Dalle Regioni Piemonte

Violenza sulle donne: 900mila euro dal Piemonte

Violenza sulle donne, 900mila euro per prevenzione e sostegno

La Regione Piemonte destina quasi 900mila euro alla prevenzione della violenza sulle donne e al rafforzamento dei servizi di assistenza. Le risorse finanzieranno la formazione delle operatrici dei Centri antiviolenza, il contrasto alle discriminazioni e il sostegno alle vittime di mutilazioni genitali femminili. L’obiettivo è migliorare la rete territoriale e accompagnare le donne verso percorsi di protezione e autonomia.

Il Piemonte rafforza i servizi di assistenza

La Regione Piemonte investe nuove risorse nella prevenzione e nel contrasto della violenza di genere. La Giunta regionale ha approvato i criteri di ripartizione di 890.965 euro, provenienti dal Fondo statale per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità. Il provvedimento prevede tre linee di intervento dedicate alla formazione, alla tutela delle donne più vulnerabili e all’assistenza specialistica. Inoltre, punta a rafforzare la collaborazione tra Centri antiviolenza, Case rifugio, strutture sanitarie e servizi territoriali. L’assessore regionale alle Pari Opportunità, Marina Chiarelli, ha sottolineato l’importanza di garantire risposte tempestive alle donne che chiedono aiuto. «Quando quella donna trova la forza di chiedere aiuto, abbiamo il dovere di farci trovare pronti», ha dichiarato.

Centri antiviolenza: 438mila euro per la formazione
La quota più consistente del finanziamento, pari a 438.000 euro, sarà destinata alla formazione permanente delle operatrici dei servizi antiviolenza. Le risorse interesseranno i 23 Centri antiviolenza e le 13 Case rifugio iscritti all’Albo regionale. La Regione prevede una ripartizione in quote uguali tra le strutture beneficiarie. Il programma sosterrà percorsi di formazione iniziale, aggiornamento professionale e specializzazione. Inoltre, coinvolgerà il personale volontario e altre figure che possono entrare in contatto con donne vittime di violenza. Tra queste figurano medici di medicina generale, infermieri, operatori sanitari e agenti di polizia locale.L’obiettivo è migliorare il riconoscimento dei segnali di violenza e favorire interventi tempestivi. Allo stesso tempo, la formazione aiuterà a orientare le donne verso i servizi territoriali competenti.

Discriminazioni di genere e disabilità: oltre 416mila euro
La seconda linea di intervento prevede 416.465 euro per contrastare le discriminazioni legate al genere e alla disabilità. Particolare attenzione sarà rivolta alle donne che affrontano condizioni di vulnerabilità multipla. In questi casi, infatti, la violenza di genere può intrecciarsi con ulteriori ostacoli nell’accesso ai servizi di protezione. Le attività coinvolgeranno la rete regionale antidiscriminazioni, attraverso i Nodi provinciali di Alessandria, Biella, Cuneo, Novara, Vercelli e Verbania. Parteciperà inoltre il Nodo metropolitano di Torino. Il finanziamento punta a migliorare il coordinamento tra i servizi. Inoltre, intende rendere più accessibili i percorsi di tutela e assistenza alle donne con disabilità.

Mutilazioni genitali femminili: fondi per prevenzione e assistenza
La Regione destina 36.500 euro alla prevenzione e al contrasto delle mutilazioni genitali femminili. Le risorse saranno suddivise in parti uguali tra l’ASL Città di Torino e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino. Entrambe le strutture dispongono di servizi specialistici dedicati all’assistenza delle donne che hanno subito queste pratiche. Il finanziamento sosterrà attività di prevenzione, accoglienza e assistenza sanitaria. Inoltre, saranno previsti interventi ostetrico-ginecologici, psicologici e sociali. Particolare attenzione sarà dedicata anche alla formazione degli operatori e alla mediazione culturale. Le attività si svolgeranno in collaborazione con i Centri antiviolenza del territorio, per favorire una presa in carico più completa.

Marina Chiarelli: dalla protezione all’autonomia delle donne
Secondo l’assessore Marina Chiarelli, il contrasto alla violenza deve andare oltre la gestione dell’emergenza. Le donne che cercano di uscire da situazioni di violenza affrontano spesso difficoltà economiche, familiari e abitative. Per questo motivo, la disponibilità di servizi di accoglienza rappresenta soltanto una parte del percorso. «Una donna deve poter contare su una casa, su un lavoro, sulla possibilità di crescere i propri figli in sicurezza», ha evidenziato Chiarelli. La Regione intende quindi rafforzare gli strumenti che permettono alle donne di ricostruire la propria indipendenza. Inoltre, la formazione delle operatrici assume un ruolo centrale. Un intervento adeguato può infatti facilitare l’accesso ai servizi e accompagnare le vittime verso soluzioni concrete.

Oltre 2 milioni per lavoro, casa e indipendenza economica
Il nuovo stanziamento si aggiunge alle misure annunciate dalla Regione Piemonte all’inizio di ottobre. Un primo pacchetto, superiore a 2 milioni di euro, è destinato a favorire l’autonomia delle donne vittime di violenza. Gli interventi comprendono percorsi di inserimento lavorativo, soluzioni abitative e strumenti di sostegno economico. Inoltre, è prevista una linea dedicata ai figli delle donne vittime di violenza, per rispondere alle esigenze delle famiglie coinvolte. A queste risorse si affiancano ulteriori 2 milioni di euro per potenziare Centri antiviolenza, Case rifugio e percorsi di accoglienza. La strategia regionale punta quindi a collegare protezione immediata e sostegno nel lungo periodo.

Una rete territoriale per accompagnare le donne
Il rafforzamento dei servizi territoriali rappresenta uno degli obiettivi principali del provvedimento. La Regione intende migliorare il coordinamento tra istituzioni, operatori sanitari e strutture antiviolenza. In questo modo, sarà possibile favorire percorsi di assistenza più accessibili e personalizzati. L’assegnazione effettiva dei contributi avverrà attraverso successivi provvedimenti dirigenziali, secondo i criteri approvati dalla Giunta. Il nuovo finanziamento si inserisce così in un programma più ampio di prevenzione e sostegno. Al centro rimangono la sicurezza delle donne, l’accesso ai servizi e la possibilità di ricostruire una vita autonoma.

“L’Immagine di copertina è stata realizzata c on il supporto dell’IA”

 

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