Turismo e pari opportunita

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Turismo e pari opportunità

Presentato a Roma il convegno “Turismo e pari opportunità: un settore al femminile?” promosso dall’Ente Bilaterale Nazionale del Turismo

In controtendenza, rispetto ai dati del nostro Paese sull’occupazione femminile, il settore turismo, in cui le donne trovano maggiore spazio e che risulta essere tra i più promettenti del futuro.

In calo in tutta Italia e con redditi (e possibilità di carriera) inferiori rispetto a quella maschile, l’occupazione femminile rappresenta un’onta per le politiche della nostra nazione, che invece di puntare sul lavoro delle donne per la ripresa (come ci è stato più volte richiesto anche dalle istituzioni UE) continua a procrastinare i tempi per emanare provvedimenti di tutela e realizzare interventi concreti per rilanciarla. Interventi che potrebbero abbinarsi – come indicato durante il convegno – a quelli in vigore dal 28 giugno 2013 per il rilancio dell’occupazione giovanili (finanziamenti, sgravi fiscali, incentivi) anche in vista di Expo 2015.
Per avviare il cambiamento, potrebbe essere utile partire proprio dal settore del turismo, visto che è in controtendenza e offre uno scenario futuro più promettente di altri settori. Proprio in quest’ottica si inquadra il primo Osservatorio permanente per le Pari Opportunità che è stato presentato in occasione del convegno dell’8 luglio presso il CNEL. Una iniziativa che, come ha sottolineato il presidente dell’EBNT (Ente Bilaterale Nazionale del Turismo) Alfredo Zini “deve essere considerata “un cantiere aperto in cui coinvolgere anche altre categorie”.

L’EBNT è nato nel 1991 puntando sulla relazione tra impresa e sindacato come risorsa. Esso è l’organismo paritetico e tavolo permanente di confronto delle più rappresentative organizzazioni di imprenditori e lavoratori turistici. Si tratta di un ente senza fini di lucro che svolge attività di ricerca, informazione e valutazione su mercato del lavoro, apprendimento e formazione, promuovendo interventi e strategie contro ogni forma di discriminazione e a sostegno di occupazione e professionalità in tempi di crisi.

La ricerca, basata su dati dell’Isfol (l’Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori) e dell’Osservatorio Permanente del Mercato del Lavoro presso l’ENBT, è stata analizzata ed illustrata dal professor Andrea Ceccarelli dell’Università degli Studi di Teramo ed è stata promossa proprio con l’obiettivo di sollecitare interventi concreti per una migliore e più giusta collocazione della donna nel mondo del lavoro. Alla presentazione del Primo Osservatorio Permanente per le Pari Opportunità erano presenti: Cinzia Calabrese dell’Ordine degli Avvocati di Milano e Componente del Comitato Pari Opportunità, l’Assessore alle Pari Opportunità della Regione Lazio Concettina Ciminiello, Anna Rita Fioroni (PD), la senatrice PDL Anna Cinzia Bonfrisco, il Presidente dell’Associazione Donne nel Turismo Caterina Fioritti, la Consigliera Nazionale di Parità Alessandra Servidori.

“Il ruolo del Turismo” ha spiegato il presidente Zini “va riposizionato nel piano programmatico per il rilancio dell’economia, affidando alle donne cariche ed incarichi più qualificati per evitare quello schiacciamento delle carriere che emerge dalla ricerca”.

I dati dell’Osservatorio parlano chiaro: le donne impiegate nel settore turismo sono il 60%, risultano assunte a tempo indeterminato – soprattutto nelle grandi imprese – per l’88,8% (contro il 78,5% degli uomini) seppur con contratti part-time o di Co.Co.Co..
Una buona notizia che però si arresta nel solito punto nevralgico: la carriera. A ricoprire i ruoli di dirigente o di quadro sono solo, rispettivamente, il 33,8% e il 36,7% delle donne. Ciò significa che più si va in alto nella gerarchia e meno donne troviamo (soprattutto nel Mezzogiorno).
Nonostante il titolo di studio superiore – che oltretutto viene fortemente richiesto dalle stesse aziende – in possesso più delle donne che degli uomini e il contributo qualitativo e quantitativo che le donne apportano al settore, esse si vedono offrire solo posti di lavoro di livello inferiore. Qui come altrove.
Come cambiare le cose? Prova a rispondere la vice presidente dell’EBNT, Lucia Anile: “bisogna riorganizzare la società e capire come impostarla. Si deve puntare su un discorso di contrattazione integrativa che rimuova le disuguaglianze e le discriminazioni di genere. Una maggiore partecipazione delle donne al mondo del lavoro comporta una maggiore crescita economica ed un miglioramento dei rendimenti aziendali”. Ma è solo una voce nel coro che il nostro giornale tenta da tempo di amplificare, nella speranza che trovi finalmente orecchie che odano.

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