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Violenza sulle Donne. Il Premio “Donatella Colasanti e Rosaria Lopez”

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In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne istituito un Premio in memoria delle due giovani vittime del Circeo

Donatella Colasanti e Rosaria Lopez sono state protagoniste di una delle pagine più cruente della storia d’Italia. L’episodio delle due amiche di 17 e 19 anni vittime di un barbaro “massacro” nel comune di San Felice Circeo, tra il 29 e il 30 settembre 1975, fu tra i primi casi di cronaca di femminicidio e sconvolse la coscienza di tutti, dall’opinione pubblica alle istituzioni. Una violenza che andò oltre lo stupro, ad opera di assassini della cosiddetta Roma “bene” che si inserisce in anni in cui le donne avevano raggiunto importanti conquiste: l’approvazione della legge sul divorzio, l’interruzione volontaria di gravidanza, l’introduzione del nuovo diritto di famiglia e la nascita del movimento femminista. In ricordo della triste vicenda, la Regione Lazio ha istituito un concorso diretto alle scuole.

Il Premio Colasanti – Lopez

Per la promozione di una cultura del rispetto dei diritti umani fondamentali e delle differenze tra uomo e donna, è stato presentato il bando per ricordare Donatella Colasanti e Rosaria Lopez con il “Premio Colasanti Lopez” rivolto alle scuole secondarie e agli istituti di formazione del territorio, finanziato dalla Regione Lazio per l’anno scolastico 2019-2020. Gli studenti potranno elaborare scritti e progetti sul tema e i vincitori riceveranno un voucher per l’acquisto di materiale a supporto della didattica pari a 5.000 euro. Le domande potranno essere presentate fino al 15 aprile 2020.

“Il concorso” ha spiegato Cecilia D’Elia, presidente della cabina di regia, istituita presso la Regione Lazio, per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere “serve ad affidare ai ragazzi il ricordo dei fatti del Circeo. Servono azioni integrate su tre fronti, quello di prevenire, proteggere e punire”. Prevenire, cioè sradicare la cultura della violenza dal concetto di relazione, proteggere per offrire alle vittime luoghi di sostegno e punire con il perseguimento dei reati e la certezza della pena. D’Elia ha poi ricordato Donatella, con le sue poesie scritte su fogli di carta lasciati negli uffici della Regione, alcune delle quali sono state lette dall’attrice Claudia Gerini.

Tra gli interventi più intensi quello di Letizia Lopez, sorella di Rosaria, che ha sottolineato come, nonostante dal 1975 ad oggi siano stati fatti passi in avanti, le donne continuino a morire. “Gli assassini di mia sorella” ha detto Letizia “non hanno fatto la galera e le istituzioni non hanno fatto niente. Nel 2005 lo Stato ha dichiarato sano Angelo Izzo: faceva l’assistente sociale, è uscito ed ha ucciso due persone, una madre e una figlia”.
Roberto Colasanti, fratello di Donatella, morta alcuni anni fa a seguito di un male incurabile, ha detto che la sorella sarebbe stata orgogliosa di sapere che un premio del genere portasse il suo nome.

Alla presentazione del premio sono intervenuti, oltre Cecilia D’Elia, l’attrice Gerini e i fratelli delle vittime, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti; Giovanna Pugliese, assessora al turismo e alle pari opportunità; Eleonora Mattia, presidente IX commissione del consiglio regionale del Lazio; Claudio Di Berardino, assessore al lavoro e alla formazione.

Nicola Zingaretti ha dichiarato: “Prevenire, proteggere e punire è la linea seguita dalla Regione Lazio in difesa delle donne vittime di violenza. Bisogna presentare delle risposte e la Regione ha delle politiche che passano per la prevenzione, per l’impegno culturale nelle scuole e per la presa in carico delle vittime da parte delle Asl e della rete medica. L’impegno della Regione continua sia con la rete dei centri antiviolenza sia con il fondo per gli orfani vittime di femminicidio e con la campagna nelle scuole ‘Io non odio’, perché una delle priorità è cambiare la mentalità generata dagli uomini, spesso in famiglia”.

“Sono giornate importanti” ha spiegato Giovanna Pugliese, presidente dell’Osservatorio regionale sulle pari opportunità e Assessora regionale al Turismo e Pari Opportunità, “perché se guardiamo ai dati ci accorgiamo che l’80% delle violenze avvengono in ambito familiare. Quello che serve è un’educazione ai sentimenti per le ragazze e i ragazzi e ricostruire un nuovo modo per essere cittadini liberi in una società diversa”.

Gli eventi laziali per la ricorrenza della giornata contro la violenza sulle donne si terranno fino a dicembre 2019

In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne che si è celebrata il 25 novembre, la Regione Lazio ha organizzato alcune iniziative per sensibilizzare i cittadini, ma soprattutto i giovani, su questo tema. Le iniziative andranno avanti fino ai primi di dicembre 2019.

Il 25 novembre pomeriggio Giovanna Pugliese e Alessio D’amato hanno presentato “Salute in rosa”: linee guida per l’accoglienza e il supporto alle donne vittime di violenza all’interno dei pronto soccorso e delle strutture ospedaliere del Lazio.

Nella serata del 25 novembre, nel polo culturale “Spazio Rossellini” in via della Vasca Navale a Roma, è andato in scena lo spettacolo “Taddrarite”, scritto da Luana Rondinelli con Donatella Finocchiaro, Claudia Potenza e Antonia Truppo.

A fronte dei 94 casi di femminicidio verificati in Italia nei primi mesi del 2019 e dei 1.300 casi di maltrattamento compiuti a Roma nel 2018, la Regione ha avviato l’apertura di tre nuovi centri antiviolenza a Formia, Civitavecchia e nei comuni del Cassinate e due case rifugio in provincia di Civitavecchia e nel distretto socio-sanitario dell’Asl Rm6 che si aggiungono ai 23 centri antiviolenza e alle 9 case rifugio regionali già attivi.
L’assessora Giovanna Pugliese il 29 novembre visiterà il centro antiviolenza “Galassia” di Formello e il 30 novembre verrà presentata la casa delle donne ad Amatrice.

A Roma verrà consegnata la prima casa della semi-autonomia del Lazio, riservata alle donne in uscita dalle case rifugio: si tratta di un luogo, creato all’interno di un immobile confiscato alla criminalità organizzata, dove le donne vittime di violenza potranno ricostruire un percorso di vita indipendente per sé e per i propri figli. La Regione, che per prima ha introdotto il contributo per i minori figli di donne vittime di femminicidio, ha programmato il rifinanziamento del fondo con altri 200mila euro.

Infine, il 3 dicembre nella casa della salute di Santa Caterina della Rosa di via Nicolò Forteguerri 4 a Roma, prenderà il via il corso di formazione per operatori socio-sanitari e operatrici dei centri antiviolenza.

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