Garanzia giovani: approvato il Piano

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Garanzia giovani: approvato il Piano

Il Piano per la Garanzia Giovani definisce i principi e i criteri che regoleranno il programma omonimo, che sarà completato nelle prossime settimane. Dopo aver incontrato i giovani, il Ministro del Lavoro Enrico Giovannini incontrerà ora i sindacati, le imprese e le associazioni no profit

Il Ministro ha chiesto ai giovani un contributo e la loro collaborazione attiva, allo scopo di tenere conto nel piano anche delle loro esperienze specifiche ed esigenze, al fine di definire interventi efficaci basati sulle migliori pratiche.

Come ha dichiarato il Ministro Giovannini durante l’incontro con i giovani, “l’emergenza occupazionale del nostro Paese chiama ognuno a fare la sua parte. Oltre alle istituzioni, il Piano per la ‘Garanzia Giovani’ richiede la mobilitazione di tutte le componenti sociali e quindi è imprescindibile la presenza dei giovani, che coinvolgeremo per la parte più operativa, a partire da oggi. Ci aspettiamo da loro un contributo importante affinché l’attuazione del Piano segni una svolta culturale e ci aiuti a realizzare gli interventi necessari per innovare il nostro mercato del lavoro e rispondere all’emergenza occupazionale”.

Ministro-Lavoro-GiovanniniAd approvare il Piano, prima del “week end dei santi”, è stata la Struttura di Missione istituita con D.L. 76/2013 presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Alla Missione partecipano anche il MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), il MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) e l’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale). Vi partecipano, anche, oltre alle agenzie tecniche dello stesso Ministero del Lavoro, il Dipartimento della Gioventù, le Regioni e le Province nonché le Camere di Commercio.

Attraverso il Piano, che alleghiamo all’articolo, l’Italia attuerà misure per assicurare che i giovani trai 15 e i 24 anni ricevano una formazione adeguata alle loro attitudini e vengano adeguatamente sostenuti e indirizzati verso il mondo del lavoro. Tutto ciò in coerenza con la Raccomandazione Europea del 22 aprile 2013.

Come più volte abbiamo evidenziato nei nostri articoli, in Italia ci sono oggigiorno circa 1 milione e 300mila giovani al di sotto dei 25 anni di età che non lavorano e non studiano. Si tratta dei Neet, ed è proprio a loro che guarda la riforma contenuta nel Piano.

Per “svegliare” i Neet, per coinvolgerli nel mondo vitale della società italiana, ma soprattutto per evitare che altri giovani seguano le loro orme, a partire dal 2014 partirà una campagna di sensibilizzazione, informazione e orientamento fin dalle scuole; verranno rafforzate le azioni nei confronti di coloro che hanno abbandonato, o rischiano di abbandonare, la scuola; verrà garantito un colloquio personalizzato sulle prospettive di studio e di lavoro, non solo dipendente. 

Con i fondi europei della Youth Employment Initiative e del Fondo Sociale saranno poi attivati percorsi di alternanza studio/lavoro, di avviamento al lavoro, di apprendistato, di tirocinio e di auto-imprenditorialità, in un quadro di forte collaborazione tra autorità nazionali, regionali e territoriali. Un sistema di banche dati integrate, di piattaforme per l’incontro domanda/offerta e di comunicazione consentirà anche un continuo monitoraggio degli interventi e una loro valutazione. 

Una prima dichiarazione dopo l’incontro del Ministro con le associazioni giovanili è venuta dall’UGL (Unione Generale del Lavoro) che ha dichiarato di essere d’accordo con i percorsi che si stanno elaborando al Ministero e di essere pronta a collaborare con il Ministro stesso, “del quale apprezziamo la volontà di affrontare il grave problema dei Neet in maniera tempestiva e soprattutto positiva”.

A dirlo sono stati in particolare il segretario confederale dell’Ugl, Ornella Petillo, e il coordinatore nazionale dell’Ugl Giovani, Antonio Silvestro, al termine dell’incontro tra le parti sociali e il Ministro del Lavoro. “Si è trattato del primo confronto sui contenuti dell’attività che il Ministro intende mettere in atto per affrontare la disoccupazione giovanile under 24” hanno spiegato i sindacalisti, “sulla cui emergenza oggi si è mostrato un sincero interesse a impegnarsi concretamente da tutte le parti intervenute. Dal canto nostro saremo presenti con proposte e progetti già abbozzati, soprattutto per quanto riguarda la dinamicità dei centri per l’impiego, fondamentali per l’accoglienza e l’orientamento”.

Secondo i due sindacalisti dell’UGL, “la partita più delicata si giocherà sull’armonizzazione del piano nazionale a livello regionale. Recepiamo con interesse l’intenzione di introdurre il servizio civile all’interno del Piano per la Garanzia Giovani, e apprezziamo l’inserimento di ulteriori misure per favorire l’alternanza scuola-lavoro, così come riteniamo di fondamentale importanza l’inclusione della ‘certificazione di competenze’”.

Il fine ultimo è quello di “salvaguardare, in un momento di forte crisi come quello che sta attraversando il Paese, tutti quei giovani, pronti a lavorare, a formarsi e a crescere per assicurare un futuro a se stessi e alle generazioni successive”. 

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