Efficienza e competitività, le riforme arrivano sotto l’ombrellone

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di Agnese Cecchini
Direttore editoriale Gruppo Italia Energia

Estate tempo di verifiche e di nuove strategie. Anche il Governo si è impegnato per chiudere l’anno fiscale, dando nuove indicazioni e linee guida in ambito legislativo per favorire una ripresa economica nel suo complesso.

Questo è stato l’anno degli incentivi in ambito di efficienza. Tra gli “aggiustamenti” recepiti con l’arrivo del caldo e sopratutto con l’entrata in vigore del D.Lgs n. 102/2014 il più significativo è nella disponibilità di accesso agli incentivi sia per chi è titolare di redditi d’impresa o agrari rispetto quanto indicato nel D.M. 28/12/2012.

Un importante sostegno alla crescita delle imprese viene dal Dl. Competitività, in questo molti i punti che coinvolgono anche aspetti energetici di interesse per le Pmi.

In primis sicuramente la revisione dei costi delle bollette che, negli intenti del Governo, dovrà portare uno sgravo complessivo ai conti delle Pmi. Ma anche spunti industriali e cambi di rotta significativi per gli investimenti in fonti di energia rinnovabile (Fer). Ad esempio favorendo una semplificazione per gli impianti come: pompe di calore, biometano e unità di micro-generazione (art. 30). Tutte attività legate all’efficienza ed alla autoproduzione che in impianti agricoli o efficienza per la climatizzazione in grandi capannoni industriali, alberghi o edifici possono influenzare molto i bilanci (le disposizioni sui SEU sono all’art. 24, da segnalare il pagamento del 5% a compensazione dei danni sulla rete).
Efficienza anche come rilancio dell’economia e delle attività di sviluppo industriale con l’art. 9 che spinge all’ efficientamento energetico degli edifici scolastici e universitari pubblici.

A queste attività specifiche se ne sommano altre più astringenti rivolte a chi nel business degli impianti rinnovabili è già entrato: lo spalma incentivi obbligatorio. Tale disposizione riguarda i titolari di impianti con potenza oltre i 200 kW e prevede una revisione del periodo di incentivazione secondo diverse modalità: aumento da 20 a 24 anni del range totale degli incentivi, ma con una rimodulazione del valore unitario a seconda della durata residua; mantenimento invariato ai 20 anni previsti con una riduzione del sussidio che potrà poi aumentare successivamente in base a percentuali definite dal Mse; mantenimento degli incentivi su 20 anni con un adeguamento a scaglioni a seconda della potenza degli impianti (6% da 200 a 500 kW, 7% da oltre 500 fino a 900 kW, 8% oltre i 900 kW); infine è prevista la possibilità di effettuare una risoluzione anticipata -per una quota fino all’80% degli incentivi Fer- attraverso il coinvolgimento di operatori finanziari europei.

Insomma ci si ferma ma pronti a ripartire e il Governo promette ancora altre novità già dalla ripresa dei lavori, scaldiamoci sotto gli ombrelloni pronti a ripartire con i primi freschi.