701 vittime nei primi otto mesi del 2026: ANMIL chiede una Procura nazionale e di introdurre il reato di omicidio sul lavoro
In aumento infortuni e malattie professionali. Alla Giornata nazionale di Longarone, l’associazione rilancia la proposta di introdurre il reato di omicidio sul lavoro.
In aumento gli infortuni mortali
Sono 701 i lavoratori che hanno perso la vita in Italia nei primi otto mesi del 2026. Le denunce di infortunio mortale sono aumentate del 2,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le denunce di malattia professionale sono invece cresciute del 16,3%, raggiungendo quota 74.542. I dati INAIL sono stati diffusi in occasione della 76ª Giornata nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro, promossa dall’ANMIL l’11 ottobre a Longarone, in provincia di Belluno.
Omicidio sul lavoro e Procura nazionale
Il presidente nazionale ANMIL, Amedeo Bozzer, ha rilanciato la richiesta di introdurre il reato autonomo di omicidio sul lavoro. La proposta di legge C. 2849, presentata alla Camera il 19 marzo 2026, è attualmente all’esame della Commissione Giustizia. L’associazione chiede anche una Procura nazionale del Lavoro, con magistrati specializzati e competenze per coordinare le indagini sulla sicurezza, superando la frammentazione territoriale.
Oltre 404 mila denunce di infortunio
Nei primi otto mesi del 2026 le denunce di infortunio avvenuto in occasione di lavoro sono state circa 404.809, in aumento del 5,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Per ANMIL, i numeri confermano la necessità di rafforzare prevenzione, controlli e accertamento delle responsabilità, affinché la sicurezza sia riconosciuta come un diritto e non come un costo.
La voce delle famiglie
Alla cerimonia civile, ospitata al Museo del Vajont, sono intervenuti i genitori di Mattia Battistetti, morto a 23 anni dopo essere stato travolto da un bancale di 15 quintali in un cantiere nel Trevigiano. Per la sua morte, tre dei sei imputati sono stati condannati a un anno e tre mesi; gli altri tre sono stati assolti perché il fatto non sussiste. «La sicurezza sul lavoro non può essere considerata un costo, ma un diritto e una responsabilità che riguarda tutti» ha dichiarato Bozzer, sottolineando l’importanza di dar voce alle famiglie delle vittime.
L’immagine di copertina è stata realizzata con il supporto dell’IA.