Dalle Regioni Piemonte

30 milioni per ridurre l’inquinamento

La Giunta regionale del Piemonte ha approvato un provvedimento sulla transizione ecologica: 30 milioni di euro per ridurre l’inquinamento

Con una dotazione finanziaria complessiva di 30 milioni di euro, la Regione intende finanziare progetti mirati a rafforzare la protezione della natura, la biodiversità e le infrastrutture verdi, nonché a ridurre ogni forma di inquinamento negli spazi urbani.

La misura per ridurre l’inquinamento
La Giunta regionale del Piemonte, su proposta dell’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, il 29 dicembre 2025 ha approvato la delibera che concede sovvenzioni agli enti pubblici che si adoprano per rendere le proprie città delle smart cities (per info sulle smart cities vedi https://youtu.be/iKW9CpD4d8s). È stata approvata anche la scheda tecnica della Misura “Interventi per l’adattamento degli ambiti urbani per la riduzione delle emissioni inquinanti”, che punta al miglioramento della qualità dell’aria e alla vivibilità dei centri abitati.

Il commento della Regione
“Con l’approvazione di questa scheda tecnica facciamo un passo decisivo verso la transizione ecologica delle nostre città” dichiara l’assessore all’Ambiente Marnati. “Stanziamo risorse importanti che la Regione mette a disposizione degli Enti Pubblici per combattere l’inquinamento e migliorare la qualità dell’aria che respiriamo. L’obiettivo è chiaro: dobbiamo rendere i nostri centri urbani più resilienti e sani. Intervenire sugli ambiti urbani con infrastrutture verdi e soluzioni innovative per ridurre le emissioni non è solo un obbligo europeo, ma una priorità assoluta per la salute dei cittadini e per la tutela del territorio”.

Città europea sostenibile

Ridurre l’inquinamento nei centri urbani
La misura è destinata alla mobilità sostenibile e alla rigenerazione urbana, in attuazione del Piano regionale della qualità dell’aria, finanzierà la realizzazione da parte dei Comuni piemontesi di interventi per migliorare la qualità dell’aria riducendo polveri e ossidi di azoto. Si tratta sia di ridurre le emissioni inquinanti generate dal traffico incentivando la mobilità alternativa alle automobili private nelle aree urbane, sia di ridurre la congestione stradale nelle ore di punta, consolidando l’utilizzo della bicicletta all’interno del territorio urbano.

I progetti ammissibili
Sono ammissibili progetti che prevedano interventi infrastrutturali di ridisegno dello spazio pubblico vicino ai luoghi più frequentati (scuole comprese), l’estensione delle aree pedonali, l’istituzione di zone a 30 km/h. Sono inoltre previsti: trasformazione di spazi pubblici, piazze, parchi, giardini e aree gioco, creazione di scuole car-free attraverso la realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili casa-scuola e attivazione interventi per gli spostamenti sicuri verso le scuole (pedibus, bike to school), estensione ed efficientamento delle corsie preferenziali per il Trasporto pubblico locale e realizzazione di percorsi ciclabili in ambito urbano. Senza dimenticare la creazione di nuove infrastrutture verdi.

Le ricadute per le imprese
Naturalmente per attivare le misure tutti gli Enti pubblici interessati (dunque in particolare i Comuni), dovranno rivolgersi alle imprese di settore che abbiano maturato esperienza in questi ambiti. In definitiva dunque saranno loro gli ultimi beneficiari di queste misure, che offriranno opportunità di lavoro e dunque sviluppo delle aree urbane anche in termini di aumento delle possibilità economiche dei cittadini. O almeno così ci piace immaginare, se le aziende prescelte saranno locali.

 

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