Operativo il Centro di ricerca italo-cinese Textech

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Operativo il Centro di ricerca italo-cinese Textech

Lo scorso venerdì 5 luglio si è ufficializzata, con la firma dell’atto notarile, la nascita del centro di ricerca congiunto italo-cinese sul tessile che opererà a Prato, in Toscana

Ora è nato il consorzio che lo rappresenterà, costituito dalla cinese Whenzhou Garment Development ltd co, che è il partner tecnico indicato dalla provincia dello Zhejiang, e dal Creaf, la società per la ricerca e l’alta formazione partecipata per l’80% dalla Provincia e per il resto dai comuni di Prato e dintorni.

Si tratta di un consorzio senza scopo di lucro e si affianca al più vasto progetto speciale per il rilancio del distretto pratese specializzato nel settore tessile. “Il centro” spiega il direttore di Toscana Promozione (l’agenzia per la promozione economica della Regione) Stefano Giovannelli, “potrà giocare un ruolo importante relativamente alla certificazione e ai controlli doganali dei prodotti tessili esportati verso la Cina e creare le basi per nuove possibilità commerciali verso quel mercato”.

Il centro sarà finanziato per i primi tre anni con 1,2 milioni di euro: metà ce li metterà la provincia dello Zhejiang e metà la Regione Toscana. Ulteriori finanziamenti arriveranno sui singoli progetti – il primo è già stato finanziato dal ministero cinese. Si prevedono ricavi per oltre un milione di euro.

Textech lavorerà su due fronti: farà ricerca su nuovi materiali e nuove fibre, migliorando i processi produttivi, cercando di risparmiare energia e riducendo l’impatto sull’ambiente, e offrirà servizi avanzati per imprese italiane e cinesi, a partire dalla certificazione dei prodotti che vengono esportati. Farà da consulente per la sicurezza e la qualità dei prodotti, dispenserà analisi economiche e di scenario monitorando le principali tendenze del settore e si occuperà naturalmente anche di trasferimento tecnologico.

“Aldilà della convinzione che la Cina possa essere un partner di rilievo nel campo scientifico e tecnologico e che abbia la possibilità di investire ingenti risorse nella ricerca e nell’innovazione” afferma il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, “il centro segna un salto di qualità indubbio nei rapporti tra la Toscana, Prato e la Cina”. Rapporti che partono da lontano, in quanto l’idea della nascita di Textech risale al 2010, quando il presidente Rossi incontrò il Ministro per la Scienza e la tecnologia della Repubblica popolare cinese Wang Gang, durante l’Italy-China Innovation. il forum organizzato a Firenze da Toscana Promozione.
Seguì a questo incontro, nel giugno 2011, la firma di un accordo per la cooperazione in campo scientifico-tecnologico e, a luglio, un accordo tra Regione e Provincia dello Zhejiang per la costituzione del Centro di ricerca congiunto sul tessile. A novembre dello stesso anno venne firmata una lettera d’intenti dal presidente del Creaf e dal presidente della società Wenzhou Garment, alla presenza del vice-ministro della scienza e tecnologia cinese Cao Jianlin e del presidente della Toscana Enrico Rossi.
Tra il 2011 e il 2012, come testimoniano anche alcuni nostri articoli, furono organizzate diverse missioni in Cina e in Italia per conoscersi meglio e costruire un programma di lavoro di interesse reciproco.

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“È stato un lungo percorso, non senza difficoltà” ha commentato Stefano Giovannelli, direttore di Toscana Promozione, “ed è un grande piacere vedere il progetto diventare realtà”.
“Un risultato importante” ha aggiunto il presidente Rossi “conseguito peraltro con un grande lavoro di squadra del sistema Paese. Il ministero degli Affari Esteri ed il ministero dello Sviluppo Economico hanno infatti accompagnato l’operazione con un importante contributo a valere sul Programma MAE-Regioni-Cina, in un progetto che ha visto anche il coinvolgimento della Regione Puglia”.

Un lavoro di squadra dunque, che ha coinvolto i ministeri degli Affari Esteri, della Ricerca e dello Sviluppo Economico e gli attori della ricerca in Toscana, in Puglia ed in Cina identificando concrete opportunità di lavoro di interesse reciproco. Un lavoro di squadra con ha fatto sì che l’esperienza fosse portata come esempio pilota di collaborazione pubblico-privata con la Cina nel campo della ricerca e dell’innovazione al China-Italy Innovation Forum, che si è svolto l’anno scorso a Napoli.

Il progetto del Centro è stato concertato anche con le associazioni di categoria locali e, come ha precisato il Presidente Rossi, “il fatto che abbiano aderito convinte testimonia come siano stati risolti dubbi e perplessità che all’inizio erano stati sollevati circa i rischi di concorrenza da parte delle imprese cinesi. Non ha firmato solo il Comune di Prato e ce ne dispiace”. Da parte sua, l’ambasciatore cinese in Italia, Ding Wei ha dichiarato che il varo di Textech “testimonia la cooperazione che esiste tra Cina e Toscana ed aiuterà a far crescere questa collaborazione in futuro, non solo nel settore produttivo ma anche in quello tecnologico”. Secondo il presidente Rossi “la Toscana non poteva scegliere partner migliore della provincia dello Zhejiang, che è all’avanguardia nella ricerca tecnologica”. Si tratta infatti di una delle province cinesi più ricche, con il prodotto interno lordo pro capite che è il doppio della media nazionale.

Le imprese italiane del settore temono però la concorrenza delle imprese cinesi anche per via della differenza di costi e dunque di prezzi sul mercato. Rivolto indirettamente ad esse, l’ambasciatore Ding Wei è stato chiaro ed ha rivolto un appello alle imprese cinesi a Prato e in tutta Italia a rispettare le regole e pagare le tasse: “chi lavora in Italia deve contribuire al benessere sociale ed occupazionale delle comunità dove vive e siamo pronti ad impegnarci per risolvere i problemi di mancato rispetto delle regole. Come governo cinese ci opponiamo fermamente a qualsiasi illegalità”. Il Presidente Rossi ha però voluto sottolineare che l’evasione fiscale non si annida di certo solo fra gli imprenditori cinesi.
L’integrazione è comunque un processo lungo, ma l’ambasciatore cinese è fiducioso: “i nostri immigrati cinesi possono diventare ponte della collaborazione tra Cina e Toscana e con il nostro impegno congiunto i problemi che ci sono potranno essere risolti”. Il console generale a Firenze, Wang Xinxia, ha aggiunto “lavoreremo con l’ambasciata per migliorare l’integrazione economica e sociale della comunità cinese”.
Dall’incontro con l’ambasciatore cinese sono arrivati anche alcuni consigli su come raggiungere lo scopo: proseguire il lavoro di formazione e educazione alle imprese, trovare nuove forme di sorveglianza ed incentivare le imprese cinesi ad assumere anche italiani, soprattutto per quanto riguarda gli impiegati che hanno a che fare con adempimenti fiscali e burocrazia. Per garantire la legalità e il rispetto della legislazione fiscale.
Sul fatto che le imprese cinesi a Prato siano un valore aggiunto importante e che debbano rimanervi, il presidente della Toscana non ha dubbi: “producono ricchezza e possono diventare un fattore di benessere, crescita e sviluppo per tutti. Occorre però garantire un rispetto maggiore e più diffuso delle leggi”.

Per il momento Textech avrà sede a Palazzo Novellucci, ospite nelle stanze della Provincia, poi si trasferirà al Creaf, la società di ricerca e alta formazione di Via Galcianese partecipata per l’80% dalla Provincia e per il resto dai comuni del territorio che ospiterà il centro, centro che è già operativo. Infatti il primo progetto è quello finanziato proprio dal Governo cinese con 1,5 milioni di euro. Si tratta di un progetto sui tessuti non-tessuti creati con microfilamenti (dunque nanotecnologie e materiali avanzati) che si prevede porti ricavi per il primo anno pari a un milione di euro. Un finanziamento importante ma bisogna considerare che la Cina è il secondo investitore nel mondo per ricerca dopo gli Stati Uniti, dunque avere un simile partner non può che fare bene a questo settore. Tra l’altro, il centro consentirà di avere commesse dalla Cina e darà quindi anche lavoro, favorendo l’integrazione.
Intanto il progetto attualmente in opera, il primo del centro, sarà sviluppato con il coinvolgimento delle imprese del settore, pubblico e privato insieme, e vedrà collaborare da una parte i pratesi della Next Tecnology – Tecnotessile di Prato e dall’altra i cinesi della Sci – Tech University dello Zhejiang.

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