Primo Capital lancia un nuovo fondo di venture capital dedicato alle biotecnologie. Lazio Innova e Fondazione ENPAM entrano nella compagine dei sottoscrittori per sostenere la nascita e la crescita di nuove imprese nel settore delle life sciences.
Una regione può avere università, centri di ricerca, strutture cliniche, industria farmaceutica e competenze scientifiche. Ma tutto questo, da solo, non basta. Per trasformare la ricerca in impresa servono capitali, competenze e soprattutto la capacità di accompagnare un’idea lungo un percorso che può portarla dal laboratorio al mercato. È da questa esigenza che nasce Primo Biotech Lazio, il nuovo fondo di venture capital lanciato da Primo Capital e dedicato alle biotecnologie.
La domanda, allora, è inevitabile: quanto può ancora crescere il potenziale biotech del Lazio se ricerca, industria e capitale riescono a lavorare nella stessa direzione?
Un nuovo fondo per il biotech del Lazio
La domanda, allora, è inevitabile: quanto può ancora crescere il potenziale biotech del Lazio se ricerca, industria e capitale riescono a lavorare nella stessa direzione? Noi partiamo da un dato di contesto: il Lazio dispone di un ecosistema particolarmente articolato nel campo delle scienze della vita. Università, IRCCS, infrastrutture cliniche, aziende farmaceutiche e poli produttivi rappresentano una base scientifica e industriale significativa. Eppure, secondo quanto evidenziato da Primo Capital, a questa concentrazione di competenze non corrisponde ancora un livello proporzionato di creazione e finanziamento di nuove imprese biotech.
Il nuovo fondo
È proprio su questo spazio che vuole intervenire Primo Biotech Lazio. Il fondo nasce grazie al contributo di Lazio Innova, in attuazione del programma LAZIO Venture 2, il fondo di fondi della Regione Lazio cofinanziato dal PR FESR 2021-2027, e di Fondazione ENPAM. L’obiettivo dichiarato è trasformare una parte di questo patrimonio di ricerca e competenze in nuove imprese capaci di crescere e competere anche oltre i confini regionali e nazionali.
Dalla ricerca alla nuova impresa
Nel biotech, però, investire significa confrontarsi con tempi, rischi e competenze molto diversi rispetto ad altri settori tecnologici. La validazione scientifica deve procedere insieme alla strategia clinica e regolatoria. Allo stesso tempo, un progetto deve trovare una struttura finanziaria adeguata, sviluppare relazioni industriali e costruire una strategia commerciale. Per questo il nuovo fondo punta a mettere insieme competenze differenti. A guidarlo saranno Letizia Goretti e Michele Cerqua, in qualità di General Partners, mentre il professor Sergio Abrignani ricoprirà il ruolo di Scientific Advisor. Il team riunisce esperienze maturate nella finanza, nell’industria farmaceutica, nella ricerca scientifica e nell’imprenditorialità biotech.
Competenze per accompagnare la crescita
La squadra di Primo Biotech Lazio è pensata per seguire l’intero ciclo di sviluppo di una società life sciences. Le competenze comprendono la validazione scientifica, la strategia clinica e regolatoria, la strutturazione finanziaria e il business development. A queste si aggiungono le esperienze legate alle operazioni di licensing, M&A ed exit. L’idea è quindi quella di affiancare al capitale una componente specialistica, necessaria in un settore nel quale la distanza tra una scoperta scientifica e la sua trasformazione in prodotto può essere particolarmente complessa.
Una strategia selettiva
Primo Biotech Lazio non nasce con l’obiettivo di costruire un portafoglio estremamente ampio. Il fondo punta infatti a realizzare un portafoglio concentrato di partecipazioni, operando prevalentemente come lead investor. La strategia sarà focalizzata sulle biotecnologie e sulle tecnologie innovative applicate alle scienze della vita, seguendo un approccio selettivo lungo le principali direttrici di innovazione del settore. In altre parole, il capitale vuole accompagnare imprese che abbiano non soltanto una componente scientifica o tecnologica significativa, ma anche la possibilità di trasformare quella tecnologia in un progetto industriale scalabile.
Roma diventa un presidio strategico
C’è poi un altro elemento che riguarda direttamente il territorio. Per rafforzare il rapporto con l’ecosistema scientifico, imprenditoriale e istituzionale regionale, Primo Capital annuncia un presidio stabile a Roma. La scelta punta ad aumentare la capacità di scouting e di supporto alle realtà presenti nel Lazio, avvicinando il fondo ai luoghi nei quali ricerca e imprenditorialità possono incontrarsi.
Investire nel talento, dentro e fuori dal Lazio
La presenza sul territorio si inserisce comunque in una strategia più ampia della società: continuare a individuare e sostenere il talento indipendentemente dalla sua collocazione geografica in Italia. Roma rappresenta quindi un punto di osservazione e di relazione privilegiato sull’ecosistema regionale, senza esaurire la prospettiva di investimento di Primo Capital. L’obiettivo rimane quello di intercettare competenze e progetti ad alto potenziale, accompagnandoli nel percorso di crescita.
Il vero obiettivo: trasformare la ricerca in valore
Ed è forse proprio qui che si trova il punto centrale dell’iniziativa. Il tema non riguarda soltanto la nascita di un nuovo fondo di investimento. Riguarda il rapporto tra ricerca, capitale e capacità imprenditoriale. Una scoperta scientifica può rappresentare un’opportunità, ma per diventare un’impresa deve attraversare diverse fasi: sviluppo, validazione, regolamentazione, finanziamento e accesso al mercato. È in questo percorso che Primo Biotech Lazio vuole inserirsi, mettendo a disposizione capitali specializzati e competenze verticali.
Dalla tecnologia alla competitività
L’obiettivo dichiarato da Primo Capital è contribuire alla crescita di imprese ad alto contenuto tecnologico capaci di generare competitività, sviluppo economico e progresso sociale. La sfida, dunque, non riguarda soltanto il settore biotech in senso stretto. Riguarda anche la possibilità di rafforzare la capacità italiana di trasformare ricerca e innovazione in attività imprenditoriali, occupazione e valore economico.
Un nuovo capitolo per il biotech del Lazio?
Il lancio di Primo Biotech Lazio rappresenta anche un ulteriore passo nella crescita di Primo Capital, che punta a rafforzare il proprio ruolo nel panorama italiano degli investimenti high tech. Ma la vera partita si giocherà nel tempo. Sarà la capacità di trasformare competenze scientifiche in imprese, brevetti e tecnologie in prodotti e capitale in crescita industriale a mostrare quanto questo nuovo strumento riuscirà a incidere sull’ecosistema regionale. Il Lazio ha già una parte importante degli ingredienti. La domanda ora è un’altra: riuscirà a trasformare questa concentrazione di ricerca, competenze e industria in una nuova generazione di imprese biotech capaci di competere sui mercati internazionali? È su questa trasformazione che, nei prossimi anni, si misurerà il valore di Primo Biotech Lazio.