Società Campagna antiviolenza

I linguaggi della violenza di genere

Autrici a confronto ph Irene Cinardi

Costante l’attenzione dell’On. Martina Semenzato sulla  violenza di genere e il linguaggio ad esso attribuito

Ha avuto luogo mercoledì 30 settembre nella Sala Stampa della Camera dei Deputati nell’ambito del Taccuino degli appuntamenti dedicato ai “Nuovi linguaggi contro la violenza di genere” la rassegna letteraria “Autrici a confronto”. L’iniziativa è promossa dalla Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonchè su ogni forma di violenza di genere, l’On. Martina Semenzato.

 

Autrici a confronto ph Irene Cinardi

Violenza di genere in tutte le sue forme

Tante le forme di violenza di genere, fisiche e psicologiche, di cui quotidianamente i notiziari, l’informazione e la cronaca nera tratta. Hanno partecipato all’incontro la Dottoressa Eleonora Pinsuti, coautrice con Laura Occhini e Maria Rita Mancaniello del libro “Body shaming: linguaggi, effetti psicologici e interventi psicoeducativi”,  la Psicologa Veronica Torricelli autrice del libro “Un viaggio tra anoressia e bulimia: come trasformare i pensieri che ti fanno sentire in gabbia” e Fabrizio Labanti autore del libro “Quel maledetto nemico chiamato calvizie: manuale di sopravvivenza all’alopecia e al tricobullismo”. Molteplici dunque le tematiche trattate durante l’evento moderato dal consigliere della Corte d’Appello, magistrato consulente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio Valerio De Gioia. 

 

Valerio De Gioia ph Irene Cinardi

La responsabilità delle parole

I codici deontologici del giornalismo moderno, come l’Articolo 5-bis del Testo Unico in Italia, tracciano una rotta chiara: i fatti di cronaca devono essere descritti con rispetto della dignità della persona, evitando stereotipi e formulazioni che derubrichino la gravità della violenza.
Le parole non si limitano a descrivere la realtà: la plasmano. Continuare a tollerare un linguaggio assolutorio nei confronti della violenza maschile sulle donne equivale a rimanere spettatori complici. Cambiare il modo in cui parliamo della violenza è il primo, fondamentale passo per smettere di giustificarla. La svolta culturale richiede una revisione consapevole del vocabolario che usiamo ogni giorno: da “delitto passionale” a “femminicidio”. Riconoscere il termine femminicidio significa identificare la specificità dell’atto: l’uccisione di una donna in quanto donna, all’interno di dinamiche di potere e di oppressione di genere.

 

Body Shaming e Disturbi Alimentari: le parole dell’On. Semenzato

“Un tema a me molto caro, perché quando sono diventata Onorevole della Repubblica, ormai quasi 4 anni fa, ho deciso di portare una parte della mia vita. Ho dato vita a questo intergruppo che si chiama Body Shaming e Disturbi Alimentari, non perché necessariamente si debbano collegare le due cose, ma perché io ritengo, e ritenevo, che il tema del body shaming e del bullismo fosse un tema rilevante e fosse collegato anche ai disturbi alimentari. La critica feroce sul nostro corpo ci porta a cambiare i nostri comportamenti, anche quelli alimentari. Noi non mettiamo i limiti all’ironia, alla simpatia, alla goliardia, tutto ciò che rende bella la socialità. Una battuta può essere simpatica nel momento in cui entrambe le persone la vivono in maniera simpatica. Diventa faticosa quando invece diventa un atto di bullismo“, ha dichiarato l’Onorevole Martina Semenzato.

 

On. Semenzato ph Irene Cinardi

Il rispetto per l’essere umano

L’impegno costante dell’On. Semenzato per queste tematiche ha portato a significative manovre adottate dal Governo. “Rimane il grande tema del rispetto: lo è per il body shaming, lo è ancora di più per i disturbi alimentari. Come rimane il grande tema del famoso patto di responsabilità di cui io parlo sempre, che riguarda la famiglia, la scuola, la società civile e naturalmente la politica. Lo dico con un po’ di umiltà, che di solito non mi caratterizza: io penso che sul tema del body shaming e dei disturbi alimentari personalmente ho fatto molto. Ancora c’è da fare. Guardo con orgoglio il mio ultimo emendamento nel Milleproroghe, in vigore dal 1 marzo 2026, che ha portato 10 milioni ai disturbi alimentari. Per me vuol dire tanto, vuol dire aver aiutato tantissime famiglie. Il mio obiettivo è la stabilizzazione di questi fondi. Sono processi di un lavoro della politica sistematico, ma sono anche quello che per noi si chiama bene comune“.

 

Valerio De Gioia: La rilevanza penale della violenza

“La Presidente è stata la prima firmataria di questa legge, la numero 150 dello scorso anno, che ha introdotto la giornata contro il body shaming o, meglio, contro la denigrazione dell’aspetto fisico delle persone. È passato quasi un anno e questo è un importante segnale, perché il body shaming, che sembra una goliardata, spesso si caratterizza per una serie di comportamenti che possono avere anche una rilevanza penale, rientrando in quel fenomeno più ampio  del bullismo o del cyberbullismo. Questo fenomeno oggi è ancora più preoccupante perché da quando esistono i social riusciamo a offendere con una potenzialità infinita“, ha aggiunto il Magistrato Valerio De Gioia.

 

Autrici a confronto ph Irene Cinardi

Educare al rispetto

“Soddisfatti del lavoro che stiamo facendo. Educare ai disturbi alimentari e al rispetto altrui è importante perchè questo fa la differenza. Creare associazioni può aiutare, perchè significa spiegare e diffondere il messaggio. Fare comunità insieme per cercare di debellare il fenomeno della violenza in ogni sua forma; le  parole hanno un peso e feriscono“, queste le parole a margine dell’On. Semenzato.

 

Violenza di genere ph Irene Cinardi

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