Dalle Regioni Piemonte

La Transizione Ecologica del Piemonte

Una giornata di lavori, con l’intervento del Ministro Cingolani, per fare il punto sullo stato dell’arte della transizione ecologica del Piemonte

La transizione ecologica del Piemonte non solo è allineata ma addirittura anticipa quanto prospetta l’Unione Europea per la ripartenza dell’economia su basi ambientalmente sostenibili. Ad affermarlo è l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati che specifica come la Regione Piemonte stia aggiornando il piano delle acque, dei rifiuti, dell’energia, dello sviluppo sostenibile e della lotta ai cambiamenti climatici.

assessore Marnati

Transizione ecologica del Piemonte
“Con i fondi che abbiamo, nostri e statali, prima che arrivi il PNRR abbiamo messo in atto alcune azioni, come, nel campo della mobilità sostenibile, fondi per la rottamazione delle auto più inquinanti, o per la rottamazione delle stufe a biomassa” spiega l’assessore Marnati.  “Il Governo deve ancora dare i criteri per scaricare a terra i fondi, ci sono tanti progetti ma non c’è una visione strategica, occorre avere una visione di area e stiamo ragionando per creare una sorta di aggregazione di area fra Comuni e le amministrazioni comunali stanno recependo questa indicazione”. Inoltre, la Regione si sta preparando a sviluppare la tecnologia basata sull’idrogeno e sottolinea come, seppur il 2021 sia destinato ad essere l’anno della programmazione, sia livello europeo sia a livello locale, per costruire i prossimi 10 anni, “non sarà facile gestire questa fase: non è un problema di risorse ma di progetti che sono frammentati, non hanno una visione d’insieme”.

L’evento sulla transizione ecologica del Piemonte
La transizione ecologica del Piemonte è uno dei grandi pilastri su cui si gioca la partita della trasformazione economica, sociale e ambientale del territorio per un “presente” sostenibile, attraverso il tracciamento di un percorso in grado di coniugare rilancio economico e sostenibilità ambientale. Bisogna abbandonare i vecchi modelli per abbracciarne uno nuovo che abbia al centro l’ambiente ma anche la sostenibilità sociale e la resilienza dei territori ad un’agricoltura rispettosa delle risorse ambientali. Su queste fondamenta si è sviluppato l’evento organizzato dalla Regione Piemonte, al quale ha partecipato il Ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, in videoconferenza.

ministro Cingolani

L’intervento del Ministro della transizione ecologica
“La transizione è un viaggio che dura un bel po’, è una trasformazione epocale” ha detto il Ministro; “è essenziale impostare molto bene il lavoro: il PNRR dura 5 anni, è il primo stadio motore, che ci fa da acceleratore e ci fa decollare per viaggiare per i successivi 25 anni, che dovremo gestire con le nostre forze e con i giusti piloti”.  Al primo posto secondo il Ministro il lavoro per la trasformazione della mobilità, dei sistemi produttivi, della produzione dell’energia e dello smaltimento dei rifiuti ma l’urgenza “è quella di tenere sotto controllo la produzione di C02 antropomorfa per impedire che la temperatura, entro fine secolo, si innalzi oltre un grado e mezzo, perché la vita potrebbe essere addirittura compromessa. Per evitare di produrre C02 si deve quindi passare da una transizione che per forza di cose richiederà molto tempo. I target da seguire sono fissati a livello internazionale: nel 2030 dovremo aver ridotto del 55% le emissioni di CO2, per arrivare a saldo zero nel 2050”.

presidente Cirio

La transizione ecologica del Piemonte. L’intervento del presidente Cirio
“La transizione ecologica è uno dei temi di maggiore attualità su cui la politica non solo regionale, ma anche nazionale oggi ha il compito di fare scelte e dare indirizzi precisi per il nostro Paese” ha sottolineato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. “Transizione ecologica è anche parola che ci ricorda che tutto oggi deve essere sostenibile. Non solo perché è giusto ed etico nei confronti delle nostre vite e del nostro pianeta, ma anche perché è la chiave vincente per promuovere in Italia e nel mondo l’eccellenza di tutto ciò che nasce in questa nostra splendida terra”.

 

senatore Arrigoni

Basta con la dipendenza energetica dall’estero
“Dobbiamo avere un approccio lungimirante e non guardare solo agli obiettivi di decarbonizzazione che arrivano dall’Europa (taglio della CO2 del 55% entro il 2030)” ha detto il senatore Paolo Arrigoni, membro della 13° Commissione Permanente del Senato della Repubblica. “Il nostro Paese deve avere anche altri obiettivi: la riduzione del costo della bolletta elettrica, la diminuzione della nostra dipendenza energetica dall’estero, diversificare gli approvvigionamenti e garantire la sicurezza e la resilienza del nostro sistema energetico. La transizione ecologica non può prescindere dal consolidamento delle nostre filiere nazionali e dalla creazione di nuove. Bisogna quindi agire con pragmatismo, abbandonando le ideologie spesso anti impresa e contemperando la sostenibilità ambientale con quella economica e sociale, applicando il principio della neutralità tecnologica. La transizione ecologica deve partire dal basso. È necessario fare tanta informazione e coinvolgere le Regioni e i comuni in questa sfida”.

Le Università per la transizione ecologica del Piemonte
Ai lavori hanno partecipato anche i rettori delle quattro università del Piemonte con i quali si è dialogato sul ruolo degli atenei, che rappresentano il collegamento ideale per la formazione e per la ricerca per affrontare la sfida della transizione ecologica.

UniTo

UniTo e Università del Piemonte orientale
Stefano Geuna, rettore dell’Università degli Studi di Torino ha sottolineato che tutta “la struttura fisica, edifici, luoghi e ambienti di UniTo sono ormai conformi alla sostenibilità. Inoltre, l’impegno nella ricerca dei dipartimenti e i corsi di laurea che si impegnano nello studio di una prospettiva della grande sfida che ci accompagnerà nei prossimi anni”.
“Nel nostro ateneo si sta coagulando un gruppo di ricercatori e professori per la costituzione di un dipartimento per la crescita sostenibile e la transizione ecologica” ha dichiarato Gian Carlo Avanzi, rettore dell’Università del Piemonte Orientale. “C’è bisogno che si formino figure professionali che abbiano le competenze per portare avanti il lungo percorso della transizione ecologica del nostro Paese. Il nuovo dipartimento, che si avvierà a settembre, avrà come obiettivo lo studio della sostenibilità in tutte le sue declinazioni”.

politecnico di Torino

Politecnico di Torino e Università di Scienze gastronomiche
Patrizia Lombardi, prorettrice del Politecnico di Torino e presidente della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS) ha sottolineato che il Politecnico di Torino, coordinatore e promotore della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile che coinvolge circa 80 atenei ed oltre 700 delegati in tutta Italia, “è impegnato da diversi anni nella implementazione della transizione ecologica del proprio campus e del contesto metropolitano, anche attraverso la istituzionalizzazione dal 2015 del Green Team di ateneo. È inoltre impegnato nella innovazione della didattica per la creazione di nuove competenze, anche attraverso la creazione di un Teaching Lab e l’attivazione di un nuovo corso trasversale denominato Grandi Sfide”.
“Un’economia sostenibile” ha aggiunto il professor Franco Fassio, delegato alle Politiche di Sostenibilità dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, “può essere solo un’economia della conoscenza. Istruzione, formazione e ricerca sono necessari per ripensare le ipotesi della società contemporanea e tradurle in un linguaggio condiviso. Il cibo giocherà un ruolo centrale nella transizione ecologica poiché è unità base di connessione tra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile”.

I temi della transizione ecologica del Piemonte
Nella seconda parte della giornata si sono tenuti i lavori di alcuni tavoli di confronto su temi specifici, con vari ospiti portatori di proposte e gli assessori di riferimento delle singole tematiche trattate.

Torino – trasporto pubblico

I trasporti e la mobilità
L’assessore regionale ai Trasporti e Infrastrutture, Marco Gabusi, durante uno di questi incontri ha chiarito: “siamo finalmente nelle condizioni di poter dare una risposta concreta alle esigenze di mobilità e protezione dell’ambiente che una regione moderna deve necessariamente avere. L’indirizzo ecologico della politica regionale è chiaro.  Il programma di rinnovo degli autobus prevede la sostituzione di 859 mezzi entro il 2023 fino all’estinzione dei mezzi inferiori all’Euro 3. Anche la flotta dei treni è in fase di aggiornamento: 32 nuovi treni (9 Pop e 23 Rock) sono destinati all’SFM del nodo di Torino; il treno Pop è ecosostenibile riciclabile fino al 97% con una riduzione del 30% dei consumi energetici rispetto ai treni precedenti. Senza dimenticare il nuovo Programma Regionale della Mobilità Ciclabile in dirittura d’arrivo entro l’anno”.

La riconversione dei sistemi produttivi
“La transizione ecologica del Piemonte” ha affermato l’assessore regionale alle Attività produttive, Andrea Tronzano “tiene conto della grande componente trasversale dell’innovazione che persegue la politica europea, di incentivare la riconversione in chiave sostenibile dei sistemi produttivi esistenti. Economia circolare, chimica verde, energia pulita e filiera dell’idrogeno sono solo alcune delle opportunità future del sistema produttivo che dobbiamo cercare di far sviluppare al meglio”.

Agricoltura e cibo
“La Regione Piemonte” ha infine sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo, Marco Protopapa “è pronta a garantire il nuovo percorso verso un’agricoltura sostenibile, che pone al centro il rispetto dell’ambiente e anche la tutela della qualità dei prodotti agroalimentari”.

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