segue con una certa stabilità e il 36% ad una banca o finanziaria quando deve procedere ad investire; tra coloro che si dichiarano interessati all’educazione finanziaria le percentuali sono rispettivamente del 52,4% e 48,2%. Inoltre, il 31,9% degli italiani è propenso a utilizzare piattaforme di trading online, purché affiancato da un consulente. È poi il 43,2% dei disinteressati all’educazione finanziaria e il 53,5% di chi si dichiara interessato a ritenere che il trading online semplifica la gestione degli investimenti, ma non può sostituire il consulente.

Tecnologia e finanza
Il rapporto con la tecnologia non risente del grado di interesse all’educazione finanziaria. Infatti, il 90% dei disinteressati e il 91,8% degli interessati è convinto che per valorizzare il contributo di innovazione delle tecnologie occorrono regole a tutela dei cittadini e della società (per la privacy, per combattere le fake news, ecc.). E l’88,2% dei disinteressati e il 90,7% degli interessati pensano che nuove tecnologie sono positive se migliorano la qualità della vita della maggior parte dei cittadini e non solo di alcuni di essi.

Figure professionali per gli investimenti finanziari
“Il Rapporto conferma che, al di là del livello di alfabetizzazione finanziaria, esiste una consapevolezza diffusa sull’importanza di affidarsi a figure professionali nella gestione del risparmio” ha commentato il Direttore Generale di Assogestioni, Fabio Galli. “In un contesto segnato da una crescente esposizione a fonti non qualificate e a promesse di guadagni facili, la gestione professionale – svolta da operatori autorizzati e vigilati – costituisce un presidio essenziale per la tutela del risparmio. L’educazione finanziaria svolge un ruolo complementare di strumento di consapevolezza: aiuta le persone a riconoscere il valore della competenza e della trasparenza. È da questa alleanza tra professionalità e consapevolezza che si costruisce un sistema finanziario più inclusivo e orientato al lungo termine”.

 

L’immagine di copertina è stata realizzata con l’ausilio della IA

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