In occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione 2026, il 16 ottobre è stato presentato alla FAO l’Atlante Alimentare dei Piatti Liguri
Il progetto è dedicato a 34 piatti della tradizione ligure ed è nato da un incontro tra ricerca, formazione e ristorazione per promuovere un’alimentazione equilibrata e sostenibile proponendo un “modello alimentare Genova”.
Un modello alimentare dalla Liguria
Un modello alimentare che rispetti tradizione, benessere dell’uomo e del territorio, che sia sostenibile, certificato e promozionale allo stesso tempo: è questo il “modello alimentare Genova”, protagonista della Giornata Mondiale dell’Alimentazione (GMA) 2026 presso la sede FAO di Roma. La tradizione gastronomica ligure è inserita dunque nell’Atlante Alimentare dei Piatti Liguri, un progetto editoriale che unisce identità territoriale, ricerca scientifica ed educazione alimentare.
Un progetto istituzionale
La presentazione, avvenuta il 16 ottobre 2026 alla presenza della dott.a Patrizia Fracassi, Senior Nutrition and Food System Officer Fao, è stata curata dalla Camera di Commercio di Genova, il Centro Ligure per la Produttività (CLP), l’Università di Genova, la Società Italiana di Nutrizione Umana – SINU Education, l’Istituto Alberghiero Marco Polo e i ristoratori del marchio certificato Genova Liguria Gourmet.
Un percorso di valorizzazione
L’iniziativa si inserisce nel percorso di valorizzazione del “modello alimentare Genova”, già riconosciuto dalla FAO negli anni come apicale nel sistema della Dieta Mediterranea. L’atlante raccoglie 34 piatti della tradizione gastronomica ligure, studiati e documentati attraverso un approccio che integra competenze culinarie, scientifiche e nutrizionali.
Gli autori
Il lavoro è stato sviluppato con il contributo degli esperti dell’Università di Genova, nell’ambito del Dottorato sulla sostenibilità alimentare realizzato in collaborazione con la Camera di Commercio di Genova e il CLP e con il supporto della memoria storica degli chef del circuito Genova Gourmet: un gioco di squadra che ha definito nuovi orizzonti sinergici per l’approfondimento e la promozione di un territorio ampio come la tradizione gastronomica tipica.
Le porzioni per una dieta sana
Ogni piatto è stato presentato e fotografato in tre porzioni – piccola, media e grande – per rendere immediatamente riconoscibili le diverse quantità e aiutare a scegliere in funzione delle esigenze individuali. L’obiettivo è mettere a disposizione dei fruitori strumenti concreti per proporre alternative consapevoli, favorendo un’alimentazione equilibrata e nutrizionalmente adeguata.
Le dimostrazioni al Food Lab
Al termine della presentazione, il Food Lab della FAO ha ospitato un’esperienza gastronomica e formativa dedicata ad alcune delle preparazioni più rappresentative della cucina ligure. I testimonial di Genova Liguria Gourmet, gli chef e operatori certificati dal marchio collettivo geografico ligure, hanno illustrato ricette e tecniche, affiancati dagli esperti dell’Università di Genova e del Gruppo di Lavoro SINU Education.

Il commento del presidente della CCIAA di Genova
Luigi Attanasio, presidente di Camera di Commercio di Genova, ha dichiarato: “portare alla FAO l’Atlante Alimentare dei Piatti Liguri significa valorizzare al massimo il nostro patrimonio gastronomico come risorsa per il futuro, capace di coniugare identità territoriale, educazione alimentare e sostenibilità, tutti fattori fondamentali nelle attività di promozione e tutela della Camera di Commercio di Genova. Il ‘modello alimentare Genova’ nasce da un lavoro condiviso tra istituzioni, mondo scientifico accademico, scuole e imprese della ristorazione: un’esperienza vincente che unisce cultura del cibo, ricerca e responsabilità, contribuendo alla valorizzazione di Genova e della Liguria”.
Scienze dell’alimentazione
Livia Pisciotta, prof. ordinario Scienze dell’Alimentazione e delle Tecniche Dietetiche Applicate – Direttore della Scuola di Specializzazione in Scienze dell’Alimentazione – Università di Genova, ha spiegato: “l’Atlante documenta 34 preparazioni della tradizione ligure, presentate in porzioni di diversa dimensione, in coerenza con i quantitativi di riferimento dei LARN elaborati dalla SINU e offre così uno strumento concreto per riflettere sulle quantità e compiere scelte più consapevoli, tenendo conto dei bisogni delle persone e del contesto del pasto. La conoscenza scientifica, quando dialoga con la tradizione e con le competenze del territorio, può contribuire a trasmettere la cultura alimentare e a promuovere scelte attente alla salute e alla sostenibilità”.
Le conclusioni alla FAO
Patrizia Fracassi, senior nutrition and food system officer Fao, ha concluso: “quando scienza, istituzioni e operatori del territorio fanno sistema, il patrimonio alimentare si trasforma in innovazione. È da questa collaborazione che nasce un modello concreto, in linea con i principi riconosciuti dalla FAO, che punta a migliorare la salute delle persone, rafforzare i territori, promuovere sistemi agroalimentari più sostenibili e ispirare esperienze analoghe in altri contesti”.