Programma Operativo Occupazione in Valle d’Aosta

Rollandin-FSE

Programma Operativo Occupazione in Valle d’Aosta

Il Fondo Sociale Europeo finanzia il Programma Operativo sull’Occupazione, che in Val d’Aosta ha finora permesso di formare 10 mila persone ed erogare contributi per ben 1800 progetti nell’arco di tre anni. Ora si va avanti per aiutare i lavoratori a rischio e i giovani dai 16 anni in su. Il nuovo bando scadrà il 29 luglio

La riunione del Comitato di Sorveglianza del POO-FSE conclusasi negli scorsi giorni, ha visto la partecipazione dei rappresentanti della Commissione Europea, del Ministero del Lavoro, del Ministero dello sviluppo economico, del Ministero delle Finanze, delle parti sociali, dei datori di lavoro e dei funzionari regionali. Durante l’incontro si è analizzato l’andamento del Fondo, che ha permesso di finanziare finora, con 12 milioni di euro, 1800 progetti formativi che hanno coinvolto 10 mila persone. Tale Fondo, istituito per arginare la crisi occupazionale, è stato impiegato principalmente per misure preventive sul mercato del lavoro, come i sistemi di apprendimento permanente nelle imprese o il reinserimento nel mondo dei lavoro dei soggetti svantaggiati (come le donne). Riunione-FSE Le risorse sono state utilizzate per migliorare l’occupabilità dei lavoratori e per far questo nel POO-FSE sono state coinvolte tutte le parti sociali e sono state previste alcune misure particolari per chi ha perso il lavoro. Secondo il Presidente della Regione, si è trattato di “Un programma molto circostanziato che sicuramente ha dato dei grandi frutti, che oggi stiamo monitorando, e che ci vede in linea con le previsioni di spesa”. Durante il 2011, verranno avviati degli interventi mirati nei confronti dei giovani. Tra questi è prevista un’offerta formativa rivolta ai giovani maggiori di 16 anni, che li aiuterà ad inserirsi nel mondo del lavoro. Le aziende interessate, possono richiedere i contributi del FSE (che ora mette a disposizione altri 2 milioni di euro) proponendo progetti da inserire tramite sistema informatico SISPOR e presentando domanda cartacea entro le ore 14,00 di venerdì 29 luglio 2011. L’invito è già stato diramato dalla Presidenza della Regione spiegando che accoglierà le richieste secondo i principi alla base del FSE, ovvero quelle che abbiano l’obiettivo di migliorare le condizioni occupazionali dei lavoratori favorendo la qualificazione professionale e l’inserimento lavorativo delle persone – in particolare se svantaggiate. I progetti presentati potranno essere tesi “a migliorare la professionalità dei lavoratori occupati, a promuovere la ricerca e l’innovazione, a favorire la specializzazione superiore dei giovani anche attraverso scambi internazionali”. La situazione occupazionale in Valle d’Aosta dalla quale ha preso forma il Programma Operativo, era quella del 2005, di poco negativa in quanto a quel tempo non si parlava di crisi. L’Unione prevedeva, secondo l’accordo di Lisbona, che per favorire l’occupazione occorresse aumentare il livello di preparazione dei giovani, futuri lavoratori. Questo interesse è tanto più forte oggigiorno, in cui la crisi ha colpito severamente l’intero globo e la concorrenza si è fatta molto forte in quanto negli altri Paesi europei il livello di preparazione dei giovani è spesso più elevato. tavola 1 La Valle d’Aosta in particolare già nel 2005 faceva riscontrare la mancanza non solo di un’adeguata preparazione da parte dei giovani ancora disoccupati nonché degli occupati, ma soprattutto di istituti formativi che tale preparazione fossero disposti a dare. Ecco di seguito uno stralcio del Programma Operativo Occupazionale valdostano: “Un ulteriore elemento di specificità è stato – fino all’avvio del periodo di programmazione 2000-2006 – la debole presenza di strutture di formazione professionale, con una offerta centrata in prevalenza sulla formazione finalizzata all’occupazione e sulla formazione sul lavoro, attraverso un significativo coinvolgimento delle imprese, e sull’assunzione da parte della struttura dell’Agenzia del Lavoro di funzioni gestionali-realizzative. La creazione di un vero e proprio sistema di formazione professionale ha preso dunque l’avvio nell’ultimo sessennio, affrontando i problemi legati alla storica assenza di strutture erogatrici, identificabili in primis nella scarsa consistenza delle risorse strutturali, organizzative e professionali disponibili. Gli organismi che partecipano in termini strutturati e continuativi alla realizzazione delle politiche formative sono attualmente 27, di cui 17 agenzie formative e 9 istituzioni scolastiche, oltre all’Università degli Studi della Valle d’Aosta. La pluralità di attori, pur presentando elementi di varietà ed articolazione utili in una prospettiva evolutiva, sconta le difficoltà di ogni processo di attivazione istituzionale ed organizzativa. Il periodo di programmazione appena conclusosi – accanto ad una soddisfacente capacità di risposta ai nuovi assetti, ha rivelato alcune criticità […]”. Per queste ed altre ragioni si è resa particolarmente interessante per la Regione Valle d’Aosta l’opportunità offerta dai finanziamenti del FSE, il quale vuole attivare meccanismi positivi per l’occupazione tenendo particolarmente conto delle seguenti priorità: tavola 2 t3 Di conseguenza, anche per quanto riguarda la Regione Valle d’Aosta, questi sono i principi da seguire riportati nel POO, nel quale un posto di rilievo hanno le donne:

 

4.2.1 Obiettivi specifici e operativi

L’asse Occupabilità è rivolto a sostenere tutti i processi che promuovano e supportino la partecipazione attiva al mercato del lavoro, in termini di accesso e di permanenza stabile, con particolare riferimento alle persone in cerca di occupazione, inattive, a rischio di disoccupazione di lunga durata, agli occupati più anziani interessati a prolungare la propria carriera professionale, ai soggetti maggiormente esposti ai rischi della precarietà per condizione di genere e di origine. In questo quadro si fanno propri i seguenti obiettivi specifici dell’asse: d) Aumentare l’efficienza, l’efficacia, la qualità e l’inclusività delle istituzioni del mercato del lavoro; e) Attuare politiche del lavoro attive e preventive, con particolare attenzione all’integrazione dei migranti nel mercato del lavoro, all’invecchiamento attivo, al lavoro autonomo ed all’avvio di imprese; f) Migliorare l’accesso delle donne all’occupazione e ridurre le disparità di genere. In coerenza con le priorità indicate dal Regolamento (CE) 1081/2006 all’art.3 comma 1 lettera b) e le specificità della Regione Autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste, la strategia operativa è rivolta – nel rispetto della normativa sugli aiuti di stato – alla qualificazione diffusa delle risorse umane e dei servizi di prevenzione, collocamento e supporto ad esse rivolti, con particolare riferimento ai obiettivi operativi, non esclusivi: – rafforzamento della capacità di intervento dei servizi per l’impiego, secondo un approccio maggiormente individualizzato ed integrato con l’insieme dei servizi rivolti all’accesso all’apprendimento; – rafforzamento dei dispositivi di messa in trasparenza, riconoscimento e certificazione degli apprendimenti individuali, rivolti al rafforzamento dell’occupabilità attraverso la ricomposizione e la messa in valore verso il mercato del lavoro degli apprendimenti derivanti da lavori discontinui, occasionali, stagionali, a termine o a scarsa qualificazione; – sviluppo dell’offerta di servizi di informazione, diagnosi, orientamento, formazione, mediazione ed accompagnamento rivolti al reingresso ed alla permanenza sul mercato del lavoro di inoccupati, disoccupati ed individui minacciati da disoccupazione e precarietà cognitiva; – rafforzamento degli interventi rivolti allo sviluppo sostenibile dell’autoimprenditorialità, della cooperazione e delle forme di economia sociale rivolte alla creazione ed alla qualificazione di occupazione, in sinergia con le politiche economiche e sociali regionali; – sviluppo di interventi rivolti – nel rispetto delle norme in materia – a favorire l’accesso ai percorsi di abilitazione professionale di competenza regionale, a sostegno del diritto alla mobilità geografica ed alla libertà di stabilimento, in coerenza con le Direttive Comunitarie in materia; – sviluppo di interventi rivolti al miglioramento delle relazioni dei migranti con i sistemi di istruzione e formazione professionale, il mercato del lavoro, la società locale, anche attraverso il riconoscimento delle conoscenze e delle competenze precedentemente acquisite; – sviluppo di interventi rivolti al superamento delle condizioni che, anche indirettamente, limitano l’accesso delle donne al mercato del lavoro, ne inibiscono i percorsi di carriera e mantengono i differenziali retributivi, con particolare riferimento alle occupazioni stabili di maggior profilo; – promozione della maggior permanenza attiva nel processo produttivo da parte dei lavoratori a fine carriera, anche attraverso il rafforzamento delle loro capacità di trasmissione dei saperi professionali esperti.

Allegati

pdf Eurovignette-III-testo-originale-inglese.pdf