Una PAC più verde

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pianteMantenimento della Biodiversità, sostenibilità ambientale: una politica agricola veramente “green” è percorribile o è solo un’utopia?

Conservazione della biodiversità e dei paesaggi agrari, uso sostenibile del suolo e delle risorse idriche, attenuazione dei cambiamenti climatici e adattamento sono solo alcuni degli elementi emersi oggi, durante il seminario “Una PAC più verde: realtà percorribile o utopia?” organizzato dall’Osservatorio sulle Politiche agricole dell’UE dell’INEA. L’incontro è stato incentrato sul marcato orientamento della nuova Pac 2014-2020 verso il raggiungimento di obiettivi ambientali perseguibili attraverso le attività agricole.

Le azioni adottate per raggiungere questi obiettivi riguardano sia il primo pilastro, con l’introduzione di un pagamento ecologico obbligatorio e legato ad alcune specifiche pratiche agricole (greening), sia la politica di sviluppo rurale che, attraverso una nuova struttura e nuove modalità di intervento, vuole favorire in maniera più incisiva rispetto al passato l’uso efficiente delle risorse naturali e la valorizzazione degli ecosistemi connessi all’agricoltura e alla silvicoltura.
Queste importanti sfide dovranno essere conciliate in maniera sinergica con gli altri obiettivi della Pac e delle altre politiche comunitarie, tra cui lo stimolo alla competitività del settore agricolo europeo, la ricerca una maggiore sicurezza alimentare ed energetica e lo sviluppo economico nelle zone rurali.

“La recente riforma rappresenta” ha spiegato Giovanni Cannata, Commissario Straordinario dell’INEA “rappresenta un ulteriore passaggio verso un crescente orientamento del sostegno pubblico al settore primario a favore di beni e servizi ambientali che gli agricoltori dovranno assicurare ai cittadini e ai contribuenti europei”.
Il Commissario ha aggiunto che l’INEA continuerà a seguire con attenzione – anche attraverso successivi approfondimenti tematici – la rapida evoluzione delle politiche agro-ambientali comunitarie, focalizzando l’attenzione sulle opportunità che l’agricoltura italiana dovrà cogliere “per favorire un rapporto non conflittuale ma integrativo tra la competitività del settore e la sua sostenibilità ambientale”.