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Città a misura di donna, il webinar

Un futuro a misura di donna. Teresa Bellanova a Città del Futuro: serve alleanza tra le città e le donne che le abitano

Le città del futuro a misura di donna
“Una prospettiva di genere per le città del futuro. Che significa? Innanzitutto un’alleanza: tra le città e le donne che le abitano. Poi una scommessa: poter attraversare lo spazio pubblico e poter vivere lo spazio urbano in piena libertà e piena sicurezza. Il che, ovviamente, non è solo ed esclusivamente una questione di illuminazione pubblica e/o di organizzazione della mobilità. Non solo ma anche. E dunque sì, è il momento che nelle nostre città questo accada dovunque a partire da adesso, partendo da “una mobilità pubblica amica e alleata delle donne”. Così la vice ministra alle Infrastrutture e mobilità sostenibili Teresa Bellanova, nel suo intervento al webinar “Città del futuro: sostenibilità, sicurezza, integrazione, una prospettiva di genere”, organizzato venerdì 9 luglio dall’Istituto delle Nazioni Unite per la Ricerca sulla criminalità e la giustizia (Unicri) in collaborazione con il Women 20 Engagement Group del G20 e l’Associazione Stati Generali delle Donne.

Urbanizzazione inclusiva, città a misura di donna
Per Teresa Bellanova occorre mettere a valore le pratiche che possono generare “altri modi di vivere e produrre relazioni verso processi di urbanizzazione inclusivi e sostenibili e verso un riequilibrio territoriale nelle città e tra città e aree interne. È tempo di un deciso cambio di passo perché la bontà e necessità di ogni investimento pubblico, ogni azione e programma e decisione politica siano misurati alla luce degli impatti sulla vita delle donne. Direi di più: su quanta libertà e pienezza di vita femminile riescono a mettere in campo”. Da qui la proposta che Bellanova ha voluto lanciare: “Lavorare insieme, mettendo a valore la straordinaria occasione del PNRR e anche immaginando un’integrazione mirata degli strumenti e delle risorse a disposizione, per individuare, affinare, mettere in campo gli strumenti necessari perché intanto nell’attuazione degli investimenti e nella realizzazione dei programmi previsti nel Piano nazionale, come nella fase di pianificazione delle città, di organizzazione del trasporto pubblico e di programmazione dell’abitare e dell’housing sociale, anche con riferimento ai programmi di rigenerazione urbana, la prospettiva di genere, il benessere delle donne, siano considerati elementi fondanti, determinanti, obiettivi raggiungibili e misurabili”.

Alessandra Liquori

Un evento a misura di donna
L’incontro è stata caratterizzato da una ouverture musicale a cura della Maestra di violino Giovanna Ferrara. Nel ricollegarsi al discorso del vice ministro, Francesca Moraci, docente di pianificazione e progettazione urbanistica all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Comitato Scientifico degli Stati Generali delle Donne ha sostenuto che c’è una “sensibilità della donna verso i cambiamenti climatici e il nuovo welfare. Ci troviamo in una fase di transizione più profonda. Non abbiamo sedimentato tutti i valori e ancora non abbiamo delimitato gli spazi giuridici. C’è a mio avviso una missione di genere e un tema da argomentare. È importante perché non bisogna pensare alla città delle donne, ma al contributo della società”. Isa Maggi, coordinatrice degli Stati Generali delle Donne, che ha moderato l’incontro con Alessandra Liquori di Unicri, ha posto l’accento sulle smart city e sulla necessità di “aggregare il territorio”.

Giovanna Ferrara

Una trasformazione a misura di donna
“Trasformazione” è stato invece il concetto su cui si è basato l’intervento di Lucia Krasovec-Lucas, architetta, PhD in disegno e rilievo del patrimonio edilizio, già Docente al Politecnico di Milano Comitato Scientifico degli Stati generali delle Donne. “Come operare nella trasformazione che vogliamo?”, ha spiegato Lucia Krasovec-Lucas, “La res publica è la città, luogo privilegiato per le relazioni. C’è il diritto di immaginare e il voler essere protagonisti del mondo che vogliamo migliorare. C’è una metodologia. Noi donne siamo in grado di portare le giuste istanze. Il nostro goal sono le giovani generazioni. Pensiamo alla scuola, quale luogo di vita reale. Negli ultimi anni, soprattutto all’estero, è emersa la scuola come spazio pubblico. Spazi come la palestra, il giardino e la palestra diventano un sistema di controllo incrociato. Noi possiamo avviare un processo diverso”.

Anna Alvazzi Del Frate

 

Una risposta globale ai crimini contro l’ambiente è stata sollecitata invece dall’intervento di Anna Alvazzi del Frate, Chair, Alliance of NGOs against organized crime, Independent Expert, Global Initiative against Organized Crime.

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