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Intervista esclusiva a Tathiana Garbin

Fiducia, relazioni e resilienza: il concetto di leadership secondo Tathiana Garbin, Capitana della Nazionale Femminile di tennis.

Mi risponde da Wimbledon, Tathiana Garbin. Tra un match e l’altro, seguendo i ritmi serrati dell’ordine di gioco, trova il tempo per la nostra conversazione. Appena riaggancerà, la aspetta un altro appuntamento importante: Jasmine Paolini in campo. Campionessa di tennis e dal 2016 Capitana della squadra italiana di Billie Jean King Cup, Tathiana Garbin ha guidato l’Italia a tre finali mondiali consecutive, nel 2023, 2024 e 2025, conquistando il trofeo nelle ultime due edizioni. Ma il suo percorso racconta molto più dei successi sportivi. Garbin è una donna che conosce il valore della determinazione. Ha saputo vincere sui campi di tutto il mondo e, con la stessa forza, affrontare la sfida più difficile: quella contro la malattia. Un’esperienza che non le ha tolto il suo sorriso né la sua capacità di guardare avanti, rendendola un esempio di forza, non solo nello sport.

Foto FITP

A chi ancora non la conosce, come si descriverebbe Tathiana Garbin?
Direi che sono una sportiva che ha imparato tanto da questo sport straordinario che è il tennis e che, in qualche modo, ha voluto restituire quello che la vita le ha regalato: l’importanza dei valori dello sport. Cerco di restituire quello che mi è stato dato.

Come si diventa Tathiana Garbin? Qual è stato il suo percorso personale, sportivo e professionale?
È stata una vita vissuta come un gioco. Un gioco divertente che ho imparato fin da piccola e che mi ha insegnato tanto. Mi ha trasmesso i valori dello sport e l’importanza di vivere una vita all’insegna di quei principi.

Oggi è Capitana della squadra italiana di Billie Jean King Cup. Come si costruisce un gruppo vincente in uno sport che, per sua natura, è individuale?
Si costruisce con il tempo. Io conosco queste ragazze da quando erano giovanissime e hanno iniziato questo sport come un gioco. Poi, ovviamente, è diventato sempre più serio e importante nella loro vita. Credo che un team vincente si costruisca soprattutto attraverso le relazioni, perché come FITP abbiamo l’idea di stare vicino ai ragazzi e alle ragazze e di farli crescere prima di tutto a livello umano, e poi tennistico. La persona è quella che resterà sempre, mentre il tennista, a un certo punto, finirà la propria carriera. Lavorare sulla persona è la cosa più importante. Poi bisogna imparare a conoscere l’altro, senza voler essere sempre quelli che risolvono i problemi, ma dando anche l’opportunità di sbagliare e di crescere.

Tathiana Garbin, che tipo di leadership è la sua? Guidare una squadra significa anche esercitare una leadership. Come la descriverebbe?
Credo che ogni leadership sia diversa. Io ho studiato tanti allenatori, ma la cosa più importante è imparare a capire quali sono le proprie virtù e in cosa si crede. Io credo nel valore del team, credo nella resilienza e ho avuto la fortuna di trasmettere a tutta la squadra il valore del gruppo, di imparare a mettere il “noi” davanti all'”io”. Questa è la cosa più difficile perché, come dicevamo, il tennis è uno sport individuale che ti costringe a pensare molto a te stessa. Il concetto di “noi” è più difficile da interiorizzare. Però, quando impari che la squadra ti dà forza e ti dà valore, allora cresci e vai avanti sempre più forte.

Foto FITP

Il tennis femminile italiano negli ultimi anni sta vivendo una nuova età dell’oro. Secondo lei, quali sono i motivi di questa rinascita?
Credo che la Federazione abbia dato tanto in termini di supporto ai team privati, stando vicino ai giocatori e agli allenatori e cercando di costruire una collaborazione sempre più forte. Negli anni è cambiato anche l’approccio: prima eravamo noi a portare i giocatori al Centro Federale, oggi, invece, siamo noi ad andare da loro, nelle loro realtà, ad aiutarli a crescere con le loro forze e le loro potenzialità, direttamente a casa. Penso che questo sia stato il cambiamento strategico più importante e che abbia portato grandissimi risultati.

Tathiana Garbin, qual è il significato che oggi dà alla parola “successo”?
Successo significa “far succedere”. Significa capire qual è il proprio scopo e cercare in tutti i modi di raggiungerlo. In realtà, però, conta soprattutto come ci arrivi. Il tennis ti porta continuamente a inseguire un obiettivo dopo l’altro, ma la vera forza è imparare anche a godersi il momento, ad apprezzare ogni tappa che raggiungi. Altrimenti non si è mai felici: si diventa quasi bulimici in questa rincorsa. Invece è importante fermarsi, guardarsi indietro e, ogni tanto, farsi anche un applauso.

Che cosa c’è dietro l’angolo per Tathiana Garbin?
Dietro l’angolo non credo ci sia nulla che non abbia già vissuto. La vita mi ha dato tanto e la felicità la tengo ben stretta, perché penso che non sia un luogo, ma il cammino che fai. Ho imparato ad apprezzare ogni momento. Per questo la felicità non è dietro l’angolo: mi accompagna ogni giorno.

 

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