Bando per la Formazione nelle professioni del mare

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Professioni Mare: la Regione Liguria ha emanato un bando da 5 milioni di euro per favorire l’occupazione di giovani e adulti disoccupati nel settore

Il bando dedicato alle professioni del mare, che scadrà il 2 dicembre, si rivolge agli Organismi formativi ed ad Associazioni Temporanee di Impresa o di Scopo che potranno presentare progetti per disoccupati in possesso di una qualifica triennale, o di un diploma di scuola secondaria superiore o una laurea. I corsi potranno avere una durata da un minimo di 200 a un massimo di 800 ore di formazione in aula e di stage.

La Giunta regionale ligure ha stanziato le risorse, provenienti dal Fondo Sociale Europeo, su proposta dell’assessora all’Istruzione e alla Formazione Ilaria Cavo la quale ha spiegato: “Con questo bando Regione Liguria vuole puntare sulla blue economy e sostenere lo sviluppo di un settore, quello del mare, prioritario per il nostro territorio. Vogliamo finanziare attività formative che innalzano le competenze, accrescendo così la competitività del settore marittimo e gettando le basi per una buona e stabile occupazione”.

La Liguria è la regione in cui la vocazione per il mare ed il ruolo economico svolto dalle attività connesse risultano più forti rispetto alle altre regioni marine. Il mare ha sempre rappresentato per questa regione una delle principali fonti di sviluppo economico, basti pensare alle diverse attività, come quella diportistica o del trasporto marittimo, il traffico merci e passeggeri, la portualità e la consistenza armatoriale e per questo vede un buon posizionamento nelle possibilità di crescita occupazionale.

“Questo nuovo bando appena emanato sarà aperto, su tutto territorio regionale a nuovi progetti che prevedano almeno il 30% di inserimenti lavorativi” conclude l’assessora. “L’obiettivo è quello di dare un impulso concreto alla creazione di nuova occupazione e nuove opportunità a giovani e meno giovani, per questo la valutazione dei progetti si baserà anche sulla previsione degli esiti occupazionali, privilegiando i progetti che dimostrino la presenza di accordi con le imprese per l’assunzione, al termine del percorso formativo ”.

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D.M.