“Prima viene la felicità, il resto viene dopo” e con la giusta autoironia. Conosciamo meglio l’imprenditrice siciliana Mariangela Galante
Imprenditrice, professionista della comunicazione, editrice e specialista nella consulenza finanziaria. Ci porta a citare un suo conterraneo, Pirandello, l’incontro con Mariangela Galante “Una, Nessuna, Centomila”. Un percorso, il suo, che attraversa ambiti molto diversi, seguendo la curiosità e la voglia di sperimentare. Per Mariangela Galante, però, il successo non basta: a fare la differenza è la capacità di riconoscersi anche al di fuori del lavoro.
Mariangela Galante, come si descriverebbe a chi ancora non la conosce?
Sono un animo instancabile, questo sicuramente. Sono sempre stata una sognatrice, fin da ragazzina, e una persona poco incline alla pigrizia. Mi è sempre piaciuto essere attiva, sperimentare e non lasciare mai la mente ferma. Ho fatto gli scout dai sette ai ventuno anni, completando tutto il percorso. È stata un’esperienza che mi ha formata e mi ha aiutata a sviluppare una notevole capacità di adattamento. Oggi, a 41 anni, credo che questa attitudine sia diventata parte di me. È la voglia di mettermi alla prova, di cominciare anche qualcosa da zero, che mi ha portata verso l’imprenditoria, la creazione di una startup e il desiderio di farla crescere.
Lei vive a Caltanissetta, nell’entroterra siciliano. Quanto ha influito il territorio sulle sue scelte imprenditoriali?
Mi piace definirmi un’isolana senza mare, con tutti i pro e i contro che questo comporta. La Sicilia viene spesso associata alle sue coste meravigliose, ma esiste anche un entroterra ricco di risorse e ancora poco conosciuto. La valorizzazione delle potenzialità del territorio è proprio una delle motivazioni che ci hanno spinto a creare FastucUP, una startup costituita nel 2022. Non l’ho fondata da sola: siamo tre co-founder, due siciliani e un romano. Quest’ultima risorsa, arrivando da fuori, ha saputo riconoscere l’energia presente nel mio territorio e ha voluto contribuire a valorizzarla.
Mariangela Galante, il suo percorso professionale attraversa ambiti molto diversi: dalla comunicazione all’editoria, fino all’imprenditoria e alla consulenza finanziaria. Come si tiene insieme tutto questo?
Quando mi chiedono «Ma tu che lavoro fai?», provo a organizzare la risposta in quattro grandi aree. La prima è FastucUP, la startup nata nel 2022 e oggi in una fase di crescita. La seconda è SimplyBiz, una testata giornalistica che si occupa prevalentemente del mondo finanziario. È l’azienda che mi ha dato i natali professionalmente: ho iniziato con uno stage nell’aprile del 2013 e oggi ne sono socia. A questa realtà si affianca SimplyBook, la casa editrice nata alla fine del 2022, che ci sta dando molte soddisfazioni. La quarta area è quella della selezione bancaria, un progetto interamente mio che porto avanti in autonomia dal 2016. Mi permette di ascoltare storie professionali diverse, mettere in relazione persone e opportunità e cercare il giusto incontro tra un buon progetto e il candidato più adatto. Sono attività molto differenti tra loro, ma tutte mi permettono di continuare a imparare e sperimentare.
Quanto conta oggi avere competenze differenti e trasversali?
Per la mia esperienza, tantissimo. Per almeno due ragioni. La prima è personale: non mi annoio mai. Svolgere ogni giorno un’attività sempre uguale, oppure concentrare tutta la mia energia su un unico progetto, anche se articolato, probabilmente non farebbe per me. Ho bisogno di stimoli diversi e di poter spaziare tra più ambiti. Domani queste quattro aree potrebbero diventare cinque, oppure ridursi a tre: quello che conta è continuare a mettermi in gioco. La seconda ragione riguarda il mondo del lavoro, che cambia continuamente. Se pensiamo alla generazione dei nostri genitori, troviamo professionalità spesso più definite e percorsi lavorativi più delineati. Oggi, con il digitale e la nascita di nuove attività, il panorama è molto diverso: emergono professioni che non sempre hanno confini precisi e che richiedono capacità di adattamento.
In questo scenario, le competenze trasversali possono rappresentare un valore importante, perché consentono di affrontare situazioni differenti e di cogliere opportunità che, altrimenti, potrebbero sfuggire.
Costruire la propria indipendenza professionale richiede anche responsabilità, capacità di negoziazione e di prendere decisioni. Quali competenze ritiene fondamentali?
Credo che oggi chi possiede competenze nella comunicazione, soprattutto digitale, possa avere una marcia in più. Mi è capitato proprio di recente che il direttore scientifico di un congresso di cardiologia, in programma a novembre nella mia città, si rivolgesse a me per seguire diversi aspetti dell’evento. Posso occuparmi dell’ufficio stampa, della diffusione delle notizie sulle testate, dei social, della grafica e anche della produzione di contenuti dal vivo, raccogliendo contributi visivi durante il congresso. Poter coprire più aree permette di offrire un servizio articolato e di diventare un interlocutore capace di seguire un progetto in diverse fasi. Per un committente, avere un professionista che riesca a gestire esigenze differenti può essere un vantaggio. Naturalmente, questo richiede di aggiornarsi continuamente e di saper integrare competenze diverse senza perdere di vista gli obiettivi.
Mariangela Galante, nel suo modo di raccontarsi emerge anche una buona dose di autoironia. Quanto conta in una leadership gentile, soprattutto al femminile?
Conta tantissimo. Noi donne siamo ancora spesso rappresentate attraverso stereotipi: le maestrine, quelle con gli occhialini, quelle che si siedono in cattedra e sembrano voler dare lezioni. Saper ironizzare su sé stesse, sul lavoro da fare e, quando il contesto lo consente, anche sulle dinamiche del gruppo, può rendere meno difficile il compito di guidare una squadra. L’autoironia fa parte del mio carattere. Mi piace la battuta e non sono una persona seriosa. Ho avuto modo di sperimentarla ancora di più quando ho scritto il libro Ma tu che lavoro fai?, il mio racconto autobiografico, costruito con un tono ironico. La mia è una storia di riscatto, di ritorno nella propria terra e della possibilità di fare impresa, ma anche di famiglia e di matrimonio. Credo sia una storia che possa avere valore indipendentemente dal fatto che la protagonista sia io. Raccontarla con ironia, aggiungendo un po’ di brio e qualche battuta, mi è sembrato un modo per renderla più viva e coinvolgente.
Cosa c’è dietro l’angolo, per Mariangela Galante, sul piano personale e professionale?
A saperlo! Nella mia testa c’è sempre qualcosa di nuovo dietro l’angolo. È quello che mi ha insegnato la vita e che ho ritrovato anche nel lavoro. C’è una cosa in cui credo molto: le etichette professionali non ci definiscono, o almeno, non possono definirci completamente. Le ho raccontato di una lavoratrice instancabile, di una sognatrice, di un’imprenditrice e di una collega che spero sia affidabile. Ma questa non è Mariangela nella sua interezza. È soltanto una parte della sua vita, e credo che dovremmo ricordarcelo più spesso. Se penso al futuro, spero innanzitutto di continuare a essere una donna felice. Lo sono oggi come mamma, come figlia e come moglie. Sto con mio marito dai tempi del diploma e considero questi legami una parte fondamentale della mia vita. Solo dopo viene la realizzazione professionale, che certamente è importante. Ma credo che dovremmo imparare a riconoscere e ad apprezzare la felicità quando c’è. Quante volte incontriamo persone realizzate professionalmente, ma non felici? Succede spesso. Persone di successo, molto impegnate, presenti sulle testate più importanti, che magari hanno raggiunto tanti obiettivi ma non riescono a trovare il tempo o lo spazio per ricercare la felicità.
Per me viene prima questo. Tutto il resto viene dopo.
Anche Mariangela Galante ha scelto Donnainaffari.it per raccontare il suo percorso professionale.