Piano d’azione europeo per il commercio al dettaglio

Michel-Barnier, commercio al dettaglio

Piano d’azione europeo per il commercio al dettaglio

Adottato il 31 gennaio il piano d’azione nonché un libro verde sulle pratiche commerciali sleali nella catena di fornitura tra imprese di prodotti alimentari e non

Uno dei settori principali per l’economia europea è rappresentato dai commercianti al dettaglio e all’ingrosso ed è per questa ragione che essi hanno un importante ruolo nella crescita e nella creazione di posti di lavoro nel quadro della strategia Europa 2020. Per tutelarli, la Commissione Europea ha varato pertanto questi documenti che rimuoveranno gli ostacoli alla loro attività.

I servizi di vendita al dettaglio e all’ingrosso rappresentano l’11% del PIL (Prodotto Interno Lordo) dell’intera Unione e sono il 29% di tutte le PMI (Piccole e Medie Imprese) europee. Questo settore dà lavoro a circa 33 milioni di persone, offrendo opportunità di lavoro presente e futuro in particolare alle donne e ai giovani, categorie che ne hanno principalmente bisogno secondo i dati emersi dalle ricerche internazionali e dei singoli Paesi membri.

Alcuni ostacoli però impediscono l’accesso dei consumatori ai servizi al dettaglio transfrontalieri nonché l’ingresso sul mercato dei dettaglianti e l’approvvigionamento transfrontaliero. Per rimuoverli, la Commissione Europea ha individuato cinque priorità cui dovranno corrispondere le azioni previste dal Piano appena varato.
Le priorità sono le seguenti:

 

  • 1) dare maggiori diritti ai consumatori informandoli meglio;
  • 2) migliorare l’accessibilità dei servizi al dettaglio promuovendo uno scambio di buone pratiche tra Stati membri sulla programmazione commerciale e territoriale;
  • 3) favorire relazioni commerciali più eque e sostenibili lungo la catena di fornitura dei prodotti alimentari e non alimentari;
  • 4) collegare meglio tra loro il commercio al dettaglio e l’innovazione;
  • 5) migliorare l’ambiente di lavoro, ad esempio grazie a una migliore corrispondenza tra le esigenze dei datori di lavoro e le competenze del personale.

La Commissione istituirà un “gruppo permanente per la competitività nel commercio al dettaglio che contribuirà a sviluppare ulteriori obiettivi specifici per i settori individuati, a monitorare i progressi conseguiti e a formulare raccomandazioni per assicurare la piena attuazione delle azioni incluse nel piano”, oltre a prestare consulenza laddove necessario, alla Commissione stessa in merito ad altre nuove iniziative che potrebbero essere proposte.

Contemporaneamente al Piano d’azione, la Commissione ha adottato un Libro verde “che avvia una consultazione sulle pratiche commerciali sleali nella catena di fornitura alimentare e non alimentare tra imprese”. Tale consultazione durerà tre mesi e aiuterà la Commissione a valutare l’entità delle pratiche commerciali sleali e a raccogliere elementi di prova circa la loro incidenza sull’economia e sull’attività transfrontaliera.
Inoltre, verrà esaminata l’efficacia dei quadri legislativi e di autoregolamentazione adottati per combattere queste pratiche a livello nazionale e si vedrà se esiste il rischio che gli attuali approcci divergenti conducano a una frammentazione del mercato unico.
Chiunque sia interessato può dunque presentare la propria opinione rispondendo alle domande del Libro verde entro il 30 aprile 2013.

Il Commissario per il mercato interno e i servizi, Michel Barnier, ha dichiarato: “i dettaglianti svolgono una funzione essenziale per garantire che i consumatori dell’UE beneficino del mercato unico. Alcune barriere, tuttavia, continuano a ostacolare la creazione di un mercato unico del commercio al dettaglio efficiente e competitivo. Questo piano d’azione definisce una strategia per rendere il settore più competitivo e più efficiente dal punto di vista economico, ambientale e sociale. È fondamentale, d’altra parte, il rispetto delle regole del gioco: le pratiche commerciali sleali mettono in pericolo la vitalità delle imprese e rendono inefficiente la catena della fornitura al dettaglio. I consumatori devono poter ottenere prezzi competitivi, ma è giusto che anche i fornitori della distribuzione al dettaglio possano contare su prezzi giusti per i loro prodotti”.

Allegati

pdf libro-verde-UE-commercio.PDF

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