Focus ISTAT su esportazioni del Made in Italy

Focus dell’Istat sulle esportazioni del Made in Italy

 

Uscito il report dell’Istat che studia l’andamento degli ultimi anni dei prodotti tradizionali italiani, in particolare quelli appartenenti al sistema del Made in Italy, guidati dal settore tessile, pelli e abbigliamento

Parte dal 2009 l’analisi dell’Istat che mette in evidenza come quasi i due terzi del Made in Italy già in quell’anno fossero venduti  sul mercato dell’Unione Europea e come i prodotti italiani tradizionali contribuissero in quell’anno alle esportazioni totali del nostro Paese per ben il 43,7%.


I prodotti presi in considerazione dall’analisi sono quelli dei “sistemi locali del lavoro”: in tutto 686, di cui soltanto i primi 172 generano il 91,8% del totale delle esportazioni. Sono soprattutto al Nord, i sistemi che apportano il maggior contributo alle esportazioni nazionali, in particolare in Lombardia e Piemonte.
L e esportazioni hanno avuto una crescita costante per quanto riguarda le produzioni locali: tra il 2009 e il 2011 sono aumentate del 29,7%, contribuendo alla crescita totale dell’export italiano per ben il 45%.

Ci sono tre grandi gruppi di sistemi del lavoro: quello del Made in Italy, quello della manifattura pesante e quello non manifatturiero.
Quello del Made in Italy comprende i seguenti:
–    Sistemi della fabbricazione di macchine;
–    Sistemi del legno e dei mobili;
–    Sistemi dell’industria tessile;
–    Sistemi dell’agroalimentare;
–    Sistemi dell’abbigliamento;
–    Sistemi delle calzature;
–    Sistemi integrati della pelle e del cuoio;
–    Sistemi dell’occhialeria.

Gli aumenti maggiori nel periodo 2009-2011 si sono avuti nei sistemi specializzati nell’abbigliamento (+34,3%) e nei sistemi di fabbricazione di macchine (+31,6%).
All’interno del settore della manifattura pesante il più forte incremento viene dai sistemi della chimica e del petrolio (+53,7%), la cui esportazione è soprattutto verso i Paesi extra UE.
Occorre segnalare che tra il 2009 e il 2011 le esportazioni dei prodotti sono cresciuti per ben 583 sistemi locali su 686.

Nel 2009, il contributo dei sistemi del Made in Italy alle esportazioni nazionali è stato pari al 43,7%, con un orientamento prevalente (61,5%) verso i mercati Ue.
In particolare, i sistemi del tessile, delle pelli e dell’abbigliamento rappresentano il 13,5% delle esportazioni totali, mentre gli altri sistemi del Made in Italy coprono il 30,2% e presentano un forte orientamento verso i mercati UE. Tra gli altri sistemi del Made in Italy il peso più rilevante si segnala per i sistemi della fabbricazione delle macchine (14,8%), seguiti da quelli del legno e del mobile (9,1%), dell’agroalimentare (5,1%) e dell’occhialeria (1,1%). Anche il contributo dei sistemi urbani è elevato (34,6%), soprattutto delle aree urbane ad alta specializzazione (Ivrea, Milano, Trieste e Roma) con un peso del 12,2% e delle aree urbane non specializzate (11%). Per questi sistemi la parte destinata ai mercati extra UE è tra le più alte e raggiunge il 47,7%.

Nel 2009 i sistemi locali del lavoro che costituiscono il 25% più elevato della distribuzione esportano ciascuno più di 285,6 milioni di euro (Figura 1a). La maggior parte (117 su 172) sono localizzati al Nord: poco più della metà (59 su 117) si trovano nel Nord-est dove i più importanti – con valori di vendite all’estero superiori a 2,5 miliardi di euro – sono quelli di Bologna, Verona, Padova, Parma e Modena (aree urbane senza specializzazione), Sassuolo (materiali da costruzione), Reggio nell’Emilia (fabbricazione di macchine), Vicenza (legno, mobili e oreficeria), Treviso e Castelfranco Veneto (abbigliamento). L’altra metà è localizzata nel Nord-Ovest (58 su 117). Tra questi i più rappresentativi, oltre a Milano (area urbane ad alta specializzazione con 27,8 miliardi di export) e Torino (sistema dei mezzi di trasporto con 11,7 miliardi di export), sono Bergamo, Brescia, Lecco, Chiari, Sesto Calende, Vigevano e Varese (sistemi della fabbricazione di macchine con un totale delle esportazioni di 21,2 miliardi), Busto Arsizio e Como (sistemi del tessile), Seregno (legno e mobili) e Genova (area urbana prevalentemente portuale), tutti con vendite all’estero superiori ai 2,5 miliardi di euro.

Tra i 172 maggiori esportatori, 35 sistemi locali sono ubicati nell’Italia centrale, in massima parte (18) concentrati in Toscana, tra cui si segnalano Firenze e Massa e i sistemi del Made in Italy di Arezzo, Prato e Lucca, ciascuno con valori all’export superiori a un miliardo di euro. Seguono le Marche con 9 sistemi locali, di cui 8 del Made in Italy (Fabriano, Ascoli Piceno, Civitanova Marche, Recanati, Fano, Jesi e Pesaro) e uno portuale (Ancona).