Marche: piccole imprese in frenata e famiglie più povere. I dati del Trend Marche

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Occorre rilanciare il valore artigiano. Dati emersi dal rapporto Trend Marche

Nei giorni scorsi è stato presentato il rapporto “Trend Marche” sulle imprese artigiane e le piccole imprese con meno di 20 addetti, realizzato da Cna e Confartigianato in collaborazione con Ubi – Banca Popolare di Ancona, Università di Urbino e Università Politecnica delle Marche.

Dal rapporto emerge che nella prima parte del 2016 le aziende marchigiane sotto i 20 addetti hanno registrato un incremento del fatturato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma il ritmo della ripresa si è dimezzato rispetto alla fine del 2015, quando la crescita era stata del 6,4%.

Tra i commenti quelli dei professori Ilario Favaretto dell’Università di Urbino e Gianluca Gregori dell’Università Politecnica delle Marche espressi alla presenza del direttore della Banca Popolare di Ancona Nunzio Tartaglia, dell’assessora regionale all’Industria e Artigianato Manuela Bora e del presidente di Cna Marche Gino Sabatini in occasione della presentazione del rapporto.
“A pagare il rallentamento” secondo il Prof. Ilario Favaretto dell’Università di Urbino “sono state soprattutto le imprese conto terzi, che hanno visto il fatturato diminuire dello 0,8% mentre le imprese artigiane e le piccole imprese continuano ad avere grandi difficoltà a portare i loro prodotti sui mercati internazionali”.
L’internazionalizzazione sembra penalizzare le piccole e medie imprese. Lo si evince dalla diminuzione delle spese per le retribuzioni (-6,8 %), per i consumi (-10,7%) e per le assicurazioni (-6,2%).
A salvare l’artigianato e le piccole imprese da una nuova recessione sono state le aziende dei servizi e del terziario che hanno visto crescere il fatturato del 4,8%. Pesante è il calo di fatturato nel manifatturiero (-3,1%) mentre si è mantenuto stabile quello delle imprese edili (-0,2%).
Il Trend registra un crollo del fatturato della meccanica (-19%) mentre per le imprese del legno da mobile si ha un incremento del 5,9% e per il sistema moda del 2,9%.
Nei servizi alla persona il fatturato aumenta del 5,5% e del 3,6% nell’autoriparazione. In calo i trasporti (-1,5%).

Marchigiani e povertà

Lo stato di salute economica dei marchigiani risulta peggiorato rispetto al passato, ma è migliore della media nazionale.
I poveri sono saliti dal 12,2 al 13,9%. Da evidenziare l’aumento nelle Marche dei soggetti in stato di grave deprivazione, quelli che non riescono a pagare le bollette, a sostenere spese impreviste superiori a 800 euro in un anno, a sostituire gli elettrodomestici e neppure a godersi una settimana di vacanza. A trovarsi in questa condizione sono 166.644 marchigiani.

Secondo il Prof. Gian Luca Gregori dell’Università Politecnica delle Marche “occorre rilanciare il valore artigiano, cioè quelle piccole imprese che si contraddistinguono per creatività, innovazione ed originalità.”

Internet e il web possono essere una vera svolta. Secondo il rapporto Trend Marche, le piccole imprese regionali con meno di 20 addetti coinvolte nello sviluppo di Internet delle cose (IoT) sono 29.964, attive nei settori manifatturieri, dei trasporti, dell’Ict, dell’autoriparazione e dell’impiantistica.

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