Reti d’impresa ed export, ovvero come vincere la sfida della crisi

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Reti d’impresa ed export, ovvero come vincere la sfida della crisi

Convegno contemporaneo tra Firenze e Milano per promuovere la propria azienda e attivare possibili progetti congiunti

Nessuna impresa individualmente è forte quanto può esserlo una rete di aziende, che portano con sé competenze, storie, personalità e modi di affrontare il mercato variegate e importanti. È questo lo scatto culturale, oltre che economico e strategico, che sta convincendo sempre più imprenditrici ed imprenditori a dare vita a contratti di “reti d’impresa”.

Si definisce rete d’impresa il contratto con il quale più imprenditori perseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sui mercati, decidono di collaborare, ciascuno per quanto attiene alla propria attività, e di scambiarsi informazioni e prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica. Una forma contrattuale ancora piuttosto recente – introdotta nell’ordinamento a partire dal 2009 – della quale si è parlato in modo approfondito nel corso di un convegno organizzato a Firenze dall’Azienda speciale della Camera di Commercio di Firenze “Metropoli” – che si occupa dell’internazionalizzazione – e dalla Camera di Commercio di Milano, con collegamenti in teleconferenza tra le due città.

 


Ascolta qui l’ audio di Gianfranco Simoncini



Ascolta qui l’ audio di  Raffaele Brancati


 

I dati

Il convegno è stato un momento per fare un primo bilancio anche numerico sulle reti d’impresa. A ottobre 2012, in tutta Italia sono 458 i contratti di rete già operativi, per un totale di 2.469 imprese coinvolte. Stilare un identikit della rete d’impresa non è facile, perché si occupano di fette di mercato e di attività piuttosto diverse: possono essere territoriali o non territoriali,  specialistiche, di professionisti, orientate alla difesa dei brand o ad imporsi sui mercati esteri più difficili.
Tra i casi toscani di reti d’impresa già attivi, nel corso del convegno hanno preso la parola rappresentanti di grandi come di piccole e medie imprese: per le grandi, Gucci, che conta 6 contratti di rete per 68 imprese dell’indotto e oltre 1100 addetti totali; per le medie e piccole, la Confederazione Italiana Agricoltori, che ha creato la Rete Toscana Qualità, alla quale al momento aderiscono 33 aziende.
L’obiettivo di unirsi in una rete, tanto per le grandi quanto per le PMI, è sempre duplice: da una parte abbattere costi vivi di gestione e di ricerca e sviluppo; dall’altra entrare in modo più deciso su mercati ancora inesplorati o difficili da scalfire.

I commenti

Tra gli interventi della giornata, quelli di Carlo Sangalli, Presidente della Camera di Commercio di Milano, e di Vasco Galgani, Presidente di Unioncamere Toscana e della Camera di Commercio di Firenze. Entrambi hanno ribadito che priorità per il sistema camerale diventano la promozione dell’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, attraverso l’aggregazione in reti finalizzate all’export. Tali azioni saranno tanto più rilevanti quanto più punteranno ad aumentare il numero delle imprese esportatrici non in grado – da sole – di accedere ai mercati esteri.
Più in generale, dalla tavola rotonda e dagli incontri one-to-one titolari d’azienda intenzionati ad avviare una rete d’impresa, è emerso con chiarezza che il fenomeno delle reti sta assumendo un rilievo sempre più significativo nello scenario economico attuale. E che, a fronte della concorrenza nazionale e internazionale, più che una opportunità le reti d’impresa sono sempre più una necessità.

Agnese Fedeli

in allegato la Guida operativa alle reti d’impresa di Metropoli – Azienda speciale della Camera di Commercio di Firenze

Allegati

pdf METROPOLI_Reti d’impresa_DEF.pdf

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